Roma, 7 ott. – "L’impennarsi della curva dei contagi impone a tutti maggiore attenzione nei propri spostamenti. Alla luce della nuova ondata di contagiati da covid in diversi paesi in Europa e nel mondo, credo che sarebbe necessario che l’Inps rinviasse nuovamente la campagna di attestazione dell‘esistenza in vita per i pensionati che percepiscono una pensione italiana all’estero. Rinvio che l’Inps aveva già opportunamente previsto a marzo, nella fase di peggiore contagiosità per il nostro paese. Gli ultimi dati sull’andamento dell’epidemia in numerosi paesi esteri nei quali vivono i nostri connazionali ci pongono di nuovo di fronte all‘esigenza di dilazionare i tempi. Allo scopo di limitare il più possibile i rischi di contagio. Per non esporre al rischio una categoria già fragile, come quella degli anziani. E per tutelare anche gli operatori dei patronati da un’inevitabile aumento degli assembramenti e di conseguenti possibili contagi".

"Per avviare la procedure di certificazione in vita è infatti necessaria la presenza fisica dei connazionali negli uffici di patronato. Una condizione che, in questo momento, è consigliabile evitare. Ecco perché, insieme ad altri colleghi eletti all‘estero, ho aderito volentieri all‘appello rivolto dalla collega onorevole La Marca alla direzione Inps. Volto appunto a rinviare la campagna di attestazione dell’esistenza in vita. Perché siamo tutti chiamati a fare la nostra parte nella battaglia globale contro la pandemia. In primis le istituzioni”. È quanto dichiara la Senatrice Laura Garavini, Vicepresidente Commissione Esteri.


 

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