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“Questa notte rimarrà nella storia”, ha detto Walter Veltroni seguendo l'esito delle elezioni americane insieme a tanti simpatizzanti del PD nel Tempio di Adriano a Roma. L'America, commenta il Segretario del Partito Democratico, “riprende il suo fascino dopo gli anni bui di Bush, comincia una stagione nuova, la vittoria della speranza sulla paura. Berlusconi è stato l'unico a definire, appena 20 giorni fa a Washington, gli anni di Bush come straordinari. E mentre anche John McCain se ne allontava!”
Non manca la stilettata agli esponenti del centrodestra che hanno aperto il sito “pdlperobama”: “Sei per Obama Gelmini? Allora investi 14 miliardi di dollari nella scuola pubblica!” E'uno dei passaggi più applauditi dell'intera serata, nella notte in cui la memoria corre alle vittorie di Roosevelt e Kennedy, Veltroni può chiudere il suo intervento affermando: “Stasera cambia il mondo, gira la storia e lo dobbiamo al coraggio di un giovane senatore americano e a un grande movimento di popolo”.
Con la vittoria di Barack Obama, ci sarà "un netto miglioramento" dei rapporti tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea. Lo ha detto il ministro ombra degli Esteri, Piero Fassino, intervenendo alla trasmissione Radio anch'io. "Io mi attengo - ha detto Fassino - a quello che ha sempre dichiarato Obama, e cioè di voler abbandonare la strategia dell'unilateralismo a favore di un atteggiamento nel quale l'America sceglie il multilateralismo"
Secondo Laura Garavini, deputata PD eletta nella circoscrizione Europa, con il risultato delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti “il mondo è cambiato. Obama ha dimostrato che si può realizzare un cambiamento che sembrava impossibile solo un'anno fa. Un cambiamento che promette agli americani meno divisioni e più opportunità per tutti, più lavoro, più giustizia sociale, più formazione, più intelligenza nel produrre l'energia, più sicurezza n el mondo. Sono gli stessi valori per i quali ci battiamo noi del PD in Italia e del PD nel mondo. Lo “Yes, we can” di Obama è diventato realtà. Diamoci da fare, con un PD forte, radicato e riformatore, cosicché anche l'Italia abbia il coraggio di cambiare e di diventare un paese più moderno, più giusto, più giovane. Il paese che vogliamo ”.
Roma, 5 novembre 2008 |
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