L’Europa del futuro – Laudatio a Habermas

L’Europa del futuro

Laudatio di Laura Garavini in onore di Jürgen Habermas

Premio Zinn • Wiesbaden, 5 settembre 2012

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Con la sua opera il Professor Jürgen Habermas offre all´Europa, ai cittadini europei e anche alla politica ciò di cui oggi forse sentiamo maggiormente il bisogno: una buona porzione di ottimismo. Il suo lavoro, ricco di visioni e di indirizzi, in un certo senso è la versione europea dello “Yes, we can”. Jürgen Habermas ci dice: è possibile costruire un´Europa democratica, solidale e fondata sulla volontà dei cittadini.

Per questo merita riconoscimento e gratitudine. Altro che ´minacce apocalittiche´ come si leggeva recentemente in un noto settimanale tedesco. Certo, la sua è una critica alla politica attuale. Ma d´altro lato la sua opera vibra di entusiasmo per le opportunità legate al progetto europeo. Il suo lavoro ci libera dai rituali lamenti sulla crisi e indica alla politica e all´opinione pubblica europea un indirizzo di cui si sentiva da tempo il bisogno.

Da mesi la politica in Europa si occupa soprattutto della gestione della crisi: in Italia, in Germania, ormai in tutti i paesi europei. Questa fase è caratterizzata da una latente preoccupazione sui problemi che ci colpiranno l´indomani o sulle misure che si renderanno necessarie per salvare le economie dei singoli paesi davanti alle nuove acrobazie dei mercati finanziari. E´ positivo che il filosofo e sociologo più significativo del momento, ci induca ad alzare lo sguardo, ci induca ad intuire che l´Europa non è il problema, bensì può rappresentare la soluzione.

Giá il fatto che Habermas si intrometta in modo così netto e forte nel dibattito politico pubblico rende evidente una cosa: l´Europa è una questione che interessa tutti. Finora politica, intellettuali e altri protagonisti del confronto pubblico si sono dilungati soprattutto nel trattare i dettagli quotidiani del superamento della crisi. Dobbiamo ritrovare il coraggio di porci le domande basilari sull´Europa e di trovare risposte convincenti.

Non deve trattarsi di una negazione della Realpolitik. Una politica pragmatica, legata alle esigenze quotidiane reali, è importante, ma senza obiettivi e idee resterebbe senza successo. C´è bisogno di visioni e di un´idea convincente di quale Europa vogliamo – e Habermas ci ha fornito in merito una bussola preziosa.

La sua visione si manifesta tra l’altro nel sostenere la richiesta di più politica. Ribadisce il primato della politica rispetto al primato dei mercati finanziari e quindi il primato del confronto democratico, basato sull´agire politico, contro il potere dei mercati finanziari.

La soluzione della crisi attuale non si trova in meno, bensì in più Europa. E attenzione: essa non può essere un costrutto tecnocratico e post moderno, bensì deve essere un´Europa solidale, democratica, caratterizzata dal dialogo transnazionale dei cittadini.

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Solidarietà. E´ significativo e non va sottovalutato che il filosofo tedesco contemporaneo per eccellenza inserisca questo concetto nella sua opera sulla costituzione europea. Questo è un compito che va preso molto sul serio: senza solidarietà, senza l´obiettivo di distruggere strutturalmente le ingiustizie sociali in Europa , non riusciremmo a raggiungere quello status comune che ci può consentire di realizzare un´Europa democratica.

Il concetto di una solidarietà al di sopra degli stati nazionali si spinge nel cuore dell´attuale dibattito pubblico in Europa. Questa solidarietà va realizzata politicamente. Altro non si concilierebbe con l’idea base dell´Europa.

Una politica tecnocratica, che si basa sulle decisioni di una ristretta élite, non democraticamente legittimata, può forse riuscire a ottenere successi parziali nella lotta alla crisi finanziaria. Ma non riesce a risolvere le cause dei problemi attuali, che in parte derivano dall´impotenza della politica nazionale rispetto al dominante potere della finanza. Habermas ci mostra l´alternativa. Dopo essere stato per anni protagonista del dibattito sulla cittadinanza cosmopolita, gli riesce di disegnare i contorni dell´Europa del futuro: la visione di un costrutto globale costituzionale. Il contrasto privo di alternative tra ‘stati nazionali potenti contro vuoto federalismo’ viene così sostituito dall’idea di una comunità transnazionale di cittadini per i quali la dimensione politica acquista nuovamente la priorità.

Questa idea è legata strettamente al rifiuto di subire il distruttivo potere dei mercati capitalistici internazionali, che producono problemi e contemporaneamente usano questi stessi problemi per spingere verso soluzioni che servono in prima istanza agli stessi mercati e non ai cittadini. L’opera di Habermas è un eloquente contributo nel dibattito pubblico europeo, nel quale spesso mancano idee e coraggio.

Si tratta di individuare i pericoli a cui siamo esposti nell’attuale periodo di crisi. Sottomettersi agli imperativi dei mercati significherebbe compromettere il progetto europeo. È necessario inoltre mettere al centro del dibattito la dimensione sociale della crisi. Le turbolenze delle borse le vediamo ogni giorno in televisione. Gli effetti sociali della crisi sulla vita di milioni di donne, di uomini, di famiglie e di bambini sono invece troppo raramente oggetto di dibattito. Non a caso Habermas in un´intervista parla di ‘ingiustizia sociale incredibile che colpisce in modo più duro i gruppi sociali più deboli.’

