 Italia chiama Italia a colloquio con Laura Garavini, deputata eletta in Europa nelle file del Partito Democratico. D'Alema? "Uno dei politici più intelligenti". Alemanno? "Chi, Retromanno?". Tremaglia? "Santo subito!". E sull'informazione online: "Sarebbe auspicabile prevedere finanziamenti ad hoc".
di Ricky Filosa
Laura Garavini è l'unica donna fra i deputati eletti all'estero. E' stata eletta nelle file del Partito Democratico, ripartizione Europa. E' nata a Vignola in Emilia nel 1966, "in una famiglia contadina con pochi soldi ma tantissimo affetto", come lei stessa scrive sul suo website. Si è laureata all'Università di Bologna in Scienze politiche, indirizzo sociologico, con il massimo dei voti. Alla Luiss di Roma ha fatto un Master in management di progetti comunitari. E' sposata e ha una figlia di undici anni.
Noi di Italia chiama Italia abbiamo nominato l'On. Garavini, in maniera simpatica, una "macchina da guerra rossa", perché la sua opposizione è forte, grintosa, e non concede pause. Ma questo secondo lei, come spiega in questa intervista, è ciò che chiedono i suoi elettori.
On. Laura Garavini, lei è una deputata alla sua prima legislatura. Come sta vivendo la sua prima esperienza da parlamentare?
È faticoso e avvincente. Durante la settimana in Parlamento, e i weekend in giro per la circoscrizione. Dopo le elezioni, oltre alla regolare presenza in aula e in commissione, ho fatto più di 40.000 chilometri in giro per l'Europa per incontrarmi per esempio con gli operai di Rüsselsheim, i ricercatori di Parigi, gli esperti europei a Bruxelles, degli esponenti del mondo delle associazioni vicino a Zurigo, gli italiani preoccupati per il futuro del loro Consolato a Chambéry e tanta altra gente. La sorpresa più piacevole in Parlamento è la cooperazione fra noi deputati PD eletti all'estero. Non è per niente scontato in un mondo come quello politico, dove c'è tanta invidia e diffidenza. Spero che noi stiamo dando un grande esempio di come, nonostante le differenze politiche che ci sono anche fra di noi, si possa lavorare insieme in modo solidale ed amichevole per il bene di quelli che ci hanno eletto, cioè gli italiani all'estero. In quasi tutte le nostre iniziative stiamo andando avanti insieme, un'unità che ci garantisce il massimo peso politico. Grazie alla nostra compattezza siamo una voce molto forte nella politica per gli italiani all'estero. Le discussioni sull'ICI, sugli aiuti per gli anziani indigenti e adesso sui tagli spietati nella finanziaria sono in cima all'agenda nel mondo dell'emigrazione anche e soprattutto grazie a noi. E questo per un'opposizione è già un notevole successo. Come deputata eletta all'estero, cosa pensa si possano o debbano aspettare gli italiani nel mondo da questa legislatura?
Sembra che noi italiani nel mondo ci possiamo aspettare poco, dato che il Governo non ha mancato occasione per colpirci con tagli senza precendenti. Noi come opposizione cerchiamo di creare la necessaria pressione politica per costringere il Governo a far cambiare il suo corso. E personalmente non ho perso ancora tutte le speranze. Noi stiamo denunciando la politica dei tagli ad alta voce. Ma anche alla base, fra i connazionali di tutti i continenti, si sta creando tantissimo malcontento e – last but not least – i media del mondo dell'emigrazione danno ampio spazio alle discussioni sulla politica dei tagli. Sono convinta che davanti a questa situazione il Governo non si può tappare le orecchie per sempre, ma deve ascoltarci e passare da una politica contro ad una politica a favore degli italiani nel mondo.
La sua è una opposizione forte: noi l'abbiamo definita una "macchina da guerra rossa". Lei, per carità, fa il suo dovere e gioca la sua partita. Tuttavia, le abbiamo anche chiesto più "distensione", per tanti motivi...Non crede che su tanti temi, voi eletti all'estero di maggioranza e opposizione potreste lavorare insieme, più da vicino, in maniera più coesa?
