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si è trattato di una bella sorpresa e la prova che, come opposizione, non siamo impotenti. Siamo riusciti a fermare Berlusconi nel suo tentativo di far passare un’altra norma ad personam. Il Governo aveva intrufolato in un vasto decreto legge un emendamento per salvare la rete televisiva “Rete 4” di proprietà Mediaset. La sera prima del dibattito in Aula, il capogruppo del PD all´interno della commissione per le Politiche europee di cui io faccio parte, ha mandato a tutti noi una SMS chiedendoci di preparare degli interventi così che il maggior numero di deputati PD potessero intervenire. Volevamo dimostrare di essere assolutamente decisi a bloccare questa norma e a guadagnare tempo. Avevo dei dubbi che questo potesse bastare a fermare il governo, che in teoria dispone dei numeri per decidere ciò che vuole. Ma la nostra tattica parlamentare è stata quella giusta. Ha dato spazio ad una vasta discussione anche sui media e alla fine il governo ha ceduto. Evidentemente la maggioranza nel suo interno non è così omogenea come ci vuole far credere. Noi invece abbiamo fatto vedere che siamo in grado di fermare il Governo se agiamo uniti e determinati. Una bella esperienza!
Intervenire in Aula
Sono contenta di aver potuto dare anch´io il mio piccolo contributo. Dopo aver ricevuto l’SMS la sera mi sono messa a buttare giù qualche frase sull’argomento e la mattina a Montecitorio mi sono iscritta per parlare. Nella mia dichiarazione ho puntato sul mio ruolo di deputata “dall’Europa” dicendo che il PD in Europa è diventato il partito più forte anche per la preoccupazione che un governo Berlusconi potesse “di nuovo fare un uso strettamente personale del suo potere politico” e che con la norma ‘Salva Rete 4’ sappiamo “che questa preoccupazione era fondata”. Allo scadere del tempo che avevo a disposizione Fini, in qualità di Presidente della Camera, mi ha interrotto piuttosto bruscamente. Nel Bundestag tedesco si è per tradizione sempre molto disponibili con un deputato neo-eletto al suo primo discorso. A Montecitorio evidentemente no.
Che opposizione fare?
In questo primo mese di lavori parlamentari nel gruppo PD abbiamo discusso su che tipo di opposizione fare. All’inizio avevo l’impressione che Veltroni volesse scegliere una linea troppo morbida. Ma penso che con le prime mosse abbiamo fatto vedere che non è così. Dialogheremo sulle riforme importanti (per esempio la riforma della legge elettorale), così come si fa in altri paesi. Ma su altre questioni sarà un confronto, se necessario anche duro, come abbiamo fatto nel caso di “Rete 4”. Personalmente non credo tanto che Berlusconi sia cambiato. Guarda caso, fra le prime mosse c’erano subito due norme ad personam, oltre a quello sulla TV un emendamento giustiziario, anche questo poi ritirato, che gli sarebbe servito nel suo attuale processo Mills.
La nuova xenofobia in Italia
Sono molto preoccupata per la crescente xenofobia ed intolleranza in Italia. Campi rom in fiamme, ronde con cui si fa la caccia allo straniero, un ragazzo picchiato a sangue perché è gay. La destra di Berlusconi, Fini e Bossi ha soffiato su questo fuoco durante la campagna elettorale. Il risultato è un paese che vede lo straniero come pericolo e non come potenziale arricchimento. Gli episodi di violenza compiuti da immigrati che hanno riempito pagine di giornali e tv sono gravi. Ma sono gravi tutti gli episodi di violenza indipendentemente dal passaporto del delinquente. La risposta non può essere, come prevede il pacchetto sicurezza del Governo Berlusconi, che in futuro uno straniero che non ha un permesso di soggiorno sia punito per lo stesso delitto in modo più duro che non un italiano. L’Italia, come ho detto anche a Wolfsburg durante le celebrazioni per la festa della Repubblica, invece ha finalmente bisogno di una politica di integrazione seria. Lo dico proprio da italiana all’estero che per anni si è impegnata nel lavoro di intergrazione di italiani emigrati in Germania.
