Roma, 10 lug. – “Venticinque anni fa, uno dei massacri civili più drammatici del Novecento. Le oltre 8mila persone deportate e uccise a Srebrenica dalle truppe serbo-bosniache l’11 luglio 1995 sono un monito ancora e soprattutto oggi. Perché richiamano la coscienza collettiva al dovere di essere un argine contro nazionalismi e sovranismi. A contrastare quelle ideologie che interpretano il mondo come una contrapposizione di culture. L’Europa dimostra proprio che, invece, è l’unione tra culture a rendere forti i singoli Stati”.

“Pensare che atti così violenti siano qualcosa di ormai lontano è un’illusione. Il massacro di Srebrenica è avvenuto negli anni Novanta, in epoca moderna. Se non siamo sentinelle attente, se non siamo noi il primo argine a nazionalismi e ideologie che guardano al diverso come a un pericolo, guerre e violenze possono ripresentarsi. Per questo, commemorando l’ultimo genocidio europeo, riscopriamo ancora una volta quanto sia importante difendere il grande traguardo rappresentato dall’unione tra i popoli in Europa”. Lo dichiara la Senatrice Laura Garavini, Presidente Commissione Difesa e Vicepresidente vicaria gruppo Italia Viva-Psi.

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