Successi conseguiti

Negli ultimi cinque anni ho contribuito in prima persona a dare una svolta decisiva alle politiche per gli italiani all’estero. Con il Partito Democratico al Governo abbiamo posto fine ai continui tagli imposti dalle destre negli anni precedenti. Ed abbiamo attuato una politica nettamente diversa: una politica che investe sugli italiani all’estero. Per me e per il Partito Democratico, di cui sono componente in Direzione, non sono parole vuote quando dico: gli italiani all’estero sono una risorsa. Sono molto contenta di aver contribuito a conseguire numerosi successi negli ultimi anni.

Tasse diminuite

Tra l’altro, su mia iniziativa personale, abbiamo fatto sì che gli italiani nel mondo debbano pagare meno tasse. Per i pensionati che stanno all’estero, con il PD forza di governo, abbiamo abolito il pagamento dell’IMU sulla prima casa e abbiamo ridotto la TARI, la tassa sui rifiuti, di due terzi. Il Canone Rai, invece, lo abbiamo ridotto per tutti gli italiani, compresi quelli all’estero, portandolo da 116 a 90 euro. Il centrodestra promette da anni di abbassare le tasse, salvo poi farle pagare solo agli italiani all’estero. Noi del centrosinistra, appena andati al Governo, le tasse le abbiamo abbassate. E di tanto.

Aumentati i fondi per lingua e cultura

Grazie al mio impegno abbiamo migliorato la situazione per i nostri ragazzi che vogliono studiare la lingua e la cultura italiana: con i nostri Governi PD abbiamo aumentato del 10% il numero degli insegnanti di italiano all’estero. Inoltre abbiamo stanziato ingenti risorse per il settore: a partire dalla creazione di un Fondo cultura di 150 milioni di euro con cui abbiamo ripristinato tutti i precedenti tagli e abbiamo favorito la internazionalizzazione di Università e di poli di ricerca di eccellenza. Ma abbiamo previsto anche 2,1 milioni aggiuntivi per i corsi di lingua offerti dagli enti gestori, risorse in più per la Dante Alighieri, per le scuole paritarie all’estero e per le sezioni di italianistica. Altrettanto significativo è il ripristino dei finanziamenti per gli Istituti Italiani di cultura, che potranno contare su 12,7 milioni di euro, in 3 anni, per migliorare la propria offerta culturale.

Consolati riaperti e servizi consolari più efficienti

Un argomento molto importante per me, anche negli ultimi cinque anni, sono stati i servizi per gli italiani all’estero. Con i nostri Governi, Renzi e Gentiloni, i Consolati tornano ad aprire e ad assumere personale. Grazie alla pressione politica da me esercitata abbiamo infatti deliberato la riapertura a Manchester. Inoltre per decenni non c’erano stati concorsi. Poche settimane fa invece, in sede di legge di bilancio, abbiamo previsto risorse per la assunzione di 300 nuovi funzionari, ripartiti tra personale di ruolo dall’Italia e contrattisti locali. Inoltre abbiamo stanziato 4 milioni aggiuntivi per il rafforzamento dei consolati e 600.000 euro per adeguamenti salariali. Un sogno, fino a quattro anni fa.

Servizi pubblici più veloci

Abbiamo messo le basi per una totale digitalizzazione del servizio pubblico in Italia. È la base per quella modernizzazione dei servizi che voglio diventi realtà anche all’estero. Con il PD al Governo abbiamo introdotto un “codice online”, il cosidetto Spid, che serve a sbrigare tutte le pratiche burocratiche via internet. Per ora, il codice online Spid permette un accesso all’Inps. È l’inizio della grande rivoluzione digitale che vogliamo attuare per l’amministrazione pubblica. I prossimi passi saranno l’accesso anche all’Inail, all’Agenzia delle Entrate, alle Poste. E io mi impegno per allargare questa rivoluzione digitale nei prossimi cinque anni anche ai servizi pubblici all’estero, nelle Ambasciate e nei Consolati.

Con il funzionario itinerante, il Consolato è più vicino

Nell’ultima campagna elettorale avevo promesso di portare i servizi all’estero più vicini ai cittadini. I precedenti Governi di centrodestra avevano tagliato risorse per gli italiani nel mondo. Arrivando a chiudere Consolati in numerose località. Con il PD al Governo abbiamo creato la figura del funzionario itinerante. Dotato di un apposito strumento per raccogliere le impronte digitali per l’emissione dei Passaporti, il funzionario itinerante si reca là dove siano stati chiusi Consolati, per agevolare i cittadini ed evitare loro di percorrere centinaia o migliaia di chilometri. Lo Stato può e deve essere vicino ai cittadini. Proprio e soprattutto nel facilitare il disbrigo delle esigenze pratiche quotidiane.

