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noi italiani residenti all’estero siamo entrati più poveri in questo nuovo anno. Ci sono meno soldi per le nostre scuole all’estero, meno soldi per i corsi di lingua, per l’assistenza sociale, per la cultura italiana nel mondo, per la promozione del made in Italy. La destra con la sua Finanziaria per il 2009 ci ha tolto ben 50 milioni di euro. Percentualmente, nessun altro gruppo viene colpito così duramente. Evidentemente anche la stessa destra se ne vergogna un po’. Dopo le proteste in tutto il mondo e la nostra battaglia in Parlamento hanno recuperato qualche soldo all’ultimo momento. Ma è rimasta un’operazione di facciata: hanno tagliato 20 milioni ai corsi di lingua e cultura per poi recuperarne 2; hanno tagliato quasi 20 milioni all’assistenza per recuperarne 6. Alla fine noi italiani nel mondo con questo Governo e con questa maggioranza di destra continuiamo a perdere.
Il Governo ci toglie soldi – e anche il diritto di votare
Berlusconi e la sua maggioranza non ci tolgono solo soldi, ci tolgono anche il diritto di votare come previsto dalla legge. Hanno cancellato le elezioni dei nostri rappresentanti locali e regionali, cioè le elezioni Comites e Cgie, tutte e due previste per quest’anno. Il motivo è evidente: la destra, dopo avere colpito gli italiani nel mondo con tagli senza precedenti, ha paura del risultato elettorale. La scusa addotta dal Governo è che prima di andare al voto vogliono riformare i Comites e il Cgie. È solo una scusa perché questa riforma eventualmente la si sarebbe potuta fare da mesi. Già a fine estate noi deputati del PD avevamo offerto di impostare insieme una riforma sul Cgie purché in tempi rapidi. Invece loro non volevano; a loro serviva un pretesto per rinviare le elezioni. Adesso la riforma probabilmente si farà, con l´obiettivo di indebolire il ruolo dei nostri organi di rappresentanza. Se facciamo una riforma, secondo me, ci vogliono pochi cambiamenti soprattutto per i Comites. Personalmente ho due priorità: garantire più donne e rappresentanti dei nostri giovani all´interno di Comites e Cgie.
Berlusconi mette il bavaglio al Parlamento
In questi giorni stiamo votando in Parlamento il cosiddetto pacchetto anticrisi. Fra l´altro fanno parte del pacchetto, misure che sanno più di elemosina che non di aiuto vero, ad esempio il bonus per l'acquisto di pannolini a favore delle famiglie che hanno diritto alla socialcard. Noi del PD proponiamo di aiutare i più poveri con un aumento dell´assegno sociale, di riformare gli ammortizzatori sociali, di anticipare crediti alle imprese e di ripristinare il bonus fiscale per chi investe nel mezzogiorno. La cosa veramente scandalosa: il Governo ha impedito una discussione su queste proposte in aula, prevedendo la fiducia. In questo modo l’Italia è l’unico paese che non ha avuto un dibattito sulla crisi in Parlamento. Perché il Governo non vuole questo dibattito? Perché non ha una risposta da offrire alle tante famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, ai lavoratori e ai precari che perdono il loro posto di lavoro e ai tanti piccoli imprenditori che hanno le casse vuote.
Donne e PD. La sfida oltre le frontiere
Il 23 gennaio prossimo si terrá a Francoforte un primo incontro di donne del PD. Ci saranno democratiche da tutta la Germania e anche alcune colleghe dalla Svizzera, dall´Austria, dal Belgio e forse dalla Francia. L´obiettivo é quello di intensificare la rete tra le donne italiane del PD in Europa, al fine di promuoverne la partecipazione politica e di valutare, anche sulla base del confronto con le politiche messe in atto dalla SPD tedesca e altri partiti europei, moderne politiche che sostengano la conciliazione tra carriera lavorativa e maternità. Avremo ospite la Ministro del Governo Ombra per le pari opportunità, Vittoria Franco. Intanto sta procedendo la costruzione del PD in Europa. Invio le mie vive congratulazioni a Beatrice Biagini che è stata eletta segretaria a Parigi così come a Riccardo Spezia, presidente, e Aldo Bechi, tesoriere. Il PD Germania si incontrerà il 1 febbraio a Francoforte per progettare le primarie e per nominare un comitato di garanzia. Sono invitate tutte le democratiche e tutti i democratici. Vale il principio della porta aperta.
E il popolo di Facebook grida: “A noi la mafia fa schifo”
Di tanto in tanto mi muovo su Facebook. Nelle ultime settimane si c´è stata una brutta novità in questa comunità virtuale. Stanno spuntando dei cosiddetti “fans club” di boss mafiosi come Totò Riina e Bernardo Provenzano. Una prima risposta l´abbiamo già data noi, “popolo di Facebook”, firmando in più di 50.000 il grido: “A noi la mafia fa schifo”. Ma secondo me non può finire qua, dal momento che non è il primo segnale che dimostra che la mafia si muove con disinvoltura anche sui moderni mezzi di comunicazione. Per questo ho inoltrato un’interrogazione al Ministero degli interni, Maroni, chiedendogli “cosa fa per contrastare questo pericolo”. Sostengo pienamente anche la campagna promossa da Gianni Pittella e Martin Schulz per l’espulsione da Facebook di sette gruppi neo-fascisti italiani che contengono messaggi razzisti. Le “ribellioni di base” su internet contro queste infiltrazioni sono importanti, ma a volte non bastano.
Roma, 15 gennaio 2009 |
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