Ho una concezione molto anglosassone e riformista della politica. Forse è perché sto da quasi due decenni all'estero. Penso che il Governo debba fare il Governo e che l'opposizione debba fare l'opposizione cioè controllare il Governo e la sua maggioranza, denunciando i loro sbagli e proponendo una politica migliore per poter sostituire il Governo alle prossime elezioni. È proprio una politica di questo tipo che noi deputati PD eletti all'estero stiamo facendo in modo esemplare. In questo modo stiamo aumentando anche la pressione sui parlamentari ‘esteri' del Pdl affinché si muovano e non accettino questi mostruosi tagli tacendo come hanno fatto finora. Penso che un'opposizione forte sia l'unica base su cui si può ad un certo punto anche imbastire delle iniziative bipartisan senza che queste scivolino in un ‘inciucio' di vecchio stampo italiano. Detto questo penso che gli italiani residenti all'estero in primo luogo non chiedono ‘distensione' a noi dell'opposizione ma chiedono al Governo e alla sua maggioranza (di cui fanno parte anche i colleghi eletti all'estero) un radicale cambio di corso. Noi deputati PD eletti all'estero continueremo ad impegnarci in questo senso – e saremmo ben contenti se i colleghi Pdl avessero finalmente il coraggio di sostenere le nostre iniziative a favore della nostra comunità all'estero.
Come saprà, su Italia chiama Italia abbiamo anche una sezione dedicata completamente alla Germania. Quali sono le più importanti necessità per gli italiani di Germania, dove lei è residente, e più in generale per quelli d'Europa?
In Germania il problema più grande per le nostre comunità continua ad essere il mancato inserimento scolastico. Gli scarsi risultati riportati dai nostri ragazzi alle elementari influenzano negativamente il percorso scolastico successivo, compromettendo già in tenera età la possibilità di una carriera scolastica e professionale di successo. In Europa, più in generale, le difficoltà variano a seconda delle singole realtà territoriali. Un aspetto comune riguarda il grande deficit di informazione che interessa tutti i nostri connazionali.
Ha letto della lettera diffamatoria nei confronti dell'On. Aldo Di Biagio? Ha ricevuto la lettera anche lei? E cosa pensa in merito?
Personalmente non ho ricevuto questa lettera, ma ne ho letto i contenuti sulle agenzie. Trovo semplicemente deplorevoli questi attacchi anonimi. Tutti gli attacchi anonimi sono vili e per questo neanche degni di essere presi in considerazione. Chi non ha il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie accuse, non è degno che gli si dedichi neanche una riga. Un'accusa anonima, soprattutto in politica, per me è un'accusa che non esiste. Al collega Di Biagio, che ho conosciuto come persona gentile e cordiale, va tutta la mia solidarietà umana.
C'è un caso di cui si sta parlando molto, da qualche settimana, ma in realtà da aprile 2008: quello di Nicola Di Girolamo. Lei che idea si è fatta dell'intera vicenda?
Il caso, portato alla luce da un ‘amico' di partito di Di Girolamo, sembra piuttosto chiaro: sembra che non avesse la residenza all'estero prima delle elezioni. Dato che questo è un requisito fondamentale per candidarsi, Di Girolamo non avrebbe dovuto candidarsi.
Anche lei, come altri suoi colleghi, è pronta a chiedere le dimissioni del senatore pidiellino?
Il caso sta andando avanti già da tanto, le posizioni sono arroccate e non penso che Di Girolamo cambi la sua posizione se anch'io chiedo le sue dimissioni. Mi fido semplicemente delle parole di Tremaglia riportate dal Suo giornale: “Di Girolamo verrà cacciato”, ed io non ho motivo di mettere in dubbio queste parole.
Ma questo accanimento nei confronti di Di Girolamo, sia da destra che da sinistra, secondo lei ha valide giustificazioni?
Non vedo un accanimento. Vedo le istituzioni che si muovono con il giusto rigore. Il 20 la Giunta delle elezioni del Senato ha fissato l'udienza in merito. Già in quella sede potrebbe arrivare una decisione della Giunta. Ho piena fiducia nei colleghi del Senato che prenderanno la decisione giusta.
