| Silvio Berlusconi
ha pronunciato il suo discorso per chiedere ai membri della Camera
dei Deputati la fiducia al proprio governo. Un Berlusconi diverso
dal solito, è stato il giudizio diffuso di chi ha ascoltato
il discorso dentro e fuori dall'aula, che sembra voler sostituire
l'ormai tradizionale aggressività della sua comunicazione politica
con uno stile sì di parte ma comunque istituzionale, da normale
leader politico. Anche Dario Franceschini,
vice segretario del PD, ha apprezzato i toni usati dal premier Berlusconi
ma ovviamente si riserva di dare un giudizio sui "fatti".
Insomma un invito ad aspettare che il nuovo governo si metta all’opera
per poi giudicare. "Naturalmente - ha dichiarato Franceschini
– non basta il tono e la cortesia parlamentare; servono i
fatti. Noi - ha aggiunto – faremo un'opposizione disposta
a dialogare nella scrittura delle regole, pronta a incalzare sui
contenuti ma anche pronta ad alzare la voce quando ce ne sarà
bisogno".
Dello stesso avviso Piero Fassino, ministro degli
Esteri del governo ombra, che del discorso ha apprezzato i toni
ma avverte: "Ai toni ora deve corrispondere la sostanza".
E aggiunge: "Abbiamo annunciato enunciazioni programmatiche
su obiettivi generali e ora bisogna verificare in concreto come
gli obiettivi si realizzeranno. Da parte del PD chiarisce Fassino
ci sarà un'opposizione "né sorda né pregiudiziale
ma incalzeremo il governo su problemi e aspettative degli italiani".
Mentre quindi in Italia le opinioni sull'esecutivo
sono sospese in attesa di vedere i primi fatti concreti, i parlamentari
eletti all'estero non esitano ad esprimere tutto il proprio disappunto
e la delusione per la totale assenza di riferimenti ai nostri connazionali
nel mondo nel discorso del Presidente del Consiglio.
"Che ci sia un certo disinteresse del nuovo
governo di destra per gli italiani nel mondo si poteva già
intuire nelle ultime settimane. Ma con il suo discorso al Parlamento
Silvio Berlusconi è riuscito nell'impresa di deludere anche
le già minime speranze degli italiani nel mondo". Così
commenta la deputata italo-tedesca Laura Garavini le dichiarazioni
programmatiche di Berlusconi a Montecitorio. "Non citando noi
italiani nel mondo neanche con una parola il Presidente del Consiglio
ha fatto capire", critica la Garavini, "che l'attenzione
del suo governo per milioni e milioni di italiani nel mondo è
proprio zero".
Dato l’inizio del governo Berlusconi in
materia di italiani nel mondo secondo la deputata eletta nella circoscrizione
Europa è importante vigilare molto attentamente sulle prossime
mosse. “Le uscite di Bossi contro il diritto di voto degli
italiani nel mondo, contro il diritto di scegliere il nostri rappresentanti
mi fanno temere il peggio. Dobbiamo far attenzione che le annunciate
riforme istituzionali non vengano usate dal Governo Berlusconi per
mettere mano al diritto di voto degli italiani nel mondo. Dopo che
la destra è stata sconfitta all’estero anche in queste
elezioni c’è evidentemente la tendenza di mettere ai
margini noi italiani oltre le frontiere”, dice Laura Garavini.
La deputata PD sottolinea “che siamo disposti ad un leale
confronto con il governo. Ma tutto ciò che vediamo in questi
giorni lascia intendere che gli italiani all’estero avranno
vita dura sotto questo esecutivo che evidentemente ha poca intenzione
d i continuare il buon lavoro svolto dal governo Prodi per gli italiani
nel mondo”.
Critico sul discorso di Berlusconi anche Franco
Narducci, altro parlamentare eletto in Europa: "Prevedo momenti
bui per gli italiani nel mondo - dice - e, in particolare sono preoccupato
per quelle conquiste che abbiamo raggiunto e che potrebbero essere
rimesse in discussione".
Double face la valutazione di Marco Fedi, parlamentare
eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide. Mentre
da un lato il parlamentare esprime il suo apprezzamento per "l'apertura
al dialogo, il superamento dell'aggressività dimostrata nel
corso della trascorsa legislatura e nella stessa campagna elettorale
ed i nuovi riferimenti sia al ruolo della maggioranza che dell'opposizione",
egli non manca di sottolineare il "pessimo inizio, invece,
come ampiamente previsto, per gli italiani nel mondo che non ottengono
attenzione nell'esecutivo e nelle dichiarazioni programmatiche".
Tranciante il giudizio di Maurizio Chiocchetti,
responsabile del PD per gli italiani nel mondo, che definisce "desolanti
per gli italiani nel mondo" le dichiarazioni programmatiche
pronunciate da Silvio Berlusconi. Chiocchetti rileva che "nel
discorso non vi è traccia dell’esistenza delle nostre
comunità nel mondo. Auspichiamo che al più presto
si corregga questa dimenticanza e noi ci impegniamo a far si che
ciò avvenga al più presto".
Dimenticati nelle dichiarazioni programmatiche,
gli italiani nel mondo non se la passano meglio per quanto riguarda
l'attenzione loro (non) rivolta nella composizione del nuovo governo.
"Il Pdl - ricorda a tal proposito Chiocchetti - ha iniziato
la campagna elettorale promettendo di ripristinare il ministero
degli Italiani nel mondo. A seguire si è passati all'ipotesi
di un viceministro che doveva essere ricoperto da un eletto all'estero,
per arrivare poi alla prospettiva ancora più umile di un
sottosegretario. La vicenda ha trovato ora un suo punto d’arrivo
con un nulla di fatto, e probabilmente si concluderà, chissà
quando, con l'assegnazione della delega per gli italiani nel mondo
ad uno dei tre sottosegretari agli esteri, che la seguirà
insieme a tante altre deleghe."
"Questa scelta – conclude Maurizio
Chiocchetti - dimostra quale considerazione ha il Governo della
destra verso la grande risorsa rappresentata dalle nostre comunità
che vivono all’estero. Considerazione pari, appunto, a zero". |