NewsLetter n. 05 del 4 agosto 2008
 
 
 
  Lettera di Laura Garavini agli elettori dopo i primi 100 giorni in Parlamento
 
     
  Care democratiche e cari democratici in Europa, 
 
     
 

oggi sono cento giorni che sono a Montecitorio. Cento giorni in cui sono stata catapultata a velocità della luce dentro al lavoro parlamentare. Cento giorni in cui ho visto da vicino un primo ministro che usa in modo piú prepotente che mai il suo potere politico per il proprio tornaconto. Cento giorni in cui noi dell´opposizione PD non abbiamo concesso una virgola, ma ciò nonostante il Governo è riuscito a colpi di decreto e a base di voti di fiducia ad imporre quasi tutte le sue leggi. Sono cento giorni in cui ho avuto modo di apprezzare la bravura di tanti colleghi dentro al Parlamento e, dall´altro lato, ho vissuto la violenza e l´aggressività di alcuni elementi della maggioranza. Ma sono anche cento giorni che, nonostante tutto, hanno riservato qualche soddisfazione a me e a noi, italiani in Europa.


Esperienze europee per l´Italia

L’ultimo discorso in aula l’ho tenuto la settimana scorsa sul Trattato di Lisbona. Sono grata alla dirigenza del gruppo PD che con me ha chiamato fra gli altri una rappresentante degli italiani in Europa, appena arrivata in Parlamento, a parlare a nome del gruppo su un trattato di portata storica. È un gran bel segno di stima verso tutti noi. Ho espresso un “Sì” forte perché secondo me questo Trattato, nonostante tutto, è una buona base per un’Europa più democratica, più trasparente, più efficace e anche più sociale. La settimana precedente ero intervenuta in aula sulla questione donne e lavoro, chiedendo che l´Italia si adegui finalmente agli standard europei sul part time e non solo. Ho fatto anche riferimento alle mie esperienze personali all´estero, dove ho potuto usufruire di leggi moderne che mi hanno consentito di conciliare lavoro e famiglia quando sono diventata mamma. Sono in parte gli argomenti di cui ho parlato con alcuni di voi in campagna elettorale: cercare di portare un po’ di modernità europea in Italia grazie alle nostre esperienze in Europa. Piccolo successo: dopo l’intervento il mio ordine del giorno sull´argomento donne e lavoro è stato accettato a maggioranza. Purtroppo sarà una vittoria solo simbolica: conoscendo questo Governo temo che si curerà ben poco del suggerimento accolto dal Parlamento.


Il nome non si tocca

Una bella soddisfazione nel corso delle ultime settimane è stata quella relativa all’iniziativa sui cognomi. Fa riferimento ad una legge che da anni mette in difficoltà tanti italiani in Europa e nel mondo. Il motivo: l´Italia ha una delle leggi più conservatrici e più rigide in materia. Costringe i figli di italiani nati all´estero a cambiare cognome se hanno potuto usufruire di una legge più moderna all´estero. Si tratta di una prassi che ha degli effetti assurdi. Se una famiglia italiana o una madre italiana all´estero decide di trasmettere a suo figlio il cognome materno (o un cognome doppio), le autorità italiane costringono questo figlio a portare in Italia un altro cognome, per forza quello paterno. Lo stesso problema vale per gli italiani in Spagna e in Portogallo, dove ogni figlio acquisisce da sempre sia il cognome della madre che del padre. Sull´argomento ho presentato un´interrogazione parlamentare, spingendo il Governo a dare all´Italia una moderna legge. Il Viminale infatti ha emesso una circolare nella quale si prevede che ai cittadini europei in Italia non possa venire cambiato il cognome senza il loro consenso. È un passo importante. Per risolvere il problema definitivamente sono in procinto di presentare un disegno di legge in proposito.


Facciamo le leggi insieme

La mia iniziativa sui nomi è nata nel dialogo e con i consigli di tante democratiche e democratici sul territorio. È proprio questa la strada su cui voglio continuare: non inventare leggi a tavolino, nell´ufficio di Montecitorio, lontano dalla gente, ma svilupparle insieme a voi. Vi sollecito a chiamarmi, a scrivermi e ad usare gli incontri sul territorio, che continuerò a fare dopo la pausa estiva, per sviluppare insieme nuove proposte. Un’iniziativa sviluppata insieme a tante donne è la legge che ho presentato per creare l´Osservatorio delle donne italiane all´estero. Se ne parla da tanti anni, al fine di dare più voce e visibilità alle diverse realtà femminili nel mondo. La proposta è stata accolta bene. L’hanno firmata non solo la Vice-capogruppo PD, Marina Sereni, ma anche il Ministro degli Affari esteri del Governo ombra, Piero Fassino, e diversi esponenti femminili e maschili di entrambi gli schieramenti.


