Roma, 13 gen. - "Gli espatriati votano tradizionalmente in chiave antisovranista. Non solo gli italiani. Anche gli ungheresi. O i polacchi. Ossia proprio quegli stessi popoli che scontano nei propri Paesi la presenza di partiti di ispirazione populista. I dati sottolineati oggi in un articolo de Il Corriere della Sera rilanciano l'urgenza della messa in sicurezza del voto di chi vive all'estero. Spesso minacciato da difficoltà logistiche ed operative". È quanto dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente vicaria gruppo Italia Viva-Psi. "Anche per questo io stessa mi sono fatta promotrice di un disegno di legge che riforma il voto degli italiani nel mondo. Mantenendo la forma per corrispondenza. Ma garantendolo attraverso le nuove tecnologie del blockchain. Il voto degli espatriati garantisce un argine alle derive sovraniste. Ma è un'occasione che rischiamo di perdere - conclude la senatrice -, se non li mettiamo nelle condizioni di esercitare il proprio diritto".

 

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