Care democratiche e cari democratici in Europa,
la Calabria è nel mirino e la ‘ndrangheta sta tirando i fili, a Reggio come a Rosarno. Dopo l’attentato davanti al Tribunale di Reggio Calabria, insieme a Pierluigi Bersani ed al Responsabile giustizia del Pd, Andrea Orlando, sono andata giù ad incontrare i magistrati che erano il bersaglio dell’attacco dei ‘ndranghetisti. Per esprimere a loro la nostra solidarietà e per parlare di lotta alle mafie. Adesso abbiamo presentato a Roma, in una conferenza stampa, il nostro piano urgente, in sette punti, per contrastare la ‘ndrangheta. Chiediamo, fra l’altro, che la ‘ndrangheta venga finalmente inserita nel codice penale come organizzazione mafiosa per la quale è previsto il carcere duro, che venga approvata rapidamente la norma contro l’autoriciclaggio per rendere perseguibile l’investimento dei capitali ricavati da attività criminali e che venga finalmente istituita l’Agenzia nazionale per i beni confiscati. Altri chiacchierano, noi facciamo delle proposte concrete.
La ‘ndrangheta dietro la caccia agli immigrati
Le vicende di Rosarno sono una storia triste e un brutto esempio del potere e della prepotenza della ‘ndrangheta sul territorio. Secondo gli investigatori la caccia ai neri è stata manovrata in gran parte dai boss locali, che trattano gli immigrati come un “usa e getta” umano. Li sfruttano, lasciandoli vivere in condizioni disumane, finché ne hanno bisogno per farli lavorare in nero e non si fanno scrupoli a sparargli addosso e a cacciarli via quando non gli servono più. Non esitano a punirli quando non vogliono pagare il “pizzo” e sono pronti a riprenderli come bestie quando ne hanno di nuovo bisogno. La ‘ndrangheta, insieme alle altre mafie, è fra coloro che approfittano maggiormente della debolezza e della marginalizzazione degli immigrati lasciati nell’illegalità. A Rosarno i boss hanno cavalcato la protesta per dimostrare che sono loro ad avere il dominio sul territorio: sulle barricate c´erano molti personaggi legati alla ‘ndrangheta. Fra gli arrestati c’è anche un figlio di un pericoloso boss locale. L’unico leader di partito che si è recato a Rosarno per informarsi di persona sulle vicende è stato ieri Bersani. Così come è stato l’unico ad andare a Reggio dopo l’attentato.
Integrazione, noi sappiamo come è importante
Noi italiani all’estero siamo migranti anche noi. Quando i primi siciliani, calabresi e campani negli anni 50 sono andati nei vari paesi europei anche alcuni di loro sono stati vittime di razzismo. Per questo l’argomento del razzismo che sotto questo Governo purtroppo sta dilagando in Italia ci tocca particolarmente. D’altro lato tanti di noi hanno vissuto belle esperienze di integrazione nei nostri paesi di residenza. Per questo in Parlamento, nel Comitato permanente degli italiani all’estero, ho proposto di promuovere un convegno che presenti una serie di best practice, vale a dire gli esempi migliori di iniziative a favore dell’integrazione nei nostri rispettivi paesi – per dimostrare in Italia che è possibile mettere in atto politiche diverse nei confronti degli stranieri; che non alimentino la caccia al nero, ma che invece promuovano un’integrazione vera.
Consolati, Amburgo e Losanna si mobilitano
Gli italiani nel mondo stanno continuando a battersi contro il piano di smantellamento della rete consolare proposto dal Governo. La delegazione più folta arrivata a Roma è stata quella degli italiani di Amburgo. Beatrice Virendi e Massimo Finizio dell’iniziativa “Salviamo il Consolato Generale” sono arrivati a Montecitorio con il Presidente e con i rappresentanti tedeschi di tutti i partiti dell’Assemblea regionale, con la portavoce della Camera di Commercio di Amburgo, con rappresentati del Consolato stesso e dell’Ambasciata tedesca.
Beatrice, Massimo, complimenti per essere riusciti a sensibilizzare esponenti istituzionali tedeschi così autorevoli a battersi insieme a noi per la salvaguardia del Consolato Generale di Amburgo. Domani parteciperò ad una manifestazione a Losanna, anche lì contro il piano di smantellamento del Governo. Vista l’onda di proteste in tutta Europa la maggioranza non può continuare ad ignorare le richieste di rivedere il suo piano di chiusura. Il Governo deve capire che i risparmi prospettati sono del tutto sproporzionati rispetto al danno che si avrebbe con la razionalizzazione della rete consolare – ad Amburgo e Losanna, come a Basilea (già declassato), Coira, Genk, Liegi, Lilla, Mannheim, Mons, Mulhouse, Norimberga e Saarbrücken.
The Observer sulle mafie a Londra
Che le mafie si sentano a casa loro anche in altri paesi in Europa lo rivela un articolo di The Observer di fine anno. Cosa nostra, la Camorra e la ‘ndrangheta stanno cercando di allungare i loro tentacoli a Londra.
Laura Garavini
Roma, 15 gennaio 2010

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