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NewsLetter n. 16 del 22 maggio 2009 |
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Care democratiche e cari democratici in Europa, |
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la Comunitaria che discutiamo in questi giorni comporta degli straordinari per tutti coloro che in Parlamento si occupano di Europa. Una marea di votazioni per adeguare un po`di più l’Italia agli standard europei. Insieme ad altre colleghe ho firmato un emendamento per proteggere le donne (soprattutto giovani) nel mondo del lavoro. I fatti: il Governo Berlusconi ha cancellato una norma del Governo Prodi contro le dimissioni in bianco. Si tratta di una pratica bruttissima in uso in Italia. All’inizio di un rapporto lavorativo il capo ti fa firmare un foglio in bianco, da utilizzare come richiesta di dimissione, per esempio nel caso che tu rimanga incinta. È un ricatto di stampo medioevale, un licenziamento mascherato. Si parla di quasi 20 000 casi all’anno in Italia. Noi abbiamo chiesto che venga reintrodotta la regola del Governo Prodi secondo cui una dimissione è valida solo se presentata su un modulo particolare, numerato e a scadenza. Ma il Governo Berlusconi non ne vuole sapere, alla faccia di tutte le giovani donne che chiedono condizioni di lavoro decorose. Avete letto qualcosa di questo sui giornali? No? È una delle centinaia di decisioni che non trovano spazio sui media, ma con cui la maggioranza sta cambiando il paese. È questo uno dei veri scandali nell’Italia di oggi.
Scandalosa la sentenza Mills? Scandaloso il “lodo Alfano”
Per Berlusconi invece è “scan-da-lo-so” che un tribunale abbia chiamato corruzione ciò che è corruzione e che abbia individuato in lui il corruttore dell´avvocato inglese Mills. È una sentenza che, a giudicare dalle prove, era prevista da tanto e che in verità non è una sorpresa neanche per Berlusconi stesso. Anzi, proprio per questo Berlusconi voleva il cosìddetto “lodo Alfano” che lo rende immune a tutte le condanne. Vista dall’Europa questa vicenda sembra ancora più incredibile. Vi immaginate un altro paese nell’Unione Europea in cui un capo di governo dopo una sentenza del genere non solo non si dimette immediatamente, ma ha anche la faccia tosta di scagliarsi in una conferenza stampa show contro i giudici, l’opposizione, i media e contro tutti quelli che si permettono di contraddire il capo? E´ l´ennesima scena da repubblica delle banane.
Cognomi – un’iniezione di modernità che viene dall’estero
Ieri sono intervenuta in Commissione Giustizia per illustrare la mia proposta per una legge moderna ed europea sui cognomi. L’ho presentata come prima firmataria la primavera scorsa insieme al nostro vice-capogruppo Marina Sereni e agli altri deputati PD eletti all’estero. In Commissione ho descritto la situazione di donne e famiglie italiane all’estero che, approfittando delle leggi nei loro paesi di residenza, hanno dato ai loro figli il cognome della madre o di tutti e due i genitori. Finora per loro in Italia c’erano guai. Ai loro figli veniva cambiato il cognome d’ufficio, imponendo per forza il cognome del padre. Una prassi inaccettabile ed anacronistica che, a seguito di un´interrogazione di noi deputati PD eletti all’estero, l’anno scorso è stata fermata dal Ministero degli interni con una circolare. Ma come tutte le decisioni basate su una circolare, la situazione può cambiare dall´oggi al domani. Per questo c’è bisogno di una legge affidabile. La discussione ieri in commissione rappresentava l’inizio dell’iter parlamentare della proposta di legge. Ci sono anche altre iniziative che vanno nella stessa direzione. Spero che dopo anni di discussioni su questo argomento alla fine di questa legislatura avremo finalmente una nuova legge moderna ed europea. Noi italiani all’estero potremo dire di aver contributo a dare all’Italia una bella iniezione di modernità – una iniezione di modernità che viene dall’estero.
