
Interpellanza urgente sui lavori del post-terremoto in Abruzzo
“È sempre alto il rischio di infiltrazioni mafiose”
Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Antimafia, ha illustrato in aula alla Camera l’interpellanza del PD sul rischio delle infiltrazioni mafiose nel lavori del post-terremoto, ed in particolare sul rischio che queste avvengano con i subappalti.
“Il Governo ha assicurato che con la varie norme approvate in questi mesi nessuna infiltrazione sarebbe stata possibile negli appalti relativi ai lavori per la ricostruzione post-terremoto: così non è stato. Al contrario nelle prime verifiche sono state rilevate ben 132 posizioni non corrispondenti agli obblighi previsti dalle norme sugli appalti, soprattutto per quanto riguarda il fatto che i concorrenti, all’atto dell’offerta, debbano indicare i lavori che intendano subappaltare, oppure il fatto che l’affidatario provveda al deposito del contratto di subappalto presso la stazione appaltante almeno venti giorni prima della data di effettivo inizio dell’esecuzione dei lavori, oppure il fatto che si debba, al momento del deposito del contratto di subappalto, trasmettere la certificazione attestante i requisiti richiesti, così come pure l’obbligo di esporre all’interno del cantiere tutta una serie di cartelli che indichino i nominativi di tutte le imprese subappaltatrici.
Queste importanti mancanze hanno fatto si che le forze di polizia abbiano riscontrato la necessità di procedere ad approfondimenti per verificare eventuali violazioni: sei ditte sono state direttamente deferite all’autorità giudiziaria e per un’ulteriore ditta è stata revocata l’autorizzazione al subappalto attraverso il ritiro della certificazione antimafia.
I controlli avviati rischiano ora di essere vanificati dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio che dispone che le autorizzazioni rilasciate dal dipartimento della Protezione civile per il subappalto dei lavori hanno efficacia dalla data di presentazione delle relative domande. Una sorta di sanatoria che elimina retroattivamente il reato di subappalto non autorizzato, su questo punto delicato il Governo non ha saputo fornire nessuna risposta appropriata, ma solo continuare a ripetere che tutto funziona bene, malgrado i numeri delle violazioni delle regole dicano tutt’altro”.
Roma, 30 gennaio 2010