SERVIZI FACILI E VICINI

È fondamentale garantire un servizio pubblico efficiente, moderno, vicino ai bisogni della gente. I servizi consolari devono essere accessibili a tutti, in modo rapido e facilmente fruibile. Con l’Agenda Digitale introdotta dalla riforma della pubblica amministrazione, il PD ha avviato un’importante azione di modernizzazione per le amministrazioni italiane. Anche per quelle all’estero, che si stanno adeguando al nuovo sistema.

Nei prossimi cinque anni va realizzata la digitalizzazione completa dei servizi dei Consolati e delle Ambasciate - per dare modo ai cittadini di sbrigare le pratiche con semplicità, via internet. Tutti i servizi consolari devono essere accessibili in rete, soprattutto in considerazione del crescente numero di giovani che scelgono di trasferirsi all’estero.

Allo stesso tempo è importante non penalizzare gli emigrati che non hanno familiarità con la rete, prevedendo strumenti adeguati agli anziani e a chi non ha accesso alle nuove tecnologie.

ALLE RAGAZZE E AI RAGAZZI UNA SCUOLA MIGLIORE

Il bilinguismo dei figli degli italiani in Europa è una risorsa. A loro va garantita la miglior offerta scolastica possibile. Perché il patrimonio del multilinguismo delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi va curato e potenziato. E anche la loro conoscenza della cultura italiana.

Negli ultimi cinque anni il PD ha reintegrato le risorse precedentemente tagliate agli enti gestori, e ne abbiamo previsto l’aumento, incrementando del 10 per cento anche il numero degli insegnanti italiani all’estero.

Dobbiamo proseguire su questa strada, accelerando il passo e prendendo anche altre iniziative. Ad esempio bisogna portare l’italiano più vicino ai nostri giovani, offrendo più corsi di madrelingua nelle scuole in loco.

MENO TASSE

Abbassare le tasse sulla prima casa in Italia anche per gli italiani nel mondo è un atto di giustizia. Con l’esenzione di IMU e TASI per il primo immobile di proprietà, posseduto in Italia da pensionati all’estero, abbiamo dimostrato che, se ci sono impegno e volontà politica, è possibile.

Anche su mia iniziativa è stata cancellata l’IMU e ridotta di due terzi la TARI, la tassa sui rifiuti, per i pensionati all’estero. Un passo ancora più importante perché è stato compiuto in anni di crisi, con scarsissime risorse nelle casse pubbliche.

Adesso l’economia italiana si sta rimettendo in moto. Con un’economia più prospera saranno possibili ulteriori passi avanti. Voglio che ciò che abbiamo realizzato con grande impegno per i pensionati, vada esteso anche agli altri italiani nel mondo. Perché su IMU e TARI gli italiani che vivono all’estero non devono essere tassati di più dei residenti in Italia.

ISTITUTI, SPECCHIO DELL'ITALIA VERA

Gli Istituti di Cultura li immagino come la piattaforma della vasta offerta culturale e artistica dell’Italia. Istituti aperti a tutti, così da diventare luogo di informazione, di dibattito, di sorprese e di scoperte. Per gli italiani all’estero gli Istituti Italiani di Cultura devono essere il luogo dove potersi confrontare sia con le tendenze nuove della cultura italiana sia con il grande patrimonio del nostro Paese.

Ma gli Istituti sono anche una vetrina per tutti coloro che si interessano dell’Italia. Devono essere la finestra per la promozione culturale del nostro Paese nel mondo, analogamente a quanto propongono i Goethe Institut, i British Council, gli Instituts francais e i Cervantes. Così da soddisfare il grande interesse che esiste in Europa per l’arte, la cultura, la bellezza, la storia e la lingua italiana.

Per potenziare gli Istituti Italiani nel mondo il governo PD ha istituito un fondo cultura pluriennale di 150 milioni di euro. I prossimi cinque anni devono essere quelli in cui gli Istituti Italiani di Cultura vanno ulteriormente rafforzati.

