| |
sono giorni difficili. Indipendentemente dal paese europeo in cui risiediamo, la crisi finanziaria mondiale sta arrivando in ogni casa, colpendo milioni di piccoli risparmiatori e mettendo a rischio posti di lavoro ed attività commerciali. I manager bancari che per anni hanno osannato un libero mercato senza freni adesso sono i primi a chiamare in aiuto lo stato, cioè i contribuenti. Fa rabbia, ma dobbiamo salvare il salvabile, dando un contributo per stabilizzare i mercati. Il Governo italiano finalmente, dopo giorni di attesa, ha messo a punto un piano di crisi. È un passo obbligato. Speriamo che non ci sia bisogno di attuarlo. Ciò di cui abbiamo meno bisogno in questa fase è un primo ministro che dà i numeri. Il suo annuncio in conferenza stampa, secondo cui si starebbe valutando di chiudere le borse finanziarie, ha suscitato profonda irritazione in tutto il mondo. Non è certo questo il modo in cui si crea la fiducia di cui i mercati hanno bisogno.
Per noi italiani all'estero tagli senza precedenti
A causa delle turbolenze finanziarie mondiali sta passando in sordina il modo in cui il Governo sta espropriando il Parlamento dai suoi diritti. La parola d'ordine è: andare avanti a colpi di decreto. Pdl, che stava per "Popolo della libertà", ormai va tradotto con "Per decreto legge". Per noi italiani all'estero la finanziaria del Governo Berlusconi è una bastonata senza precedenti. La destra ha ridotto i fondi di quasi due terzi: tagli mai visti. Su tre euro ne vengono tolti due; soldi che erano stanziati per le scuole ed i corsi di lingua e cultura italiana, per gli anziani in difficoltà, per i servizi dei consolati, per la vita delle nostre comunità. Noi deputati PD eletti all'estero da settimane stiamo denunciando questi tagli in commissione, in aula e anche fuori dal parlamento. E non siamo soli. Ai miei incontri alla base, così come nei Comites e nel Comitato generale degli italiani all'estero (Cgie), sto incontrando tanta rabbia di fronte ad un Governo che tratta gli italiani nel mondo con arrogante disprezzo. Per far vedere che è possibile un'altra politica noi deputati del PD stiamo preparando una serie di emendamenti alla finanziaria a favore degli italiani nel mondo. Speriamo che finalmente anche i colleghi del Pdl eletti all´estero si sveglino e ci diano una mano.
Prendiamoci il doppio passaporto
Qualche giorno fa ho depositato un'iniziativa parlamentare che potrebbe avere effetti positivi per tanti di noi, italiani in Europa. In un' interrogazione ho chiesto di creare le basi attraverso le quali gli italiani nei diversi stati d'Europa possano acquisire la cittadinanza del paese in cui risiedono senza dover rinunciare a quella italiana. Sarebbe importante che l'Italia denunciasse la Convenzione di Strasburgo del 1963 che impone di perdere la propria nazionalità d'origine nel momento dell'acquisto di un'altra cittadinanza in Europa. Sto portando avanti quest'iniziativa perchè avere un doppio passaporto, quello italiano e quello del nostro paese di residenza, per noi italiani in Europa significherebbe diventare finalmente cittadini a tutti gli effetti, con tutti i diritti, anche nel nostro paese di residenza. In Germania noi italiani, da qualche tempo, abbiamo la possibilità della doppia cittadinanza, dal momento che il Governo tedesco ha denunciato la Convenzione di Strasburgo anni fa. Adesso stanno facendo pressioni soprattutto i connazionali in Belgio. Ringrazio i colleghi del PD di Bruxelles per l'aiuto fornito nel portare avanti l´interrogazione. Un ringraziamento particolare va a Davide Pernice, Maria Laura Franciosi e Pietro Emili.
Macchina da guerra rossa
La vita quotidiana di un parlamentare è fatta anche di attacchi da parte degli avversari politici e dei media. Nel nostro piccolo mondo di italiani all'estero ci sono dei giornali online che si fanno sentire. Uno di questi, 'Italia chiama Italia', schierato a favore del Governo Berlusconi, qualche giorno fa mi ha dedicato un lungo editoriale, scrivendo che non mi può " nè vedere, nè sentire" perché sono "una macchina da guerra rossa" che fa "un´opposizione dura". Accidenti. Non sapevo di fare così tanta paura. Ho ringraziato il direttore per l'attenzione e la sua forza allegorica. L'articolo adesso è in bella mostra nel mio ufficio. È una motivazione in più per continuare a lavorare per gli italiani in Europa e per un'Italia moderna.