La settimana parlamentare
Rispetto alla mia ultima lettera la situazione per quanto riguarda il mio ufficio da parlamentare non è cambiata. Ne sono ancora senza, come tanti altri neo-eletti. I responsabili della Camera dicono che forse la situazione non si sbloccherà non soltanto in settembre, ma forse ancora prima dell’estate. Aspetto e incrocio le dita. Intanto il mio ufficio sono il portatile che mi porto appresso e gli angoli computer accanto all’Aula di Montecitorio che si possono usare durante le pause. Per quanto riguarda incontri fuori dall´aula ho acquisito esperienza: guai a fissare appuntamenti dal martedì al giovedì, i giorni clou della settimana parlamentare! Gli appuntamenti fissati in questi giorni sono saltati quasi tutti: o perché c’era una votazione in cui dovevo essere assolutamente presente o perché viene stabilito o spostato all’ultimo minuto una riunione del gruppo/della commissione/dei rappresentanti PD della commissione ecc. che ti scombussola tutta l´agenda personale. Per i vostri inviti ad iniziative – che arrivano numerosi e per i quali vi sono veramente grata – questo significa: se fissiamo degli appuntamenti di lunedì, venerdì o il fine settimana potrò essere quasi certa di essere presente altrimenti la mia presenza è a rischio.
Ci sono deputati e deputati
Inizialmente mi sono stupita che nel calendario parlamentare di Montecitorio non siano previste settimane dedicate al collegio elettorale. Nel Bundestag tedesco solo la metà delle settimane all’anno sono dedicate al lavoro nel Parlamento, l’altra metà al lavoro nel collegio cioè agli incontri con gli elettori. Secondo me è un buon meccanismo per non perdere il contatto con la base. A Montecitorio non è così e c’è un perché. A Montecitorio ci sono solo 12 deputati eletti direttamente “dal popolo” – noi deputati dalla circoscrizione estero. Gli altri 618 sono arrivati al Parlamento tramite la lista del rispettivo partito. Loro spesso non sono radicati nella circoscrizione in cui sono stati eletti e hanno poca spinta a curare i contatti con gli elettori. Non hanno bisogno di “settimane in cui essere presenti sul collegio” Quando dico che quasi ogni weekend sono in giro per la circoscrizione alcuni mi guardano come se venissi da Marte. Esperienze che mi dicono che dobbiamo fare sul serio con una riforma elettorale. Spero che quando anche i deputati dall’Italia verranno eletti direttamente, ci sarà un calendario parlamentare che dia finalmente più spazio al lavoro nel collegio. La politica italiana secondo me ne guadagnerebbe parecchio.
Mediamarkt
Nelle ultime settimane infine mi sono occupata della vicenda Media Markt, la catena di negozi elettronici in Germania che ha lanciato i cosiddetti “Toni-Spot”. Spot che spargono i peggiori stereotipi sugli italiani suggerendo per esempio che siamo dei truffatori nati. Così come il nostro ministro ombra degli esteri, Fassino, anch’io come parlamentare eletta in Europa ed in Germania ho protestato e consigliato a tutti di comprarsi le loro tv da qualche altra parte fino a quando non venissero ritirati questi spot. La reazione, o meglio la quantità di reazioni, da parte di connazionali è stata per me sorprendente. Ho ricevuto così tante mail sulla vicenda del Media Markt come non avevo ricevuto prima né per le mie dichiarazione al Parlamento contro “Rete 4”, né per la presa di posizione contro le tendenze xenofobe in Italia e neanche per la nostra iniziativa contro la mafia dopo Duisburg l’anno scorso. Anche l’impatto emotivo delle mail era notevole. Alcuni mi hanno scritto, arrabbiatissimi, che mi hanno votato ma non condividono per niente che mi sia espressa contro gli spot ridicoli di Media Markt, altri hanno scritto che la prossima volta mi voteranno proprio perché ho alzato la voce contro questi spot. Personalmente sono stata stupita dalla emotività di tante reazioni, ma evidentemente è stato un argomento che in qualche modo ha toccato l’anima di tanti italiani in Germania. Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto, e i tanti che hanno a loro volta protestato. Sono soprattutto contenta che le nostre proteste sono servite a qualcosa. La settimana scorsa Media Markt ha ritirato lo spot peggiore. Ne sono molto soddisfatta.
Sinceri saluti
Laura Garavini
Roma, 4 giugno 2008 |
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