NewsLetter n. 12 del 9 febbraio 2009
 
 
 
     
 

Care democratiche e cari democratici in Europa,

 
     
 

In questi giorni sta succedendo una cosa grave a Roma. È da brividi il comportamento di Berlusconi sul caso Eluana (che più di un caso Eluana è diventato un caso Berlusconi). Il Presidente del Consiglio disprezza una sentenza della più alta autorità giuridica del paese, minaccia di cambiare la Costituzione (secondo lui “filosovietica”), sfida il Presidente Napolitano e vuole costringere il Parlamento ad approvare in soli tre giorni una legge che tratta questioni fondamentali come la vita e la morte. Ha ragione Ezio Mauro quando parla di una “svolta bonapartista” e di un tentativo di Berlusconi di “sovraordinarsi ad ogni altro potere”. Spero che saremo in tanti domani alla grande manifestazione del PD in difesa della Costituzione per dire no a questa sfida inaudita alle istituzioni democratiche. Il caso Eluana per Berlusconi è semplicemente un pretesto. Ciò che sta facendo va ben oltre la questione eutanasia e testamento biologico. La nostra opposizione rispetto a questi attacchi alla Costituzione, al Presidente Napolitano, alle istituzioni, deve essere unita. E chi, dalle file dell'opposizione, nelle ultime settimane con le sue offese ha cercato di indebolire il Presidente della Repubblica si deve rinfacciare di avere spianato la strada agli attuali attacchi di Berlusconi. Personalmente ciò che mi ha fatto più ribrezzo in questa vicenda, anche come genitore, è stata l'offesa di Berlusconi al papà di Eluana che da quasi due decenni sta vivendo una tragedia familiare. “ A me sembra”, ha detto Berlusconi rispetto a questo povero padre, “che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità”. Un politico può cadere più in basso di così?

Un riconoscimento che fa piacere

Fra le cose che mi hanno fatto più piacere in questo mese c´è il riconoscimento per la nostra comunità italiana in Germania da parte delle autorità tedesche. “Gli italiani a Berlino sono un esempio per come si combatte la mafia”, ha detto la polizia nella capitale tedesca apprezzando il lavoro fatto, prima dall'iniziativa “Mafia? Nein danke!” ed ora da “Viva”. L'impegno degli italiani a Berlino per la legalità, secondo la polizia tedesca, potrebbe essere un modello per combattere altre mafie, per esempio quella russa. Nel frattempo “Viva” sta diventando una vera e propria associazione. In novembre, come italiani a Berlino, avevamo organizzato diverse iniziative al motto di “Viva”: discussioni sulla legalità a scuola, fra ragazzi ed esponenti del movimento antimafia italiano, e abbiamo offerto nei ristoranti italiani dei prodotti delle cooperative antimafia del Mezzogiorno. Se qualcuno in altre città in Europa ha interesse a proporre iniziative simili si può mettere in contatto con Fabio Angilé, Pino Bianco o Mauro Brocco tramite il mio ufficio a Berlino.

Le promesse della maggioranza scadono presto

Nell'ultimo incontro del Comitato parlamentare per gli italiani all'estero alla Camera abbiamo iniziato a parlare delle proposte messe in tavolo dalla maggioranza per cambiare i Comitati degli italiani residenti all'estero (Comites). La destra vuole che ci siano meno rappresentanze degli italiani all'estero sul territorio e una “partitizzazione” dei Comites, cioè, rispetto alla situazione attuale propone liste di partiti invece che liste civiche. Evidentemente sperano, in questo modo, di avere meno difficoltà nel raccogliere le firme per le loro liste. Ciò che indigna di più è il fatto che non hanno mantenuto le promesse fatte neanche due mesi fa ai giovani: a Roma durante la Conferenza mondiale il Governo aveva detto che il rinvio delle elezioni Comites sarebbe servito a realizzare una riforma che desse più spazio ai giovani nelle rappresentanze sul territorio. Adesso, nelle proposte della maggioranza, di rappresentanza giovanile non ce n'è traccia! Ho criticato questo atteggiamento nel Comitato e mi impegnerò nella discussione dei prossimi mesi affinchè nella legge Comites sia prevista una rappresentanza garantita di giovani e anche una quota donne.

Dove lavora l'eccellenza (anche italiana!)

Qualche giorno fa al Cern di Ginevra ho potuto toccare con mano l'eccellenza della ricerca europea parlando con alcuni dei tanti ricercatori italiani che ne fanno parte. Qualche mese fa gli occhi di tutto il mondo erano puntati sul Cern dal momento che il più grande laboratorio di fisica delle particelle ha cominciato a simulare il Big Bang . Ho potuto visitare una piccola parte del gigantesco acceleratore: semplicemente impressionante. Al progetto lavorano diverse centinaia di italiani. “L'Italia eccelle per le sue intelligenze, ma il presente ed il futuro della ricerca italiana sono seriamente compromessi dalla scarsità di risorse investite dal nostro Paese”, mi hanno detto, sottolineando che “i giovani fisici italiani fuggono all´estero attratti da maggiore autonomia e migliori condizioni di ricerca e di carriera”. Proprio a questi problemi vorrei dare una risposta con un disegno di legge sui “cervelli italiani all'estero” che sto preparando insieme a Riccardo Spezia del PD di Parigi e a diversi altri ricercatori in Europa. Da mesi ci confrontiamo via internet. Conto di poter presentare la proposta di legge nel giro di qualche settimana.