Niente soldi per la lotta alla criminalità multinazionale
Caccia agli stranieri, sì; una lotta seria alle mafie, no. Il Governo Berlusconi nella discussione sulla Comunitaria di questi giorni ha dato un’altra prova della sua visione distorta della sicurezza. Noi del PD abbiamo chiesto di mettere a disposizione i soldi necessari per creare le squadre investigative transnazionali per contrastare la criminalità organizzata a livello internazionale (vedi discorso in aula). La maggioranza ha detto “no”. Le mafie ne saranno contente. Da anni infatti non conoscono frontiere, agiscono in tutta Europa. I soldi sporchi per tenere in pugno intere parti dell’Italia li stanno guadagnando anche in Olanda, Spagna, Germania, Belgio, Francia. Ma il Governo italiano non vuole fare la sua parte, non vuole co-finanziare le squadre investigative comuni, indispensabili per la lotta alla criminalità transnazionale. In altre parti della Comunitaria, con tanta tenacia, siamo riusciti a strappare qualche successo. Su pressione del PD è stata recepita ad esempio una decisione quadro dell’Ue che finalmente offre una base legislativa comune in tutti i paesi comunitari alla lotta contro la criminalità organizzata. Finora in alcuni stati neanche esisteva una definizione legislativa in proposito. Grazie all’approvazione del nostro emendamento il lavoro dei magistrati impegnati nella lotta alle mafie in Europa sarà un po` più facile.
Votiamo PD, l’unico partito europeo in Italia
Ormai ci siamo. La campagna elettorale per le europee si sta avvicinando alla fase finale. Vi chiedo di dare il vostro voto al Partito Democratico, l’unico partito veramente europeo in Italia. Questo weekend facciamo un’iniziativa con il PD di Berlino sulle elezioni europee collegandoci in videoconferenza con Gianni Pittella, impegnato in campagna elettorale nel Mezzogiorno. Gianni Pittella, capogruppo del Partito Democratico nel PSE, durante gli ultimi anni al Parlamento europeo ha fatto un lavoro importante. È la nostra voce più autorevole a Bruxelles, uno che si è sempre impegnato anche per gli interessi degli italiani all’estero. A me farebbe tantissimo piacere se questo lavoro, svolto da un europeo convinto, venisse premiato. Per questo faccio appello non soltanto a votare PD (ovvio!!) ma di dare la vostra preferenza nella circoscrizione Sud a Pittella – e a Rosa Capacchione, giornalista minacciata dalla Camorra. Nella circoscrizione Nord-est sostengo la campagna di Luciano Vecchi. Questo weekend partecipo anche ad un’iniziativa elettorale a Modena insieme a Luciano. Vecchi è uno dei massimi esperti di politiche europee nel PD; da anni si impegna in questo argomento. Una preferenza a lui nella circoscrizione Nord-est è un voto a favore della competenza e della professionalità.
Sostegno ai partiti del PSE
Chi di noi italiane e italiani in Europa vive in un paese dell’Ue ha la possibilità di votare o per le liste italiane (nei Consolati o in Italia) o per le liste del paese di residenza. Indicazioni precise le trovate sul mio sito nella sezione “Come votare”. Sono ormai scaduti i termini per farsi iscrivere come cittadino comunitario nelle liste elettorali del paese di residenza. A tutti coloro che hanno scelto di votare nel paese di residenza faccio appello di votare per un partito del PSE. In Germania ho partecipato all’apertura della campagna elettorale dell’SPD a Bochum – anche in segno di ringraziamento per il sostegno che l’SPD ha dato a noi alle ultime elezioni nella circoscrizione estero. Insieme al segretario nazionale dell’SPD, Franz Müntefering, manderò nei prossimi giorni una lettera agli italiani in Germania. Chiediamo a tutti quelli che si sono decisi di votare per un partito in Germania, di dare il voto all’SPD – è un partito, come gli altri del PSE, che insieme a noi del PD vuole creare un’Europa più sociale e più democratica, un’Europa che non finisca nelle mani della destra.