FARE IMPRESA, ALL'ESTERO E CON L'ESTERO

L’imprenditoria italiana all’estero è un importante vettore del made in Italy nel mondo. Anche le piccole imprese italiane all’estero vanno sostenute nell’accesso a finanziamenti europei per la digitalizzazione del loro lavoro, sia nei processi produttivi che nella commercializzazione.

Inoltre le aziende italiane che operano all’estero devono poter usufruire di agevolazioni sul trasporto dei prodotti dall’Italia e di misure di sostegno e orientamento sulla legislazione del paese di arrivo, in particolare nella fase di start-up. Questo è uno dei motivi per cui le Camere di Commercio all’Estero, nell’ultima legislatura, con il Governo PD hanno ricevuto nuovi fondi.

Inoltre bisogna favorire la digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane. Ad esempio quelle legate all’indotto turistico. Basti pensare che oggi solo il 6,5% delle piccole e medie imprese alberghiere in Italia offre via internet i propri servizi e prodotti. Mentre due terzi dei turisti prenotano via internet le proprie vacanze.

RISPETTO PER GLI ANZIANI

Chi ha lavorato una vita e ha mandato tanti soldi in Italia merita rispetto. Gli anziani sono una parte importante delle nostre comunità all’estero. Adesso che siamo abituati a muoverci ormai costantemente su internet e sui social, dobbiamo fare attenzione a non dimenticarci di loro.

Per ricevere la propria pensione spesso ci si perde nei meandri delle diverse amministrazioni. È importante garantire pratiche più semplici per l’erogazione delle pensioni all’estero: tutti gli istituti previdenziali dei diversi Stati europei devono poter dialogare telematicamente tra di loro, per essere più efficienti e rapidi nei servizi ai cittadini. L’Italia deve promuovere la messa in rete delle banche dati degli istituti previdenziali, affinché ogni cittadino possa consultare rapidamente la propria storia previdenziale e possa accedere alle proiezioni per il proprio futuro. Al contempo gli enti di assistenza sociale vanno rimborsati puntualmente, onde agevolarne il lavoro.

In generale va promossa l’armonizzazione dei sistemi sociali in Europa.

Io voglio una politica che rispetti tutte le realtà delle nostre comunità.

Agevolazioni fiscali vanno previste per quei pensionati che dopo una vita di lavoro all’estero intendano rientrare in Italia.

RETE DONNE

Le italiane all’estero vanno supportate. Anche attraverso la creazione di un portale sui diritti e sulle problematiche delle donne in emigrazione. E anche attraverso la messa in rete delle realtà associazionistiche italiane al femminile, attive nel mondo.

Le nostre italiane all’estero sono spesso affermate nelle società in cui vivono. Fanno impresa. Dirigono associazioni. Fanno rete sul territorio. E rappresentano un esempio positivo di come si possa coniugare la dimensione internazionale nella quale viviamo, con le necessità pratiche di ogni giorno, anche legate alla famiglia.

Per questo è giusto promuovere anche all’estero misure specifiche. Mi riferisco ad esempio ad agevolazioni per le imprese al femminile. O alla possibilità di individuare finanziamenti per chi, con le proprie associazioni, sostiene il ruolo della donna all’estero.

VALORIZZARE I GIOVANI ALL'ESTERO

La mobilità dei talenti in Europa è un valore. Fare esperienza all’estero arricchisce personalmente e professionalmente. Noi come italiani in Europa lo sappiamo bene. Non bisogna lamentarsi dei talenti che se ne vanno. Piuttosto bisogna rendere l’Italia più attraente per chi ha fatto esperienza all’estero. Rendendola più moderna, più europea, più vivibile, meno burocratica. Facendo sì che diventi un Paese in cui conta il merito.

Voglio un’Europa delle porte aperte. Anche per quelli che ritornano. L’esperienza degli italiani all’estero fa bene all’Italia. Per questo vanno potenziati i benefici fiscali per chi rientra per mettere sù un’attività in Italia, portando con sé il bagaglio di competenze e conoscenze acquisite nel frattempo. In questo contesto specialmente le start up nel Sud vanno sostenute.