L'Italia può imparare dalle donne italiane in Europa

La rete cresce. In attesa che il disegno di legge “Osservatorio delle donne in emigrazione” cominci il suo iter parlamentare, a Francoforte abbiamo già dato il via ad un Coordinamento delle donne italiane in Germania , indipendenteme nte dagli schieramenti politici. L'incontro rispecchiava la molteplicità del mondo di noi donne italiane in Europa: c'erano operatrici sociali, insegnanti, imprenditrici, professioniste, pensionate, casalinghe, mamme, donne dello spettacolo e dell'informazione, consigliere comunali, donne impegnate nell'associazionismo, precarie, ricercatrici. “Noi italiane in Europa siamo ormai portatrici di una identità europea, e non più solo dell´identità italiana o di quella del paese di residenza”, era uno dei messaggi chiave. Un ringraziamento speciale va alla Presidente, Liana Glaab e a tutte le donne del Coordinamento donne di Francoforte per l´impegno con cui hanno curato l´intero convegno. Sarebbe bellissimo promuovere iniziative analoghe anche in altri Paesi europei. Se ci sono donne interessate contattateci: garavini_l@camera.it e novelli@gmx.net. Sempre in questo mese ci siamo incontrate come donne PD con la senatrice Vittorio Franco, ministro delle pari opportunità del Governo Ombra. L'argomento principale: come fanno (hanno fatto) i governi di centro sinistra in Europa per aiutare le donne a c onciliare carriera professionale con figli e famiglia. Risultato: l'Italia può imparare parecchio da noi donne italiane in Europa.

Il caso Cosentino: abbiamo perso un'occasione

La maggior parte delle mail che ricevo in questi giorni dai democratici in Europa riguardano il caso Cosentino. È stato anche al centro del dibattito per il quale sono stata invitata questo weekend dal PD di Ginevra. Le domande sono sempre le stesse: “Perché il PD non ha votato in modo compatto sul caso Cosentino?” In effetti penso che abbiamo perso un'occasione. Trovo inconcepibile che uno come il Sottosegretario Cosentino, accusato di essere colluso con il clan dei Casalesi da cinque collaboratori di giustizia, accuse che sono agli atti della Procura di Napoli, continui a far parte del Governo come se niente fosse. Cosentino come ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di difendersi, ma come componente del Governo ha anche il sacrosanto dovere di non far pesare il suo caso sull'immagine dell'Italia (e anche di noi italiani nel mondo).

La discussione sui “dissidenti”

Perché allora alcuni deputati del PD si sono astenuti sul caso Cosentino o non hanno votato la mozione firmata dai capigruppo PD, Soro e Sereni, da me in qualità di Capogruppo della Commissione Antimafia, dall'Udc e dall'Italia dei valori? Innanzitutto difendo i colleghi da certe critiche esagerate. Si sono astenuti non perché nutrono delle simpatie per la mafia, ma perché non è chiaro se il Sottosegretario sia stato raggiunto da un'avviso di garanzia. Anche se difendo i “dissidenti” da critiche ingiuste e di parte, personalmente non condivido la loro scelta nel merito. Sia nel mio intervento in aula che nella mozione stessa abbiamo sottolineato che non era nostra intenzione fare un processo legale a Cosentino, ma di metterlo di fronte alle sue responsabilità istituzionali. Un eventuale processo è compito della magistratura. Noi abbiamo chiesto un passo di responsabilità politica – in nessun paese ci si dimette solo alla fine di un processo, in ogni democrazia “normale” un rappresentante di Governo chiarisce gravi accuse nei suoi confronti (e qua non stiamo parlando di piccolezze ma di intrecci con la camorra) nella veste di normale cittadino senza far pesare il suo caso sul paese. Vi immaginate un ministro inglese, francese o tedesco che tranquillamente continui il suo lavoro nonostante venga accusato da diversi testimoni di collusioni con la mafia?

Contiamo sui sardi il prossimo fine settimana

Il 15 e 16 febbraio si tiene il primo appuntamento elettorale di quest'anno: in Sardegna ci battiamo per la riconferma di Soru che ha governato l'isola in modo eccellente, contro un Berlusconi che nelle ultime settimane ha monopolizzato i media in modo indecente per portare un suo fedele (qualcuno ricorda il suo nome? io no…) al palazzo regionale a Cagliari . Domani sarò ospite a Cagliari per dare anch´io il mio piccolo contributo ad un bravissimo collega, Marco Meloni, che concorre alla carica di consigliere regionale nella provincia di Cagliari . So che i sardi residenti in Europa sono tanti; a quasi tutti gli incontri in giro per l´Europa ne incontro diversi. Mi appello a tutti voi di usare il vostro voto per respingere il tentativo di Berlusconi di riconquistare la Sardegna e vi invito a votare Soru, uno dei Presidenti regionali più bravi che abbiamo in Italia. Un successo in Sardegna ci darebbe la spinta giusta anche per le elezioni europee in giugno. A questo proposito, in vista dell´importante appuntamento elettorale, a Berlino abbiamo creato un coordinamento di tutti i partiti del centro sinistra europeo presenti nella capitale tedesca per dare una mano alla locale SPD. Ne fanno parte, insieme a noi del PD, i greci del Pasok, gli spagnoli del PS e i francesi del PS.

Democratici in Germania , tenetevi liberi il 10 maggio

Il nostro incontro del PD Germania ha portato ad un compromesso per quanto riguarda la data delle primarie. Voteremo il coordinatore/la coordinatrice nazionale domenica 10 maggio. Care democratiche e cari democratici in Germania, se non avete matrimoni, battesimi o altri appuntamenti più importanti in programma, tenetevi liberi per il 10 maggio per partecipare a queste elezioni che saranno determinanti per il futuro del PD nel paese con il maggior numero di italiani nel mondo.


Roma, 9 febbraio 2009

 
 

 

 
Laura Garavini info@garavini.de www.garavini.de www.garavini.eu