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La Newsletter di Laura Garavini

Care democratiche e cari democratici in Europa,

 
hanno lasciato cadere la maschera. Per mesi hanno fatto finta, hanno tirato per le  lunghe. Alla fine si è realizzato ciò che era prevedibile: i due partiti populisti, anti-europeisti e xenofobi si mettono insieme. Per l‘Europa é la notizia più brutta. Ma bisogna accettare il fatto che gli elettori in Italia abbiano deciso così. Personalmente sono fiera che gli italiani nella mia circoscrizione Europa non abbiano fatto parte di questa ondata populista. Adesso dobbiamo fare quello che in una democrazia spetta a chi ha perso le elezioni: mettere in piedi una opposizione forte ed intelligente. Per questo, in Parlamento, abbiamo bisogno anche di voi, sul territorio. Insieme possiamo fare sì che questo incubo non duri cinque anni. In ogni caso è interessante vedere come questi millantati `duri e puri‘ dimenticano in fretta le promesse fatte, pur di prendersi poltrone e potere.

Già al lavoro da settimane
In queste prime settimane di legislatura, nonostante l‘immobilismo a cui ci hanno costretto soprattutto le destre ed i 5stelle con il loro gioco a nascondino, ho lavorato ad alcune proposte di legge. Ne ho già presentate diverse, alcune delle quali rivolte a noi, italiani nel mondo. Altre sui temi da sempre al centro del mio impegno politico.

L‘abolizione dell‘Imu va estesa a tutti gli italiani all‘estero
Chi mantiene una casa in Italia svolge un’importante funzione sociale. Genera un consistente indotto economico grazie al turismo di ritorno e aiuta spesso a contrastare i fenomeni di degrado architettonico e di abbandono degli immobili nei piccoli centri urbani. Se si interrompe questo legame con il luogo d’origine ci rimette l‘intera comunità. Ecco perché ritengo necessario estendere l’abolizione dell‘IMU sulla prima casa a tutti gli italiani residenti all‘estero. Ampliando il numero dei beneficiari a cui avevamo già attribuito tale esonero con il nostro Governo PD, presieduto da Renzi. A tale scopo ho presentato una proposta di legge, io al Senato ed il collega Massimo Ungaro alla Camera. Un disegno di legge con il quale chiediamo di equiparare gli immobili di proprietà degli italiani residenti all'estero alle abitazioni principali, azzerandone il peso fiscale. La casa che si possiede in Italia assorbe spesso investimenti ingenti e rappresenta una sorta di cordone ombelicale con il proprio paese di origine. Non è giusto che si trasformi in una ingiustizia.

La storia dell’emigrazione italiana nei programmi scolastici
La storia dell’emigrazione italiana rappresenta uno straordinario patrimonio di esperienze e di valori. In una fase come questa, di migrazioni epocali, è particolarmente importante tramandarla alle nuove generazioni. Per questo ho presentato un disegno di legge che prevede l’introduzione dello studio dell'emigrazione italiana tra le materie di insegnamento scolastico. Il progetto prevede, inoltre, la possibilità di istituire gemellaggi tra istituti scolastici italiani ed internazionali, favorendo la conoscenza dell‘esperienza migratoria. In questo modo, avviciniamo  gli studenti italiani a quello che l‘emigrazione ha rappresentato e continua a rappresentare, per i singoli, ma anche per il Paese. Al tempo stesso, offriamo una base utile per la formazione interculturale della scuola italiana, caratterizzata oggi da una elevata presenza di ragazzi di origini straniere.
 
Se difendiamo l’ambiente, ci guadagniamo tutti
Se vogliamo un mondo più pulito, ognuno di noi deve fare la propria parte. Per questo ho presentato un’altra proposta di legge per introdurre il deposito cauzionale all'acquisto di bevande in bottiglie di plastica. Il cosiddetto ‘vuoto a rendere’. Seguiamo l’esempio positivo di diversi paesi europei, dove grazie a questa norma non si vede una bottiglia di plastica in giro. Anzi... se qualcuno butta via una bottiglia qualcun altro la recupera per riportarla ai distributori e ottenere così la restituzione del deposito. Ecologia significa anche questo: fare ognuno del proprio meglio per ridurre i rifiuti. Se inquiniamo di meno ci guadagniamo tutti. Perché miglioriamo la salute dell’ambiente.

Cognome materno, una battaglia di civiltà
La Costituzione italiana ci dice che uomo e donna sono pari nel rapporto genitoriale. Ma non è ancora così per quanto riguarda il cognome. Almeno in Italia. Per superare questa visione ormai arcaica ho presentato un disegno di legge che prevede la possibilità di attribuire ai figli il cognome materno o doppio cognome. L’ho condivisa con il nostro Presidente di Gruppo al Senato, Andrea Marcucci e con numerose colleghe, anche di altri schieramenti politici. Si tratta di una proposta di cui mi ero resa promotrice già alla Camera e che aveva incontrato il voto favorevole dell’Aula. Ma poi non aveva potuto entrare in vigore poiché non la avevano approvata definitivamente al Senato. Adesso, con l‘insediamento di un Governo populista, sarà difficilissimo conseguire risultati concreti. Ma il mio impegno intende essere ancora maggiore, nel tentativo di portare avanti lo straordinario processo di riforme per i diritti, che come PD abbiamo messo in campo negli ultimi quattro anni. Perché l‘Italia ha un forte bisogno di riforme modernizzatrici come questa.

Finalmente resi noti i dati ufficiali: 36.386 grazie
Sono stata eletta con 36.386 voti di preferenza. Il dato ufficiale definitivo è stato finalmente comunicato soltanto in questi giorni. Un risultato che mi rende ancora più determinata nel sostenere il mio impegno per la democrazia e per la tutela dei valori europei. Principi fondamentali che non vanno mai dati per scontati. Così come non va dato per scontato il valore della libertà, che abbiamo ricordato in Abruzzo lo scorso 25 aprile.

A Casoli, per la Festa della Liberazione 
In occasione dell’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Casoli, lo scorso 25 aprile, ho avuto il privilegio di conoscere l'ultimo partigiano della Brigata Maiella ancora superstite. E accanto a lui i numerosi Sindaci della Provincia che stanno sostenendo il lavoro di un giovane ricercatore, Giuseppe Lorentini, che nel corso dei suoi studi, tra l’Italia e la Germania, da alcuni anni si sta dedicando alla creazione di un percorso della memoria, che metta in rete sei campi di concentramento per internati civili, risalenti alla seconda guerra mondiale, presenti nella Regione Abruzzo. Un’esperienza preziosa, sviluppata sotto la sapiente guida del Professor Vito Gironda, dell‘Università di Bielefeld, che ho avuto il piacere di seguire come presidente dell’Intergruppo parlamentare di amicizia Italia-Germania. Proprio oggi, in tempi di populismi, è ancora più importante coltivare la memoria ed educare ai valori della democrazia.

Roma, 14 maggio 2018
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