Boom del made in Italy all’estero

È stata una mia iniziativa parlamentare: dare più sostegno alle strutture che supportano la piccola e media imprenditoria interessata ad operare all’estero. Abbiamo dato alle Camere di Commercio italiane all’estero più possibilità di sostegno e di promozione per le nostre aziende, stanziando ingenti risorse per il triennio a venire. Adesso la rete camerale deve usare bene questi soldi per aiutare le imprese italiane all’estero e quelle che vogliono internazionalizzarsi. Per noi era importante dare un segnale: dopo anni di tagli delle destre anche in questo settore, noi del PD investiamo nell’imprenditoria all’estero, perchè ci crediamo, anche per il bene del Paese.

Riformati Ice ed Enit

Abbiamo riformato e modernizzato l’ICE, l’Istituto per il Commercio Estero, a sostegno delle aziende che intendono esportare. E abbiamo sburocratizzato l’ENIT, l’Ente Nazionale Italiano per il Turismo, volto a promuovere all’estero il patrimonio turistico del Paese.

Adottate importanti leggi europee contro le mafie

Sono entrate in vigore tre leggi di cui mi ero resa promotrice: il reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca tra Stati, l'istituzione di squadre investigative comuni sovranazionali. E la tutela dei dipendenti delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Sono provvedimenti importanti, di cui vado particolarmente fiera. Perché dal momento che le mafie sono sempre più internazionali, anche il loro contrasto deve esserlo altrettanto. Ed ancora di più. Forze dell’ordine e magistratura lo invocavano da decenni: il recepimento di leggi europee che dessero una sferzata di internazionalità al contrasto alle mafie. Dopo anni di insistenza e di battaglie, con i nostri Governi queste mie iniziative sono state finalmente realizzate.

Chi fa ricerca, fa bene al Paese

Grazie ad una legge, Controesodo, di cui io stessa sono stata co-firmatrice, abbiamo introdotto benefici fiscali per la riduzione di Irpef e Irap. Per la durata di tre anni. Infatti per i ricercatori e i docenti che abbiano fatto ricerca o insegnato all’estero per almeno due anni, viene tassato solo il 10 per cento del reddito. Fare ricerca all’estero può essere uno straordinario valore aggiunto. Purché ci sia circolarità dei cervelli e non sia solo un esodo a senso unico. Noi del PD, al Governo, abbiamo investito sulla conoscenza, prevedendo nuovi investimenti sulla ricerca e favorendo anche il rientro di ricercatori che abbiano operato fuori dall’Italia.

Abbiamo pensato anche a chi vuole tornare

Noi del PD vogliamo valorizzare quegli italiani che abbiano acquisito un importante know how all’estero e lo vogliano mettere a disposizione a beneficio del Paese. Per questo abbiamo previsto misure specifiche. Pagano le tasse solo sul 50 per cento del reddito coloro che rientrano dopo avere lavorato all’estero almeno cinque anni in ruoli direttivi o di alta qualificazione. Questo sostegno vale sia per coloro che rientrano e si mettono in proprio, sia per chi lavora come dipendente. L’iniziativa è mirata ai giovani sotto i 40 anni. Grazie a noi, tornare è possibile.

Con il PD, il Sud è di nuovo tra le priorità del Paese

Con l’iniziativa Resto al Sud, contenuta nel Decreto Mezzogiorno, abbiamo messo a disposizione fino a 200mila euro per progetti di imprenditoria da realizzare nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’iniziativa, rivolta agli under35, è stata pensata anche per gli italiani all’estero. Che possono partecipare spostando la propria residenza in una di queste regioni entro centoventi giorni dall’accoglimento della domanda.

I lavoratori italiani sono uguali in ogni Paese

Sulle tasse noi del PD, una volta al Governo, abbiamo realizzato quello che per anni le destre hanno sempre solo promesso, senza mai realizzarlo. Migliaia di connazionali che lavorano all’estero sono dipendenti di imprese italiane che operano oltre confine. Per garantire loro pari condizioni di trattamento abbiamo riconosciuto uguali detrazioni fiscali per carichi di famiglia ai dipendenti che lavorano all'estero per imprese italiane. A tutti. Nessuno escluso. E senza differenze tra Stati. Il Partito Democratico tutela il lavoro. E le famiglie, soprattutto di chi lavora.

