La vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi intervenendo in Senato sulla mozione del gruppo

Roma, 16 dic. - "Diciamo grazie agli italiani, invece di sgridarli. Se abbiamo ridotto il numero di contagi e di morti lo dobbiamo ai tanti che si sono attenuti alle regole. Ora vanno evitati cambi repentini e decisioni estemporanee. Dettate dalle immagini tv di piazze piene. Che cosa avremmo dovuto aspettarci? Abbiamo detto "Chiudiamo in autunno per salvare il Natale". Ed è stata la via giusta, perché l‘indice di contagiosità RT su base nazionale, a differenza di altri paesi, è sceso sotto la soglia critica dell'1. Gli italiani sono già abbastanza provati. Non hanno bisogno di scelte che cambiano in continuazione. Come Italia Viva siamo per riaprire. In sicurezza. Se invece la maggioranza dovesse preferire adottare delle misure più restrittive ne prenderemo atto. Ma a patto che siano stabilite sulla base di dati scientifici. Senza decisioni contraddittorie, legate agli umori del momento. Fornendo elementi certi in via preventiva ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese, così che si possano organizzare per tempo. E offrendo ristori ambiziosi. Guardando, in questo caso, a quanto accade nel resto d'Europa e in Germania, dove le attività colpite da serrata potranno chiedere fino a mezzo milione di euro di contributi". Lo dichiara La Senatrice Laura Garavini, Vicepresidente vicaria Gruppo Italia Viva-Psi, intervenendo in aula in dichiarazione sulla mozione del gruppo.
"Come Italia Viva non siamo per la colpevolizzazione di quegli italiani perfettamente in linea con le leggi che gli sono state prospettate". "Né siamo per assumere decisioni, solo perché altri paesi le stanno prendendo. Come Germania, Olanda e Gran Bretagna. Che dopo mesi di scarse restrizioni hanno predisposto nuove serrate. Decisioni dettate però da un repentino aumento delle rispettive curve dei contagi e da un peggioramento della pressione sulle loro strutture ospedaliere. Cosa che si è riusciti a scongiurare da noi, grazie alle misure differenziate adottate nelle diverse regioni. Il Natale è di solito sinonimo di abbondanza. Quest’anno, invece, il Covid ci costringerà per forza di cose a Festività segnate in parte dalla mancanza. Il nostro compito, come Governo, come Legislatori e come Istituzioni - conclude la Senatrice -, è proprio colmare questo senso di spaesamento e di vuoto".

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