Valorizziamo l’esperienza: serve il reciproco e snello riconoscimento in Europa dei titoli professionali, universitari e scolastici conseguiti in altri paesi. L’Italia ha già recepito la Direttiva europea che riconosce alcuni mestieri. Nei prossimi cinque anni va esteso questo riconoscimento a tutte le professioni e a tutti i titoli di studio, uniformando parallelamente gli standard regionali che regolano le diverse certificazioni, in vista di una piena spendibilità del know-how italiano in tutto il contesto europeo, compresa la Svizzera ed altri paesi non membri dell’UE.

CITTADINANZA EUROPEA

L'Europa pacifica è uno dei più grandi successi della nostra generazione. Va difesa, resa più democratica e sociale. E va perseguita una piena cittadinanza europea. In Svizzera ed in Gran Bretagna bisogna garantire facilitazioni per l'ottenimento della doppia cittadinanza. Chi vive tanti anni in un paese deve avere facilmente accesso al diritto di cittadinanza locale. È ora di agevolare la realizzazione di una piena cittadinanza europea.

L’Europa è una realtà unica al mondo. Se pensiamo alle divisioni che hanno dovuto subire le precedenti generazioni fino a pochi decenni fa, capiamo quanto siamo privilegiati a poter vivere, lavorare, studiare e viaggiare all’interno dell’Unione Europea. Dobbiamo difendere questo valore da chi lo attacca tentando di sminuirlo e di metterlo in crisi. Venti di divisione stanno attraversando il mondo e, in un’epoca caratterizzata da gravi crisi geopolitiche internazionali, l’Europa rappresenta una garanzia.

Difendiamola da chi vuole indebolirla, da chi vorrebbe limitare la libera circolazione, da chi vorrebbe innalzare muri, anche solo ideologici, che puntano a colpire quello che è il nostro vero punto di forza, l’unione. Non permettiamo ai populisti di vincere.

ANTIMAFIA EUROPEA

Chi vuole vincere le mafie le deve combattere in Europa. La criminalità organizzata è sempre più attiva fuori dall’Italia. Per contrastare l’internazionalizzazione delle mafie vanno rafforzate le squadre investigative transnazionali. E la Procura Europea deve occuparsi non solo di reati amministrativi a danno dell’Unione, ma anche di contrasto internazionale alle mafie e al terrorismo.

Nella mia funzione di Presidente del comitato 'Lotta alla criminalità mafiosa su base europea e internazionale' all’interno della Commissione Antimafia ho proposto al Governo interventi mirati per il contrasto internazionale delle mafie in vista del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea. Perché la legalità non ha nazione né bandiera.

Per contrastare i fenomeni criminali e i loro legami internazionali, non basta che collaborino le polizie dei singoli stati membri. Vanno coordinate meglio le indagini: un’Europa unica, una Procura unica. Le procure centralizzate hanno dimostrato di essere uno strumento valido per contrastare fenomeni criminali specifici. L’Europa deve collaborare. Sia per quanto riguarda le forze inquirenti e di magistratura, ma anche sul fronte della legislazione.

VALORIZZARE L'ESPERIENZA DEI RICERCATORI ALL'ESTERO

Recarsi all’estero per studio o per ricerca è un valore aggiunto. Per il singolo, per il Paese di accoglienza, ma anche per quello di origine. Purché la mobilità non sia solo in uscita, ma anche in entrata.

Il sistema della ricerca e della scienza in Italia va reso più accessibile ed appetibile per cervelli che hanno fatto esperienze all’estero. Ad esempio introducendo incentivi aggiuntivi per chi assume ricercatori che hanno trascorso un certo numero di anni all'estero. In alternativa, in occasione dei concorsi, si possono introdurre delle vere e proprie quote, cioè una percentuale minima di assunzioni per regolarizzare ricercatori che hanno fatto ricerca fuori dall’Italia.

Bisogna continuare sulla strada recentemente intrapresa, aumentando consistentemente gli investimenti in ricerca. In Italia ed in Europa.

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