NewsLetter n. 4 del 2 luglio 2008
 
 
 
  Lettera di Laura Garavini agli elettori dopo il voto sull'ICI  
     
  Care democratiche e cari democratici in Europa,  
     
 

non hanno voluto sentire ragioni. Il Popolo della Libertà e la Lega Nord hanno deciso ieri alla Camera dei Deputati: l'ICI viene tolta a tutti tranne che agli italiani nel mondo. Noi deputati del Partito Democratico eletti all'estero abbiamo tentato di fermare il Governo prima intervenendo nelle nostre rispettive commissioni, poi presentando un emendamento e infine con un ordine del giorno. Ció nonostante il Governo ha insistito con il suo decreto legge in cui vengono esplicitamente esclusi gli italiani all´estero dall´esonero del pagamento dell´Ici. Ad oggi i connazionali residenti all´estero proprietari di un immobile non locato, sito in Italia, devono pagare l´Ici a meno ché il comune in cui posseggono l´immobile non preveda espressamente nel regolamento comunale che tali appartamenti vengono ritenuti abitazione a titolo principale. Non solo si tratta di una discriminazione bella e buona, ma crea anche ingiustizie e mancanza di trasparenza tra un comune e l´altro.

Robin Hood al contrario: Tremonti prende da noi per dare ai ricchi

Con la decisione di ieri in aula Berlusconi ha confermato che non perde occasione per danneggiarci. "Ce ne freghiamo dei connazionali all'estero" è in sostanza il messaggio del decreto legge targato Tremonti. Nella vicenda ICI per gli italiani nel mondo Berlusconi e Tremonti al danno aggiungono anche la beffa. Le mancate entrate derivanti dall´abolizione dell´Ici vengono compensate prendendo i soldi in gran parte proprio dagli italiani all´estero, dimezzando tutti i principali capitoli di spesa a loro favore: scuola, rete consolare, assistenza, cultura. Questi tagli fanno ancora più rabbia dato che servono a finanziare una riforma dell'ICI che, a differenza delle esenzioni già previste dal Governo Prodi, favoriscono i proprietari di immobili con i redditi più alti. Berlusconi e Tremonti sono dei Robin Hood al contrario: prendono da noi italiani all'estero per poter dare ai ricchi.

Incontro con Fassino

Piero Fassino, il Ministro ombra degli Affari Esteri con la delega per gli italiani nel mondo, ha invitato qualche giorno fa tutti noi parlamentari PD eletti nella Circoscrizione Estero per uno scambio di opinioni e per stabilire insieme le priorità per gli italiani nel mondo in questa legislatura. Personalmente ho proposto come argomenti piú urgenti il tema della scuola e della rete consolare. Ho apprezzato molto la disponibilità di Fassino ad incontrarci, ad ascoltarci e a voler sviluppare insieme una politica concreta per gli italiani nel mondo, una politica con la quale ci possiamo opporre all'atteggiamento del Governo, che oscilla fra menefreghismo e ostilità.

Opposizione da urlo?

Antonio Di Pietro in questi giorni cerca di monopolizzare le prime pagine dei giornali. Il leader dell' Italia dei valori non perde occasione per mettere in atto la sua strategia di visibilità. È una strategia che mira a coinvolgere il PD in una gara su chi all'opposizione urla più forte. Secondo me facciamo benissimo a non partecipare a questa gara e puntare invece su una politica di opposizione netta e decisa nel merito. Proprio di questo, del nostro atteggiamento di fronte agli attachi di Di Pietro, abbiamo discusso l'altro ieri anche nel gruppo parlamentare. Walter Veltroni nella sua relazione ha sottolineato come la nostra voglia essere un´opposizione riformista, credibile per il Paese e con l´ambizione di diventare maggioritaria. Un'opposizione "urlata" farebbe solo il gioco di Berlusconi che sarebbe ben contento di trascinarci su questo livello.