Una sola lista – niente primarie in Germania
In Germania era tutto pronto per eleggere il segretario Paese con le prime primarie all’estero. Si era presentata una lista, ma purtroppo si è dovuto fermare tutto all´ultimo momento. Il Comitato di garanzia ha comunicato che lo statuto del PD mondo, in virtù del quale le primarie erano state organizzate, in diverse parti non era valido perché in contrasto con lo statuto nazionale. E questo si riferiva anche alla possibilità di tenere le primarie con una sola lista candidata. Capisco molto bene la frustrazione di chi ha messo tanto impegno nella preparazione di questo importante appuntamento. Così come mi auguro che i toni troppo accesi che si sono spesi intorno a questa vicenda si plachino presto. È positivo che tanti, dopo un primo momento di desolazione, si stiano impegnando di nuovo nella campagna elettorale per le europee e per la costruzione del PD in Germania. La Commissione di garanzia nel frattempo ha trasmesso in questi giorni la versione corretta dello statuto del PD all’estero che adesso si chiama ufficialmente “Circoscrizione estero del PD”. Spero che nel giro di breve tempo il PD in Germania riesca a darsi il suo coordinamento, attraverso un confronto leale e democratico.
Un aiuto per l’Abruzzo
Berlusconi il “lodo Alfano” lo ha fatto passare in Parlamento in tre giorni. Sugli aiuti per le vittime del terremoto in Abruzzo aspettiamo una decisione definitiva del Governo da ormai 47 giorni. La prima bozza era del tutto insufficiente. Noi del Partito Democratico chiediamo che venga riconosciuto alle vittime del terremoto il costo integrale delle case distrutte. E vogliamo che entrino in vigore immediatamente le norme di sicurezza antisismica per tutte le nuove costruzioni. Nel recente Decreto del Governo erano state rinviate per l’ennesima volta, adesso il Governo su nostra spinta si è convinto ad inserirle. Oltre ai fondi statali gli abruzzesi hanno ancora bisogno dell’aiuto di tutti noi. In sostegno alle vittime delle zone colpite si sono mobilitati anche tanti italiani all’estero. Faccio appello a continuare in questo impegno e come esempio vi segnalo tre iniziative che sono state lanciate subito dopo la tragedia da Domenico de Palma e Carmela Cocci a Stoccarda, da Giuseppe Gnisci a Villingen e da Teresa Langona ad Amburgo. Indicazioni più precise le trovate sul mio sito www.garavini.eu. Vi prego di segnalarmi ulteriori vostre iniziative in favore degli abruzzesi, per poterle pubblicare sul mio sito.
La questione Fiat- Opel è una vicenda europea
La Fiat in questi giorni ha fatto un´offerta per comprare l’Opel/Vauxhall e la General Motors Europa. Nei diversi stabilimenti in sette paesi europei (Germania, Belgio, Inghilterra, Spagna, Polonia, Austria e Russia) i lavoratori della Opel/Vauxhall stanno seguendo con ansia queste trattative. Fra loro anche tanti lavoratori italiani. La paura è che l’entrata della Fiat comporti la chiusura di stabilimenti in Europa e la cancellazione di tantissimi posti di lavoro (vedi le discussioni dei lavoratori Opel di tutti i paesi su www.gmworkersblog.com) . I sindacati coinvolti e i consigli di fabbrica della Opel/Vauxhall in Europa (in cui è presente anche il nostro connazionale Guido Casu) si sono espressi in modo contrario alla proposta torinese perchè a loro avviso mette a rischio il futuro di alcune fabbriche e circa 10 000 posti di lavoro. Condivido lo scetticismo dei sindacati di fronte all’offerta Fiat. Non sarebbe accettabile che con l’entrata della Fiat i lavoratori Opel/Vauxhall cadessero dalla padella alla brace.
Puntatrici e forbici – la quotidianità in Parlamento
Ci sono diverse piccole cose molto “italiane” nel quotidiano, a cui faccio fatica ad abituarmi anche dopo più di un anno di lavoro in Parlamento. Per esempio: ogni sei mesi ci viene mandato un pacchetto standard con materiali d’ufficio. C’è sempre una puntatrice, delle forbici, delle buste e degli ordinatori antichissimi che non usa più nessuno. Tutto a costo del contribuente. Poco fa ho chiesto gentilmente se non potessi rinunciare alla puntatrice, alle forbici e agli ordinatori spediti ogni sei mesi. E se in compenso non potrei avere qualcosa di utile per il lavoro parlamentare, per esempio delle cartucce per la stampante, la cui dotazione annuale ho terminato già dall’inizio di maggio. La risposta categorica è: No! E così continuano ad arrivare puntatrici, forbici, buste. Mentre le cartucce le dobbiamo pagare extra.
Laura Garavini
Roma, 22 maggio 2009 |
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