Proposta di riforma dei deputati PD eletti all’estero  
  PER UNA RAPPRESENTANZA MODERNA: CGIE PIÙ SNELLO E PIÙ AUTONOMO  
     
 

Una rappresentanza che sia più snella, più autonoma, più radicata nella comunità, più femminile, più giovane e con più garanzie per le minoranze – sono questi in sintesi i punti più importanti nella riforma del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero proposta dai deputati PD eletti all’estero. “Questa riforma è un importante contributo per dare al CGIEla possibilità di lavorare in modo ancora più efficace per la nostra comunità”, dice l’on. Laura Garavini che ha presentato la proposta di legge insieme a Fabio Porta, Gino Bucchino, Marco Fedi e Franco Narducci.

“Con la nostra riforma il CGIE mantiene il suo compito di rafforzare i legami degli emigrati con l’Italia e di raccogliere le esigenze delle comunità italiane all’estero, in particolare per quanto riguarda le condizioni di vita e di lavoro. Ma grazie alla nostra proposta il CGIE avrà anche il compito di impegnarsi per l’integrazione dei nostri connazionali nei Paesi di residenza e promuovere una moderna identità interculturale”, sottolinea la Garavini. La deputata si dice particolarmente contenta del fatto che per la prima volta, nell’elezione dei rappresentanti del CGIE, viene stabilita una quota minima di rappresentanza di donne e di giovani.

La proposta dei deputati del PD, che è stata inviata agli altri parlamentari con l’intento di un’ampia e trasversale sottoscrizione, offre una base concreta di confronto ed uno strumento operativo che consentono di superare la fase del confronto puramente dialettico e di verificare in concreto la volontà riformatrice in tema di rappresentanza degli italiani all’estero.

Il ddl tiene conto delle proposte avanzate dal CGIE, ma, nello stesso tempo, introduce alcune significative innovazioni che possono consentire di attraversare utilmente la fase di transizione verso la preannunciata riforma costituzionale della rappresentanza.

Ai componenti del CGIE è riconosciuto il compito di rafforzare e coordinare l’azione dei COMITES, di interloquire con gli eletti all’estero, di rappresentare presso le istituzioni italiane nazionali regionali e locali le istanze delle nostre comunità. I punti di più netta innovazione riguardano il numero dei componenti, che scende di 25 unità, la completa autonomia dell’organismo, affidando al Segretario Generale anche i compiti di rappresentanza esterna, e lo spostamento dell’asse della rappresentanza sul territorio e in particolare sulle Assemblee continentali, integrate dai presidenti degli Intercomites. Per quanto riguarda la qualità della rappresentanza, si è cercato di rafforzare la presenza di giovani e donne e, in pari tempo, di assicurare uno spazio adeguato alle minoranze interne. Si è previsto, infine, una stretta saldatura con gli eletti all’estero ipotizzando la presenza di diritto dei parlamentari, con facoltà di parola e non di voto, all’Assemblea Generale e a quelle continentali.


Roma, 24 febbraio 2009

 
 

 
 
Laura Garavini info@garavini.de www.garavini.de www.garavini.eu