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No politica dell’emergenza: aiutare i Paesi d’origine

lipsia“Come Partito Democratico e come forza di Governo diciamo da quattro anni in modo netto che l’Europa non può voltarsi dall’altra parte, lasciando morire gente in mare. Ma al tempo stesso diciamo anche che dobbiamo affrontare il fenomeno migratorio in modo strutturato, contrastando le cause che originano le migrazioni. E non solo rincorrendone gli effetti e facendo il gioco dei trafficanti di esseri umani, che speculano sull’emergenza e sui migranti per alimentare i loro sporchi affari.

Riteniamo che sia necessario investire in sviluppo e cooperazione nei paesi di origine. E insieme ai paesi di origine dobbiamo togliere linfa a tutti quei criminali che speculano sulla disperazione di intere generazioni di giovani.

È la strada che l’Italia sta cercando di percorrere già da alcuni anni a questa parte. Prima in solitaria solitudine, poi con l’appoggio della Germania. E proprio grazie all’appoggio della Germania – garantito dal costante impegno e sprone della SPD come alleato di Governo – pian piano finalmente sembra che anche l’Europa stia cominciando a capire l’importanza di un azione congiunta e sinergica a livello europeo.

Adesso bisogna modificare l’Accordo di Dublino, che scarica tutto il peso dell’accoglienza sui paesi di primo approdo, perchè nessun paese può farcela da solo. E bisogna che l’Europa investa massicciamente sul miglioramento delle condizioni di vita in Africa. Solo se l’Africa sta meglio, si potrà ridurre il numero di migranti in cerca di migliori opportunità in Europa. Il fenomeno migratorio è una questione che interessa tutta l’Europa e tutta l’Europa è chiamata a rispondere con soluzioni europee, senza abbandonare singoli paesi al proprio destino.” Lo ha detto Laura Garavini a Lipsia, ospite di Nicole Rundo e dei giovani Attivisti del PSE locali.

Roma, 19 settembre 2017