Un'iniezione di modernità per l'Italia
Insieme alla vice-capogruppo del PD alla Camera, Marina Sereni, ho depositato una proposta di riforma di legge sul cognome dei figli . È un'iniziativa che ho preparato insieme a diverse donne italiane in Europa. Con la mia proposta anche in Italia i genitori potrebbero scegliere liberamente quale cognome dare al/la bambino/a: quello della madre, quello del padre o tutti e due. Leggi simili sono da tempo la norma in molti paesi europei. Finora tante donne e famiglie italiane all'estero, che nel loro paese di residenza avevano usufruito di una legge moderna, si vedevano cambiare il cognome dei figli dalle autorità in Italia. Già da qualche mese, grazie ad una interrogazione parlamentare da me presentata, questo cambiamento d´ufficio è stato abrogato. Il disegno di legge da me proposto prevede un ulteriore passo avanti: potere scegliere anche in Italia quale cognome assegnare ai propri figli. La riforma proposta, secondo me, è un bell'esempio di come noi italiani in Europa possiamo dare un´iniezione di modernità al nostro Paese.
Vogliono risparmiare sulla democrazia, perché hanno paura del voto
I miei timori non erano infondati. Nell'ultima newsletter vi ho anticipato il pericolo che il Pdl faccia slittare le elezioni delle nostre rappresentanze sul territorio, Comites e Cgie, per paura che noi italiani all'estero puniamo le liste filo-Pdl per i tagli spietati che il Governo Berlusconi sta facendo contro di noi. In effetti questa settimana la maggioranza di Governo ha votato un ordine del giorno in Commissione Affari Esteri in cui viene chiesto di spostare le elezioni del Comites e del Cgie di un anno. È un'ulteriore prova del fatto che per questo Governo la democrazia è un optional . Fa saltare le elezioni perché ha paura di perderle. L'argomento addotto secondo cui non ci sarebbero i soldi è un´ulteriore beffa. I soldi sono già previsti nel bilancio del Ministero per il prossimo anno. Tagliare i fondi per gli italiani all'estero, come sta facendo il Governo, e poi dire che non ci sono abbastanza soldi per la democrazia, per le elezioni democratiche, è proprio il massimo della sfacciataggine.
Manifestazione del 25 ottobre: anche noi ci siamo
La manifestazione del 25 ottobre a Roma, per un'Italia migliore, si fa. Dalla Germania, più precisamente da Stoccarda, partirà un pullman con a bordo una cinquantina di connazionali che vogliono far sentire a Roma anche la voce di noi italiani residenti all'estero. La partenza del pullman è organizzata da Domenico De Palma e da Angelo Turano che ringrazio per il loro impegno. Pochi giorni fa è uscito un appello di alcuni intellettuali, affinchè al centro della manifestazione del 25 ottobre ci sia anche un forte no al razzismo. Sostengo in pieno questo appello. Insieme a Eugenio Marino, Rosella Benati e Beppe Bartolotta ho partecipato a fine settembre al corteo anti-razzista di Colonia contro la nuova destra in Europa (tra i relatori c´era anche un rappresentante della Lega Nord). Con una grande manifestazione pacifica e il sostegno della società civile - i tassisti, i conduttori dei mezzi pubblici, gli albergatori, i ristoratori, tutta la città ha chiuso le porte in faccia agli esponenti dell'ultradestra - siamo riusciti tutti quanti insieme a mandare a casa i razzisti, leghisti inclusi. Il sindaco democristiano di Colonia, Schramma, ci ha abbracciato, noi rappresentanti del PD all'estero, come simbolo dell'altra Italia. È bello sapere che c´è tanta gente per bene in Europa che è felice che ci sia un'altra Italia che si oppone a Berlusconi e alla sua destra.
A seguito della manifestazione di Colonia il quotidiano "Europa" ha pubblicato qualche mia riflessione sul razzismo e sulle politiche di integrazione. Le potete leggere sul mio sito.
Roma, 11 ottobre 2008
www.garavini.eu
|
|