| |
Siamo ormai in piena campagna elettorale.
Abbiamo già conquistato un importante successo: nella destra
di Berlusconi, Fini e Bossi si sta sgretolando la sicurezza che
una loro vittoria sia giá una cosa sicura. Questa certezza
si sta sgretolando perché hanno sottovalutato due cose: primo
l’intelligenza degli italiani che si chiedono perché
i nostri concorrenti dovrebbero realizzare alla terza occasione
tutto ciò che non hanno fatto le prime due volte, per di
più con lo stesso attore, le stesse promesse e quasi la stessa
squadra che stanno offrendo agli italiani da più di dieci
anni. E secondo hanno sottovaluto alla grande l’entusiasmo
e l’energia politica che sta producendo questo nuovo Partito
democratico con Walter Veltroni e il suo progretto di una stagione
politica in Italia finalmente nuova.
Il weekend scorso abbiamo aperto con Walter
Veltroni a Roma la campagna elettorale. Con un grande discorso
ha fatto capire a tutti noi dell’assemblea costituente: Si
può fare. Si può fare veramente un’Italia nuova,
un’Italia moderna.
Dipende adesso da tutti noi far capire all’Italia
e anche agli italiani nel mondo che dobbiamo sfruttare questa occasione
di iniziare una stagione nuova, con una politica
non di interesse personale ma nell’interesse dell’Italia
e degli italiani nel mondo, con riforme vere e regole chiare, con
un’Italia dinamica che punta sulla ricerca, sulla scuola,
sui giovani, sulle nuove tecnologie, sulle donne che possono conciliare
lavoro e famiglia, sulla creatività dei nostri lavoratori
ed imprenditori, ma anche sulla lotta al precariato che toglie a
tantissimi giovani e non più giovani la possibilità
di crearsi un futuro. È una stagione nuova che punta su più
crescita dell’economia italiana non per far più ricco
qualcuno in borsa, ma per far guadagnare di più a tutti,
per esempio tagliando l’Irpef e lasciando così più
soldi nelle tasche di tutti gli italiani che lavorano e che durante
i cinque anni di Berlusconi hanno sempre avuto problemi di arrivare
a fine mese. Se lo Stato adesso ha alcuni milliardi a disposizione
da dare alle famiglie ed ai lavoratori è solo grazie alla
politica seria del governo Prodi.
Questo dobbiamo dirlo ad alta voce e l’abbiamo
fatto nell’assemblea a Roma: il governo Prodi ha raggiunto
tanto in neanche due anni, ci lascia una bella eredità! Prodi
è un grande italiano ha detto Veltroni a Roma e io lo sottoscrivo
in pieno. I nostri concorrenti fanno il loro lavoro nella campagna
elettorale e cercano di diffamare il lavoro del governo
Prodi. Ma i risultati positivi sono davanti agli occhi
di tutti. L’Italia è diventata di nuovo un paese serio
anche nella politica finanziaria. Abbiamo diminuito il debito pubblico,
cioè viviamo un po` meno sulle spese delle prossime generazioni,
abbiamo ridotto l’evasione fiscale facendo pagare finalmente
tutti, colpendo i furbi e creando così una base finanziaria
da cui può partire adesso la nostra politica: meno tasse
per famiglie, lavoratori, imprese.
Abbiamo aumentato le pensioni minime,
abbiamo fatto una riforma che consente alle giovani coppie di avere
figli e non dover lasciare per questo il lavoro, abbiamo fatto una
riforma delle pensioni che cancella le ingiustizie dello scalone
voluto da Berlusconi e crea un giusto equilibrio fra le giovani
e le vecchie generazioni. Abbiamo fatto finalmente sul serio nella
lotta contro le mafie. Non si sono mai visti così
tanti successi, così tanti boss importanti in manette come
negli ultimi mesi. Il vento è cambiato, facciamo che non
tiri di nuovo nell’altra direzione. Abbiamo finalmente dato
di nuovo serietà alla politica estera dell’Italia.
Ci siamo ritirati dall’inferno dell’Iraq,
ponendo fine ad una politica voluta dai politici di ieri, da Bush
fino a Berlusconi. L’Italia viene presa di nuovo sul serio.
La prova è il fatto che l’Italia nel vertice finanziario
a Londra è tornata al tavolo con gli altri tre grandi stati
d’Europa.
