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Codice Antimafia: una delle riforme di cui andare orgogliosi

antimafia“La legislazione antimafia va affinata costantemente, per essere il più possibile adeguata al contrasto al crimine organizzato, anche alla luce della sua costante evoluzione. Approvare il Nuovo Codice Antimafia, oggi, significa ridare slancio alle leggi contro il crimine organizzato, vuol dire rafforzare la lotta alle mafie e renderla più consona ai tempi moderni.

A 35 anni dall’approvazione di quella straordinaria intuizione che fu la legge Rognoni / La Torre, è normale che si avverta l’esigenza da più parti di prevedere correttivi e miglioramenti. Nel testo del provvedimento sono confluite una serie di misure tra cui quelle contenute in una proposta di legge sulla gestione delle aziende confiscate da me presentata, quelle sintetizzate in una legge di iniziativa popolare e quelle emerse dalla Commissione Antimafia.

Il risultato è uno strumento efficace, che promuove maggiore trasparenza nella gestione dei beni confiscati e prevede interventi migliorativi sul fronte della prevenzione. In particolare, sono tre gli aspetti più positivi di questa Legge. Il rafforzamento dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati; l’introduzione di requisiti e regole stringenti per gli amministratori giudiziari che verranno chiamati ad occuparsi dei beni confiscati e la modifica delle interdittive antimafia e degli accessi ai cantieri, che hanno l’obiettivo di contrastare con successo i tentativi di infiltrazione nelle grandi opere.

C’è da essere orgogliosi dell’approvazione di questa legge”. Così Laura Garavini in occasione dell’approvazione definitiva del Codice Antimafia.

Roma, 27 settembre 2017