Berlusconi e l'impossibilità del dialogo

Con il tentativo di Berlusconi di imporre una legge sull'immunità a suo favore è finito il tentativo di dialogo con il governo. Personalmente non mi stupisce: giá nella mia ultima newsletter avevo espresso dei dubbi sul fatto che Berlusconi fosse cambiato. Gli ultimi avvenimenti hanno confermato questi dubbi. Ció nonostante non condivido le critiche, per esempio di Rosy Bindi, nei confronti di Veltroni. Penso anzi che la tattica usata da Veltroni ci abbia politicamente avantaggiati. Rifiutando a priori ogni tentativo di dialogo saremmo stati i soliti comunisti che impediscono ogni miglioramento del clima politico in Italia. Adesso invece tutti vedono chiaramente che le dichiarazioni di Berlusconi - di essere cambiato e di voler creare un clima politico diverso nel paese - erano l'ennesimo bluff.

Una base per il PD nel mondo

All'Assemblea Nazionale del Pd di un paio di settimane fa ci siamo dati delle regole: dopo mesi di discussioni abbiamo deliberato lo statuto per il PD nel mondo. Il risultato é un compromesso, ma penso che sia un compromesso buono che ci darà la possibilità di creare, nelle circoscrizioni estero, un PD forte, unito e vivace. Il PD nel mondo sarà un partito basato sull'autonomia federale, dove le cariche a livello cittá e paese vengono scelte attraverso le primarie. Le due cariche a livello di circoscrizione (un uomo e una donna, al fine di garantire la paritá di genere) vengono elette dall'assemblea dei delegati della circoscrizione votati nel corso delle primarie. Inoltre anche il coordinatore nazionale viene votato dall´Assemblea dei delegati, su proposta del Segretario generale. Non c'era mai stata cosí tanta democrazia in un partito di centro-sinistra in Italia. Girando molto fra la base del partito in Europa so benissimo che non è facile tenere sempre alto l'entusiasmo, un entusiasmo che ha contraddistinto il PD nel periodo delle primarie e delle elezioni. Ma chiedo a tutti voi di impegnarvi nei prossimi mesi per costruire un PD forte e radicato nel vostro territorio. Le prime settimane del Governo Berlusconi dimostrano quanto l'Italia e gli italiani in Europa ne abbiano bisogno.

Il posto del PD in Europa

Dove si colloca il Partito Democratico in Europa è una discussione importante in queste settimane. Per me sarebbe un controsenso se il Pd, che ambisce ad essere un partito che unisce e compatta, a livello europeo facesse il contrario isolandosi in un nuovo raggruppamento o spaccandosi facendo entrare i suoi parlamentari europei in gruppi diversi. Personalmente credo che il nostro posto sia accanto a partiti come ad esempio il Labour Party britannico, l'SPD tedesco, l'SPOE spagnolo, cioè dentro al PSE. D'altro lato vedo nelle discussioni sulla nostra collocazione in Europa anche un'occasione per un processo di riforma ed allargamento del PSE stesso. La mia impressione è che proprio questo stia succedendo, grazie al PD. Ho avuto il piacere di accompagnare Veltroni ad un meeting sull'Europa a Berlino dove abbiamo incontrato fra l'altro anche il segretario del PSE, Rasmussen. Il messaggio che ho recepito da questo incontro è che c'è in atto un processo di discussione dentro al PSE sul proprio futuro. Noi del PD possiamo dare un grande contributo a questa discussione riuscendo ad allargare i confini del PSE a partiti democratici, liberali ed ecologici. Personalmente in campagna elettorale sono stata sostenuta in Germania sia da politici dell'SPD che dai Verdi tedeschi facendo vedere che il PD è in grado di portare insieme diverse anime del centro-sinistra in Europa.