Riforma e contratto per le scuole italiane all´estero

Insieme agli altri deputati del PD questo mese ho presentato anche un disegno di legge per una riforma delle scuole italiane all´estero e dei corsi di lingua e cultura. Attraverso questa riforma, con Narducci primo firmatario, chiediamo di rafforzare e modernizzare l’offerta linguistica dell´Italia all´estero. Vogliamo fare delle scuole italiane all’estero un punto d’eccellenza che sia luogo di integrazione e di studio multiculturale, favorendo la mobilità culturale e professionale. È questo il nostro disegno per il futuro. Nel presente dobbiamo affrontare il fatto che il Governo Berlusconi non ha ancora avviato le trattative per il nuovo contratto dei docenti e degli insegnanti all´estero anche se l´inizio del nuovo anno scolastico è dietro l´angolo. Con un´interrogazione parlamentare ai Ministeri coinvolti ho chiesto di accelerare i tempi per il nuovo contratto per evitare ricadute sull´avvio delle lezioni in settembre, il ché sarebbe un grave danno per migliaia di studenti italiani all´estero.


C’è spirito di collaborazione fra noi deputati PD dall´estero

Noi, deputati PD eletti all´estero, in quasi tutte le nostre iniziative alla Camera cerchiamo di fare squadra. Finora ha funzionato molto bene; molto meglio, mi dicono, che non nella legislatura precedente. Sono grata per come mi hanno accolto i colleghi uscenti, che mi hanno sostenuto con i loro consigli ad entrare velocemente nei meccanismi del lavoro parlamentare. Quotidianamente lavoriamo fianco a fianco dato che i nostri uffici nell’edificio di Via Poli sono sullo stesso piano e anche nell´aula di Montecitorio abbiamo scelto di stare insieme, nelle stessa fila. Sono molto contenta di questo nuovo spirito di collaborazione: credo che non sia così scontato nel mondo politico nel quale spesso regna invidia e concorrenza. D’altro lato sono convinta che i nostri elettori ci chiedano proprio questo: che uniamo le nostre forze per raggiungere anche all´opposizione il massimo risultato possibile.


Rozzi ed aggressivi: quando i parlamentari PdL attaccano

Il Governo Berlusconi e la maggioranza di destra fanno di tutto per negare al Parlamento una discussione degna di una democrazia normale. Ci stanno bombardando di decreti e di voti di fiducia per imporre l´impunità a Berlusconi, per mandare soldati nelle nostre città come se fossero Bagdad o Kabul, per prendere le impronte ai ragazzi rom e anche per tagliare decine e decine di milioni di euro agli italiani nel mondo. Facendo un uso spudorato della sua grande maggioranza numerica, Berlusconi è passato in questi primi mesi sul Parlamento come un caterpillar, con il forte aiuto del Presidente della Camera Fini, che nella sua nuova carica non sempre riesce a nascondere le sue radici politiche. Già mi aspettavo che non si usassero i guanti di velluto in Parlamento; lo stesso sono rimasta di stucco di fronte ad alcuni atteggiamenti della maggioranza. Il peggio è quando si mescolano l´essere rozzo e il maschilismo. Ad esempio durante un intervento dell´onorevole Pollastrini alcuni elementi della maggioranza scimmiottavano la collega chiamandola in continuazione con voce bambinesca e strafottente “maestrina”. Una collega del Pd è andata da loro per invitarli a comportarsi civilmente. Quando ho visto che offendevano anche lei l´ho raggiunta per difenderla. Non vi immaginate la reazione! Numerosi leghisti e altri deputati della maggioranza si alzavano e venivano minacciosi verso noi due donne, aggredendoci con gestacci e con una violenza verbale unica. Questa è la gente che guida l´Italia…


Salvare l´Italia: il 25 ottobre in piazza

Insieme alla politica sbagliata del Governo sono anche piccoli episodi come questi  che mi convincono quotidianamente che non possiamo lasciare il Paese in mano a questa maggioranza. Credo che sia importante la buona riuscita della manifestazione del 25 ottobre, in cui, spero, centinaia di migliaia di italiani andranno in piazza con il Partito Democratico per dire un “No” forte ed inequivocabile a questo Governo. In vista di questa dimostrazione è in atto una raccolta di firme per la petizione “Salva l´Italia!” alla quale anche noi italiani nel mondo possiamo aderire firmando on line. È possibile sostenere la petizione collegandosi al mio sito www.garavini.eu . Faccio appello a tutti, affinché anche noi italiani in Europa diamo un bel contributo al successo della manifestazione del 25 ottobre.
 
Sinceri saluti

Laura Garavini


Roma, 4 agosto 2008

 
 

 

 
Laura Garavini info@garavini.de www.garavini.de www.garavini.eu