L´Europa non è solo un'entità economica, anzi. Se vogliamo che la gente senta l´Europa come la propria casa dobbiamo impegnarci di più per dare all'Ue anche una forte impronta sociale. È stato questo uno dei messaggi piú netti emersi dall'incontro a cui ha partecipato l'on. Laura Garavini (PD) insieme ad altri parlamentari del centro-sinistra di diversi paesi europei. La fondazione Friedrich Ebert aveva invitato i deputati a Lubiana (Slovenia) per confrontarsi con scienziati e rappresentanti del mondo del lavoro sul "Modello economico e sociale dell'Europa".
"Rafforzare l'impronta sociale dell'Ue è fondamentale per creare più consenso intorno alla meravigliosa idea che è l'Europa", dice la Garavini. "Se cerchiamo di avvicinare gli standard sociali in Europa è importante che non si giochi al ribasso aprendo le porte ad un dannoso 'dumping' sociale. L'Europa sarà più convincente, se vale il principio del "benchmarking" sociale. Vale a dire nel creare le future regole sociali dell'Europa dobbiamo fare riferimento ai paesi con i sistemi sociali più forti in modo da rendere l'intera Europa socialmente più sicura. Così l'Ue, che finora ha una gamba economica forte e una sociale molto debole non sarà più zoppicante", conclude la deputata PD che nella Camera fa parte della Commissione per gli affari europei. Secondo la Garavini questi dialoghi fra deputati che si occupano di Europa nei loro rispettivi parlamenti e che vengono da diversi paesi sono molto utili per sviluppare insieme una visione dell'Europa più vicina alla gente.
La vice capogruppo dell'SPD nel Bundestag, Angelica Schwall-Düren, nel suo discorso finale ha proposto un patto sociale europeo. Le ultime decisioni sociali della Commissione europea, per esempio la direttiva contro la discriminazione e la direttiva per i consigli di fabbrica secondo l'esponente del partito di governo tedesco vanno nella direzione giusta dimostrando che si vuole rafforzare la dimensione sociale dell'Unione. Ma per fare sì che la gente abbia più fiducia nell´Europa si deve andare oltre prendendo misure chiare contro una politica del "dumping sociale" nell'Ue ha sottolineato la Schwall-Düren. L'Europa del futuro secondo la vice capogruppo dell´SPD non deve ambire solo al mercato comune ma anche ad un'unione sociale.
La sindacalista slovena intervenuta al convegno, Lucka Böhm, ha illustrato la situazione economico e sociale del proprio paese, sottolineando come sia importante che il raggiungimento e la difesa della libera circolazione dei cittadini a livello europeo non debba peró compromettere la tutela delle sicurezze sociali dei lavoratori.
Anche il Professor Klaus Busch, dell´Universitá di Osnabrück e il Professor Vlado Dimovski, dell´Universitá di Lubiana hanno tenuto interventi su come costruire un`Europa piú sociale.
Roma, 14 luglio 2008 |