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La Newsletter di Laura Garavini

Newsletter n. 45 del 5 giugno 2017 

Care democratiche e cari democratici in Europa,

 
sono state appena destinate ingenti risorse alla promozione dell’economia italiana nel mondo dal Ministero dello sviluppo economico, in attuazione di atti parlamentari da me portati avanti nell’ultima Legge di Bilancio. Era dal 2010 che non si stanziava così tanto per le Camere di Commercio all’estero: quasi dieci milioni di euro. Questo vuol dire che, proprio in un momento strategico, in cui l’economia italiana sta risalendo la china, avremo più strumenti per sponsorizzare e vendere le nostre eccellenze ed i nostri prodotti all’estero. È il risultato dell’attenzione prestata dal Governo Renzi alla proiezione del sistema Paese su scala internazionale. Intanto il PIL italiano cresce più del previsto, raggiungendo livelli quasi vicini al periodo antecedente la crisi. Grazie alle politiche degli ultimi tre anni e mezzo l’Italia sta finalmente cambiando in meglio e i risultati lentamente si vedono.
 

Lunga vita all'Istituto Italiano di Cultura di Monaco

 
Da parte del nostro Governo non c'è nessuna intenzione di vendere l'Istituto Italiano di Cultura di Monaco, nè tantomeno di chiuderlo. Lo ha ribadito il Sottosegretario agli esteri, Enzo Amendola, in risposta ad un’interrogazione parlamentare da me presentata in Commissione Esteri. La sede dell’Istituto dispone di spazi adeguati, sia per l'offerta dei corsi di lingua italiana, sia per lo svolgimento di numerose attività culturali. Tanto che la sede di Monaco è una delle più brillanti all'interno della nostra rete di Istituti di cultura, nel capoluogo di una delle Regioni di maggiore rilievo della Germania. Si conferma insomma la strategia dei Governi Renzi e Gentiloni: basta alle chiusure fini a sè stesse. Solo là dove ci siano edifici non funzionali va verificato se non possano essere alienati e sostituiti con locali più efficienti, rafforzando la nostra presenza all’estero e migliorando i servizi ai cittadini. 
 

Un funzionario itinerante a Mannheim

 
È un successo piccolo, ma concreto. Per me e per tutti i connazionali di Mannheim. Che da qualche settimana possono contare sulla presenza di un funzionario itinerante, una volta al mese, nei locali della Missione italiana. Vuol dire che non avranno bisogno di fare centinaia di chilometri, fino a Stoccarda, per depositare le impronte digitali necessarie per il passaporto o la carta di identità e che potranno agevolmente ricevere tutte le informazioni di cui hanno bisogno, nella stessa Mannheim. Ringrazio tutti coloro che si sono mobilitati per ottenere questo bel risultato. Primo fra tutti Francesco Cummaudo, che, dopo avermi invitato a Mannheim, mesi fa, si è reso artefice di una raccolta firme tra la nostra comunità. Firme che ho poi sottoposto all'Amministrazione, la quale ha prontamente predisposto la presenza di un funzionario itinerante e l’istituzione di un Console Onorario, che seguirà a breve. Insomma risposte efficaci e veloci ai bisogni dei cittadini, grazie all'impegno comune. L’unione fa la forza. 
 

Intervenuta in aula sulla Brexit col Presidente del Consiglio 


Nelle trattative post Brexit con la Gran Bretagna l’Europa deve dare massima priorità alla tutela dei diritti dei propri cittadini. L’ho detto intervenendo in aula, apprezzando l’impegno ribadito dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che ha riferito al Parlamento in vista del vertice straordinario del Consiglio Europeo sulla Brexit. Impegno ancora più apprezzabile dal momento che il nostro Governo, oltre che spronare l’Europa in questo senso, sta per assumere a propria volta misure straordinarie finalizzate a ridurre le difficoltà con le quali si trovano confrontate le nostre comunità. Proprio in questi giorni, infatti, il Sottosegretario Amendola, in missione in Gran Bretagna, ha confermato l’intento del Governo di ripristinare un ufficio consolare a Manchester, come da me recentemente richiesto in una interrogazione parlamentare, dopo la mia visita al locale Comites. Ottima cosa.
 

A Ettelbrück, con la nostra comunità in Lussemburgo

 
Il mondo dell’associazionismo è una risorsa per le nostre comunità nel mondo. Lo verifico ogni volta in cui ho il piacere di essere ospite di organizzazioni attive e vere, a contatto con la gente. Come a Ettelbrück, in Lussemburgo, dove ho partecipato all’incontro annuale delle Acli. Le associazioni all’estero – vuoi che siano di tipo assistenziale o socio culturale, ricreative, religiose, politiche o regionali – continuano ad essere un punto di riferimento prezioso per migliaia di connazionali, sia di vecchia che di nuova emigrazione. E l’entusiasmo di chi le cura è contagioso. Mi preme per questo ringraziare tutti coloro che quotidianamente, spesso a titolo meramente gratuito, si danno da fare per tenere vivi i contatti fra il nostro Paese e gli italiani all’estero, sostenendoli nel difficile processo di integrazione nella società di residenza.
 

Al Congresso dell’Europa Union, insieme al Ministro tedesco

 
L’Europa sta un pochino meglio dopo gli ultimi risultati elettorali in Francia, in Olanda ed in Austria. Ma i pericoli dei populismi antieuropeisti non sono di certo svaniti. Anzi. Sono più forti che mai. Ecco perché dobbiamo essere fermi oppositori di chi piccona l’Unione Europea, ma al tempo stesso non dobbiamo avere paura di modificare le regole su cui l’Europa si è basata fino ad oggi. Perché solo cambiando ciò che non ha funzionato e puntando su politiche che prendono sul serio i bisogni dei cittadini, possiamo pensare di rilanciare l’Europa. Ecco che dobbiamo privilegiare a mio parere quattro priorità: lavoro, crescita, sicurezza e politiche migratorie comuni (qui un mio articolopubblicato sul sito del network dei Gruppi parlamentari socialisti europei). L'ho detto nell’intervento di apertura del Congresso nazionale della Europa Union, a cui ha replicato il Ministro all’Europa tedesco Michael Roth, convenendo sull’esigenza di mettere mano anche a problemi scomodi: ad esempio il surplus commerciale della stessa Germania.
 

La Festa della Repubblica: oggi più attuale che mai 


In tempi in cui in Italia si getta costantemente fango sulle istituzioni assume particolare rilievo celebrare la festa di tutti gli italiani: la Festa della Repubblica. La Festa cioè in cui si ricorda l’anniversario del 2 giugno 1946, data in cui si tenne il Referendum attraverso il quale gli italiani scelsero la forma della Repubblica - e non della monarchia - per il nostro Paese. Uno straordinario esercizio di democrazia, al quale poterono partecipare anche le donne italiane, chiamate al voto per la prima volta in Italia. In occasione del settantunesimo anniversario ho partecipato quest’anno ai ricevimenti organizzati dalle nostre autorità a Londra, Nizza e al Principato di Monaco, incontrando le comunità locali. Fa effetto vedere come all’estero il legame con le proprie istituzioni sia ancora più sentito di quanto non lo sia in Italia. Viva gli italiani all’estero, viva l’Italia, viva la Repubblica.

Roma, 5 giugno 2017

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