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"Questo è di più del semplice riflesso che abitualmente scatta quando il Pdl ha che fare con la giustizia. Il sospetto è che il voto della maggioranza in Senato su Di Girolamo sia stato in realtà determinato da un gioco ben più sottile, il cui esito temo possa essere la cancellazione della legge Tremaglia sul voto degli italiani all'estero". A dichiararlo è il senatore del Pd Francesco Sanna, capogruppo in Giunta per le elezioni e le immunità. “Condivido pienamente le preoccupazioni di Sanna”, ha affermato Laura Garavini, “con questa decisione al Senato il Pdl ha spianato la strada all´abolizione del diritto di voto diretto per gli italiani all’estero”.
“La maggioranza”, ha detto Sanna commentando la giornata convulsa al Senato, “invece di seguire le indicazioni della Giunta, ha affidato la definizione del caso Di Girolamo alla magistratura delegando quindi una sua decisione 'definitiva', al terzo grado di giudizio, prima che la Giunta possa pronunciarsi".
"Il Pdl ha preferito raccogliersi attorno al senatore De Gregorio piuttosto che consolidare il lavoro di mesi, di serietà, di osservanza delle regole e di approfondimento, compiuto dalla Giunta e da tutti i suoi componenti”, ha sottolineato Sanna. “Votare la risoluzione De Gregorio è stato un grave errore perché si esautora la Giunta dalle competenze assegnategli dalla Costituzione e anche perché si mette una cassa di dinamite sotto la legge che concede il diritto di voto e di essere rappresentati in Parlamento agli italiani all'estero. Con questo voto il Pdl ha sancito che quello della residenza non è un criterio di sostanza per gli eletti nelle circoscrizioni estere, lo ha privato di legittimità. Logico chiedersi quale sia lo scopo finale della maggioranza".
"A questo punto, di fronte ai comportamenti strumentali e irresponsabili assunti oggi dalla maggioranza viene da chiedersi se essa tenga veramente alla Giunta delle elezioni e immunità. Se così non fosse - conclude Sanna - si tolgano ad essa le competenze che le assegna la Costituzione".
I deputati del PD eletti all’estero Bucchino, Farina, Fedi, Garavini, Narducci e Porta hanno denunciato in una nota congiunta il voto della maggioranza in Senato sul caso di Girolamo: “Come eletti nella Circoscrizione Estero non possiamo fare a meno di manifestare sconcerto e preoccupazione anche sotto un profilo più specifico e diretto. Fare intendere ad una più vasta opinione pubblica che il voto all’estero è regolato da norme che il primo furbo che ci provi possa facilmente eludere senza subirne conseguenze significa portare acqua al mulino di chi considera il voto per corrispondenza dei cittadini italiani all’estero un lusso o addirittura una stranezza del sistema politico italiano”.
Roma, 30 gennaio 2009 |
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