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“E´ importante tenere viva la memoria
storica in segno di rispetto verso le vittime ma è altrettanto
importante per far capire ai giovani quali conseguenze possono avere
l’ideologia nazifascista e la crudeltà di una guerra
“, dice l´Onorevole Laura Garavini (PD) dopo aver partecipato
domenica 4 maggio alla commemorazione di Treuenbrietzen (Brandeburgo)
in occasione del 63° anniversario del massacro di 127 deportati
italiani da parte delle SS nazifasciste. Treuenbrietzen rappresenta
per la comunità italiana in Germania la più importante
commemorazione per ricordare i crimini di guerra contro italiani in
campi di lavoro forzato. La Garavini, che ha partecipato alla commemorazione
insieme ad una delegazione del PD di Berlino, ha ringraziato Antonio
Ceseri, l´ultimo dei superstiti, venuto apposta da Firenze
per rendere omaggio ai compagni di prigionia deceduti e per raccontare
la propria diretta testimonianza. “Il suo racconto aiuta a
tener vivo il ricordo di questo crudele crimine di guerra. Soprattutto
per i giovani sentire e vedere Ceseri è una preziosa testimonianza
storica”, dice la deputata PD.
Il massacro di Treuenbrietzen è avvenuto pochi giorni prima
della fine della guerra. Nell´aprile del 1945, dopo l´iniziale
illusione di essere stati liberati dalle truppe russe i deportati
italiani, ancora nascosti nella fabbrica di munizioni in cui erano
stati costretti a svolgere i lavori forzati, vennero prelevati da
soldati delle SS e barbaramente uccisi. Riuscirono a salvarsi solo
quattro italiani grazie al fatto che vennero protetti dai corpi
dei compagni uccisi, caduti sopra di loro.
Laura Garavini ha ringraziato Gianfranco Ceccanei, coordinatore
dell´Associazione Altra Italia, che negli ultimi anni con
un lavoro prezioso ha aiutato a ricostruire la storia del massacro
di Treuenbrietzen e ha rintracciato Ceseri e gli altri tre superstiti
raccogliendo le loro testimonianze in un libro appena pubblicato
dal titolo “Deportati italiani a Berlino e nel Brandeburgo”.
“La città di Treuenbrietzen – ha sostenuto Laura
Garavini – è anche la testimonianza del fatto che ogni
forma di tirrania e di guerra porta a crimini contro l’umanità.
Treuenbrietzen è il luogo giusto per ricordare anche questo”.
Nella città brandeburghese poche settimane dopo il massacro
dei 127 deportati italiani dalle SS, un migliaio di civili tedeschi
della cittadina del Brandeburgo furono uccisi dall´Armata
Rossa, in segno di vendetta per i duri combattimenti che avevano
comportato la morte di un ufficiale russo.
Berlino, 5 maggio 2008
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