La politica e il confronto pubblico in Europa farebbero bene a prendere molto sul serio queste preoccupazioni. Corriamo infatti il rischio di distruggere le basi sociali che sono irrinunciabili per un’ Europa democratica. Una politica che agisce in modo decisionista, ma si disinteressa delle conseguenze sociali, si rende colpevole perché scarica i costi della crisi sui più deboli e in questo modo rende più grande il gap sociale in Europa. Una tale politica non crea problemi solo per l’immediato, perché minaccia il futuro dei cittadini, soprattutto nei paesi economicamente più deboli. Una politica socialmente cieca affossa le fondamenta sulle quali vogliamo costruire un’Europa democratica.

L’attuale crisi rende chiara la fragilità dell’Europa. I governi nazionali, che perseguono soprattutto gli interessi nazionali, rimangono in primo piano, spesso con una politica gestita da burocrati ed esperti che seguono i dettami delle banche e delle agenzie di rating.

A ragione Habermas critica un certo tipo di politica che per decenni ha creato deficit pubblici mostruosi per mantenere il proprio livello di legittimazione presso i cittadini. Con la crisi finanziaria questo stratagemma è bloccato. Contemporaneamente la pace sociale è messa a rischio a causa dei severi tagli che compromettono il sistema di welfare.

Ma da questa analisi non scaturisce rassegnazione bensì un invito all’azione: la forza regolatrice della politica, consapevole delle conseguenze sociali del proprio agire, rappresenta la soluzione contro il potere imperativo dei mercati. Una politica che vuole porre dei freni alle tendenze distruttive dei mercati finanziari non può essere una politica nazionale. Per fare prevalere il primato della politica e per garantire il futuro della democrazia in Europa dobbiamo agire e pensare in modo più europeo. Gli stati nazionali non possono che rinunciare a parte del loro potere in favore dell’Europa. Dobbiamo fare in modo che le istituzioni e le decisioni in Europa siano ancora più democraticamente legittimate di oggi.

Nella politica abbiamo bisogno di una forza che non si esaurisca davanti ai confini nazionali. Rispetto ai problemi sempre più complessi che ci troviamo a dover affrontare nel mondo – la crisi finanziaria ne è solo un esempio – diventerà sempre più necessario per i singoli Stati poter esercitare la propria iniziativa politica anche oltre le frontiere. In questo contesto l’Europa può rivestire un ruolo straordinario.

L’Europa è nata con l’obiettivo di evitare nuove guerre. Oggi Habermas ci mostra che l’Europa ha l’opportunità di realizzare un progetto ancora più ambizioso: creare la prima democrazia transnazionale, un esempio per tutti i nuovi e i vecchi poteri del mondo.

Non si tratta di fondare un super stato europeo, bensì di creare una federazione trasnazionale, costituita democraticamente per realizzare insieme gli interessi europei. Al posto di un´Europa impotente, vittima degli egoismi nazionali, possiamo fondare un’Europa dei cittadini e dei popoli. In primo piano non ci sono più le borse bensì i cittadini. È un’idea affascinante che siano i cittadini e i popoli europei, in qualità di attori costituenti a portare l’Europa in una nuova dimensione democratica. È proprio la visione di cui ha bisogno oggi l’Europa. Perché dimostra che ogni politica è destinata al fallimento se punta a decisioni non trasparenti prese a livello di esecutivi, facendo leva su sanzioni e minacce verso i Parlamenti. La soluzione della crisi attuale non è meno, ma più democrazia, per un miglior futuro dei cittadini e dei popoli in Europa.

Per realizzare questo processo democratico europeo i cittadini d’Europa devono crescere insieme. Questo vale per i rapporti sociali, ma vale anche per la reciproca comprensione. Questa è la premessa. In questo senso c’è da augurarsi che i media di tutti i paesi giochino un ruolo importante nel dibattito politico. Alla luce del diffuso populismo negativo contro l’Europa, la politica, ma anche i media sono chiamati ad un impegno comune, per convincere i cittadini del futuro dell’Europa.

Ci vuole maggiore comprensione reciproca – mi ha fatto piacere che Jürgen Habermas, nella sua opera, abbia sottolineato anche il positivo influsso delle migrazioni in Europa. Le migrazioni in Europa contribuiscono al fatto che le frontiere vengano superate anche mentalmente e rappresentano in questo senso un elemento di rilievo per l’integrazione europea.

Il saggio ‘La costituzione d’Europa’ – è anche per questo che oggi Jürgen Habermas riceve un riconoscimento, ci mostra una nuova dimensione democratica. Da più di due anni siamo vittime di un dibattito pubblico che ruota solamente attorno a misure finanziarie per salvare l’Euro. Un dibattito che corre il rischio di provocare il fallimento del progetto europeo. Habermas riesce ad offrirci una prospettiva completamente nuova: l´Europa non è sull’orlo del fallimento. L’Europa può essere l’esempio per una nuova era, un’era della democrazia transnazionale e della solidarietà, come primo passo verso una cittadinanza mondiale, con una costituzione globale.

Professor Habermas, non è la prima volta che Lei si occupa con passione del tema Europa. In questa fase storica il Suo contributo è per noi di particolare valore. Non in qualità di italiana, non in qualità di tedesca, ma da europea La ringrazio di cuore e Le porgo le mie più sentite congratulazioni per il Georg-August-Zinn-Preis.