Aumentata la quattordicesima ai pensionati, così da dare di più a chi ha di meno

Abbiamo aumentato la quattordicesima ai pensionati italiani che percepiscono meno, anche a quelli che vivono all’estero. L’incremento è di 100 euro l’anno. Ed è rivolto a quanti abbiano un reddito annuo inferiore ai 13.049,15 euro. Il centrosinistra al Governo ha teso una mano verso i più deboli. Perché siamo convinti che sia giusto sostenere tutti. Partendo da chi ha di meno.

Più vicina la collaborazione tra Ministero Esteri e Patronati

I Patronati sono stati spesso lodati come una struttura sociale efficace all’estero. E rappresentano un punto di riferimento per tantissimi connazionali all’estero. Il PD è ben consapevole di questo ruolo centrale. Per questo motivo ho insistito e si è dato il via ad una convenzione, in via di definizione, tra i Patronati ed il Ministero per gli Affari Esteri. Con l’obiettivo di potenziare i servizi offerti ai cittadini. Ed offrire agli stessi Patronati condizioni di lavoro migliori.

I dipendenti italiani non sono mai di serie B, anche se lavorano in organismi internazionali

Migliaia di italiani che lavorano all’estero operano all’interno di organismi internazionali. Fino a quattro anni fa i loro diritti non erano equiparati, in termini di pensione. Sembra assurdo. Ma era così, prima che noi del centrosinistra ponessimo fine a questa disuguaglianza. Grazie ad un mio specifico intervento eventuali contributi pensionistici versati in Italia da funzionari di organismi internazionali verranno riconosciuti, dando diritto ad una quota di pensione italiana. Affinché nessuno sia privato dei propri diritti, per il solo fatto di essere italiano.

Ingegneri e architetti: lavoro all’estero non più discriminato

Un professionista italiano rimane tale, indipendentemente dalla parte del mondo in cui lavora. A partire da ingegneri e architetti all’estero. Che, finora, avevano visto ingiustamente penalizzati i loro versamenti contributivi. Il PD al Governo ha posto fine a questa ingiustizia. Ho esercitato pressioni ed ho avuto successo: affinchè i contributi pensionistici da versare all’Inarcassa, l’Ente previdenziale degli ingegneri e degli architetti, per chi lavora all’estero siano gli stessi di chi lavora in Italia.

Rappresentanze tutelate

Per ben dieci anni le destre hanno tentato di zittire gli italiani all’estero, attraverso il mancato rinnovo degli organi di rappresentanza e il taglio dei rispettivi finanziamenti. Noi del PD invece abbiamo subito rinnovato Comites e CGIE e abbiamo stanziato risorse aggiuntive. Gli organi di rappresentanza possono essere importanti strumenti di promozione e di tutela delle nostre comunità, sia nei confronti delle autorità italiane che di quelle dei paesi di residenza. Nel rispetto degli impegni che avevamo assunto in campagna elettorale abbiamo inoltre introdotto il voto per corrispondenza per tutti quegli italiani che si trovino temporaneamente all’estero.

Informazione italiana nel mondo

La libertà di informazione è un tema importante per noi. Per questo abbiamo aumentato i finanziamenti alla stampa di settore. Per garantire la pluralità e stimolare il dibattito. La stampa periodica potrà contare su un milione in più nel 2017 e nel 2018, con un incremento del 50 per cento delle risorse precedentemente stanziate. Anche le agenzie di stampa specializzate per l’emigrazione beneficiano di questi stanziamenti, con 300mila euro nel 2017 e 400mila nel 2018.

Tutelate le minoranze italiane in Slovenia e Croazia

Le minoranze italiane sono parte della nostra storia. La cultura, la lingua e i valori italiani vengono tramandati ogni giorno dalle nostre comunità residenti in Slovenia e Croazia. Così come accade per quelle istriane, fiumane e dalmate. Il Pd crede fortemente nel valore dell’appartenenza. E nel rispetto delle minoranze. Proprio perché siamo convinti che le identità culturali vadano preservate con fatti concreti, sono stata una dei quattro firmatari del provvedimento con cui abbiamo stanziato fondi appositi. Fino a 5 milioni e 800mila euro per la tutela delle nostre minoranze. Perché tutelando loro, tuteliamo la nostra cultura.

 

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