Ma la prova è anche ciò che noi italiani
nel mondo viviamo nelle esperienze quotidiane. Non c’è
più un primo ministro che con le sue improvvisazioni e le
sue gaffe ci mette in imbarazzo. Questo è per noi una piccola
spinta in più per le elezioni in aprile. Impegnarci al massimo
così che dopo il 14 aprile non dobbiamo spiegare agli increduli
tedeschi, svizzeri, belgi, francesi, inglesi ecc. come mai gli italiani
si scelgono di nuovo un primo ministro di cui tutto il mondo per
cinque anni ha scosso la testa. Impegniamoci al massimo affinché
gli italiani nel mondo dicano no ad un ritorno al passato
poco felice e dicano invece sí ad una nuova stagione, con
un nuovo leader, Walter Veltroni, di cui giustamente si fida la
grande maggioranza degli italiani in Italia e nel mondo.
Anche se i successi del governo Prodi sono davanti
agli occhi di tutti, i nostri concorrenti cercano di infangare questi
successi. La parola chiave da loro spesso usata è Napoli.
È vero, la situazione di Napoli è
un disastro. Ma come fanno i Berlusconi, i Fini e i Casini ad alzare
adesso la voce che il problema a Napoli esiste da 15 anni, che ci
sono stati i commissari straordinari del governo Berlusconi che
hanno fallito come tutti gli altri. Ma soprattutto come si fa ad
alzare la voce dato che le discariche necessiarie e soprattutto
gli inceneritori necessari intorno a Napoli sono stati bloccati
per anni da sindaci e capipopolo da AN, dall´UDC e da altri
gruppi della destra, che sono ancora oggi quelli che lavorano contro
il piano del commissario De Gennaro e sono per questo i primi responsabili
del fatto che le strade di Napoli non si puliscono.
Ma una bella responsabilità per questa situazione
difficile ce l´ha anche la sinistra radicale ed in primo luogo
un partito dei verdi e un ministro per l’Ambiente che in Campania
per troppi anni hanno creato la loro fortuna politica su un no a
termovalorizzatori moderni, su un no ad una politica del buon senso.
Napoli forse fa vedere in modo esemplare perché noi del Pd
abbiamo deciso di andare da soli. Per far vedere ciò che
per esempio i verdi in Germania hanno capito da anni: Che una
buona politica per l’ambiente non può dire solo no
ma deve dire sì alla raccolta differenziata e anche a termovalorizzatori
che trasformano rifiuti in energia preziosa, ma dire per esempio
sì anche alla Tav che fa viaggiare più persone in
treno e meno in macchina o in aereo.
La decisione di andare da soli è stata una
decisione coraggiosa e giusta. È importante che teniamo il
dialogo con la sinistra radicale, ma è altrettanto importante
far vedere che la nostra politica, il nostro profilo politico è
diverso. Noi non pensiamo che sia una buona politica di governo
andare in piazza contro il governo di cui si fa parte, come ha fatto
la sinistra radicale. Non ci possiamo identificare in manifestazioni
in cui vengono bruciate bandiere israeliane e degli Stati uniti.
Anzi, pensiamo che con un’America guidata da Barak Obama o
Hillary Clinton è possibile creare un nuovo rapporto d’amicizia.
E non possiamo accettare una politica massimalista
in campo sociale come l’abbiamo vista nella riforma del welfare
da parte della sinistra radicale. Le riforme sono state accettate
dalla stragrande maggioranza dei lavoratori e dai sindacati. Se
si continua lo stesso in una politica del di più , di più,
di più è chiaro che si contribuisce in modo grave
a logorare il governo. Questo è una politica populista e
non una politica seria che punta sulla crescita e sulla distribuzione
giusta della ricchezza e delle risorse sociali come fa il Partito
democratico.
Il Partito democratico, da come è nato e come
l´abbiamo costruito negli ultimi mesi, fa vedere che la nostra
voglia di iniziare una stagione nuova nella politica italiana non
è fatta solo di belle parole. Con le primarie abbiamo
introdotto un elemento di democrazia finora sconosciuto nella politica
italiana. In questa occasione abbiamo fatto vedere con
oltre 3.500.000 partecipanti che hanno aderito al progetto di questo
nuovo partito quanta energia, quanto entusiasmo abbiamo suscitato
intorno a questo progetto politico. Era un gradissimo esempio di
democrazia di base. Per la prima volta in Italia nasceva un partito
non da una scissione ma da una fusione dei due più importanti
partiti di governo, da due partiti con una storia diversa ma con
l’idea comune di creare un’Italia più moderna,
più prospera, più giusta. È un progetto entusiasmante
e storico.