Parliamo di informazione italiana nel mondo. Oltre alla carta stampata, c'è anche il web. Non sarebbe il caso di chiedere all'Italia un sostegno anche per le testate online, soprattutto per quanto riguarda quelle "dedicate"?
L´informazione online per gli italiani all´estero è destinata ad avere un ruolo sempre crescente. Sarebbe pertanto auspicabile prevedere finanziamenti ad hoc. Il problema di questa maggioranza però è che prevede tagli radicali su tutti i capitoli di spesa, senza alcuna valutazione di priorità o meno dei singoli bisogni.
Politica interna: Veltroni e Berlusconi riusciranno a trovare il dialogo?
Per il dialogo sono necessarie due controparti disponibili al confronto: già all´inizio della legislatura Veltroni aveva espresso disponibilità al dialogo e altrettanto ha fatto in questi giorni, a seguito della grave crisi finanziaria internazionale. Invece Berlusconi ha risposto “Me ne frego”. Non è una bella base per fare ciò di cui ci sarebbe bisogno: che Governo ed opposizione lavorino insieme per risolvere i problemi derivanti dalla crisi finanziaria
Di Massimo D'Alema cosa pensa?
Uno dei politici italiani più intelligenti. Se umilmente mettesse più spesso la sua intelligenza al servizio del comune successo sarebbe ancora più simpatico. Dopo l'estate ha iniziato a farlo e l'effetto si vede: il PD è più forte.
Di Francesco Rutelli?
Sposo al cento per cento la sua iniziativa per l'ambiente. È un'argomento fondamentale per il futuro dell'Italia e di tutto il mondo. Il PD ne deve fare, come propone Rutelli, una delle sue priorità assolute.
Del sindaco di Roma, Gianni Alemanno?
Gianni Retromanno? Non mi sembra una buona idea voler tornare indietro su tutte le cose che la giunta Veltroni ha portato avanti. A parte questo riscontro una spiacevole aggressività e violenza nella vita quotidiana. Noto una diffusa atmosfera di bullismo nella città che mi dà fastidio e a cui non sono abituata da Berlino, una città della stessa grandezza, ma con un´atmosfera completamente diversa.
Di Mirko Tremaglia?
Mirko Tremaglia santo subito! A parte gli scherzi: È un uomo di destra e per questo il mio avversario politico. Ma nella sua vita ha fatto tantissimo per gli italiani nel mondo e per questo lo stimo. Ha un radicamento sul territorio che tanti della nuova generazione del Pdl se lo sognano.
Con quali colleghi si trova meglio a lavorare?
Senz'altro con i cinque deputati eletti all'estero: Bucchino, Farina, Fedi, Narducci e Porta. Anche se tutti abbiamo una storia politica diversa siamo riusciti a creare un team in Parlamento che è esemplare. Facciamo lavoro di squadra ed è proprio questo che gli elettori ci chiedono. Se l'opposizione per gli italiani nel mondo finora è così forte e visibile è proprio grazie a questo grande lavoro di squadra.
Del deputato indipendente, Ricardo Merlo, che idea si è fatta? E' davvero indipendente, secondo lei?
Conosco il collega Merlo soltanto superficialmente. Troppo poco per esprimere giudizi.
Vuole lanciare attraverso il nostro portale un saluto ai suoi elettori e a tutti gli italiani all'estero?
Un augurio sincero a tutti gli italiani nel mondo, affinché si possano stimare di essere italiani. Troppo spesso tanti connazionali all´estero devono soffrire per lo scarso prestigio di cui gode il nostro Paese, vuoi per il crescente razzismo, per la criminalità organizzata, per i troppi scandali che oltrepassano il confine. Auguro a tutti che si creino le condizioni per potere tornare a stimarsi di essere italiani, indipendentemente dal luogo in cui si vive. Grazie a Italia chiama Italia e al suo direttore, Ricky Filosa, per questa intervista. |