L'assurda legge dei nomi per i figli di donne italiane all'estero

La settimana scorsa ho presentato un´interrogazione parlamentare a difesa di quei bambini a cui in Italia viene cambiato il cognome d´ufficio perché non si accetta che il Paese di residenza abbia registrato il cognome della mamma anziché quello del papá. In tanti paesi i genitori possono liberamente scegliere se assegnare ai figli il cognome paterno oppure materno. In Italia invece non si ammette che i figli acquistino il cognome della mamma e viene cambiato burocraticamente il cognome, creando grossi problemi ai bambini e alle intere famiglie. Con l'assurda conseguenza che una madre italiana residente in Germania, Francia o Gran Bretagna che ha deciso di dare a suo figlio il suo cognome chiamandolo per esempio Giovanni Rossi viene costretta dalla legislazione dello stato italiano a chiamarlo in Italia con il cognome paterno, per esempio Müller, Blanc o Smith. A mio parere questa vicenda è un buonissimo esempio di come noi italiani in Europa possiamo dare un'iniezione di modernità all'Italia. Abbiamo bisogno anche in Italia di una moderna legislazione dei nomi che lasci ai genitori la possibilità di attribuire il cognome del padre o della madre al figlio.

Criptaggio ed altre attivitá parlamentari

Oltre alle diverse iniziative sull'argomento dell'ICI e l'interrogazione sulla legislazione dei nomi ho presentato in questo mese anche un'interrogazione sui programmi criptati della Rai trasmessi all'estero - un problema che si è verificato di nuovo durante il campionato europeo di calcio. Dato che si parla da anni del problema del criptaggio senza ottenere dei risultati concreti, nella mia interrogazione chiedo al governo di promuovere " la costituzione di un tavolo di confronto, composto da rappresentanti della RAI, parlamentari eletti nella Ripartizione Europa della Circoscrizione Estero, rappresentanti del CGIE ed esperti" per esaminare in tempi brevi delle soluzioni per superare il sistema di criptaggio, permettendo anche agli italiani all'estero di ricevere tutti i programmi, anche quelli sportivi, in chiaro. Sono stata inoltre cofirmataria di una interpellanza urgente con la quale chiediamo al Governo di fare la sua parte nell´informare gli italiani sull'importanza del Trattato di Lisbona e dell´Unione Europea. Non basta che l'Italia firmi il Trattato di Lisbona, c'è bisogno che sfruttiamo questa occasione per dare all'Italia una sana iniezione di europeismo proprio e soprattutto dopo il No dell'Irlanda - anche se mi rendo conto che, con questa maggioranza che sparge slogan del tipo "Padroni a casa nostra", sarà molto arduo.

Il mio team

Alla fine la buona notizia del mese: ho finalmente un mio ufficio parlamentare, vicino a Montecitorio, dove posso lavorare. La burocrazia della Camera è stata più veloce del previsto e ha assegnato sei stanze a noi deputati PD eletti all'estero nel palazzo di via Poli, di fronte alla vecchia sede nazionale della Margherita. Ho messo insieme anche un mini-team che mi aiuta nel lavoro a Roma e nella circoscrizione. Anne Glase che parla perfettamente italiano, tedesco ed inglese e anche molto bene il francese cura l'ufficio a Roma. Anne ha studiato scienze politiche in Germania, in Inghilterra e in Italia, prendendo sempre il massimo dei voti. Matteo Aniello, che è già stato responsabile della mia campagna elettorale dirige l´ufficio nel collegio elettorale a Berlino. È un emigrato italiano della nuova generazione che dopo i suoi studi è andato in Germania per lavorare nel mondo della cultura. Anne ha 25 anni, Matteo ne ha 28 - un team rigorosamente under 30. Il mio team over 60 è invece rappresentato dal preziosissimo Norberto Lombardi, che cura la parte tecnico legislativa del lavoro parlamentare. Norberto ha lavorato al Ministero degli Affari Esteri nel gabinetto del Viceministro per gli italiani nel mondo, Franco Danieli. Gli indirizzi degli uffici di Roma e di Berlino li trovate sul sito www.garavini.eu.

Sinceri saluti

Laura Garavini

Roma, 2 luglio 2008
 
 

 

 
Laura Garavini info@garavini.de www.garavini.de www.garavini.eu