Abbiamo avuto il coraggio di fare qualcosa di nuovo.
Viste le diverse storie che sono confluite in questo nuovo partito
era chiaro che abbiamo anche avuto delle discussioni non facili.
Io avevo il privilegio, essendo stata membro della commissione per
il Manifesto dei valori, di seguire queste discussioni da vicino.
Soprattutto la discussione sulla laicità
ha fatto tanto clamore sui media. Ma facendo parte della commissione
vi posso assicurare che sui media è arrivato un´immagine
distorta. I media hanno interesse di ingrandire le discussioni e
farne un grande conflitto. La verità è che abbiamo
sì discusso della laicità ma è stata una discussione
pacata, rispettosa, su un alto livello intellettuale. Una discussione
in cui il principio di laicità non è mai stato messo
in discussione: il principio che lo stato è indipendente
dalla chiesa e che lo stato prende le sue decisioni in piena autonomia
rispetto alla chiesa. La Binetti e le sue posizioni ultracattoliche
vengono spesso e volentieri citate nei giornali. Ma in realtà
lei è in una posizione di assoluta minoranza, non è
in grado di dare una sua impronta alla posizione del Pd su questo
argomento. Il Pd, questo è il chiaro risultato del lavoro
della commissione sul Manifesto dei valori, è un partito
fermamente laico e ogni tentativo di mettere questo in discussione
è destinato a fallire miseramente. Come pure, ad esempio
il tentativo della Binetti di inserire un capitolo sulla protezione
della vita ispirato alla posizione del vaticano è stato archiviato
in commissione in due minuti.
Ma anche se la Binetti è stata in estrema
minoranza tutta la discussione sulla laicità ha fatto vedere
la cultura del nostro nuovo partito. Siamo nati per sopportare divergenze
nel nostro interno, risolvendole discutendone e non scappando o
espellendo e costituendo l’ennesimo nuovo partito nato da
una scissione. Abbiamo chiuso con una cultura del centro-sinistra
(e non solo) in cui ognuno che la pensa in modo diverso subita alza
la sua propria bandiera fondando il suo proprio partito. La
cultura del Pd è diversa: Abbiamo la forza di stare insieme,
di rispettarci nelle nostre storie diverse, di discutere
qual è la linea migliore e di batterci poi in-sie-me per
creare un futuro migliore per l’Italia e gli italiani. In
questo processo saremmo molto felici se anche gli amici della Sinistra
democratica ci potessero dare una mano. Olga D’Antona ed alcuni
altri, che hanno fondato Sinistra democratica, sono tornati negli
ultimi giorni nel Pd. Speriamo che facciano da battistrada per altri,
anche qua a Berlino.
Che il Partito democratico abbia la forza di dar
veramente vita ad una stagione nuova nella politica italiana lo
fa vedere anche un´altra cosa. La scelta coraggiosa
di Walter Veltroni di andare da soli alle elezioni ha già
messo in moto una piccola rivoluzione in Italia. Da più di
dieci anni si discuteva invano di una riforma del sistema politico
italiano che riducesse drasticamente il numero dei partiti. La politica
del “io-alzo-la-mia-bandiera-e-faccio-il-mio-partito”
ha portato a 20 partiti nell´attuale parlamento. È
da anni che la gente non ne può più e chiede un cambiamento.
Walter Veltroni è il primo politico ad avere il coraggio
di non parlare solo di questo cambiamento ma di farlo veramente
– con tutti i rischi ma anche con tutte le opportunità
che questo comporta. E in due, tre settimane ha cambiato l’Italia.
Ha già dato una grande prova di leadership, ha dato la prova
che vuole e può dar veramente vita ad una nuova stagione
per la politica italiana.
Noi possiamo essere fieri di far parte di questo
processo. Le prossime settimane di campagna elettorale non saranno
facili. Solo stando insieme, dimenticando vecchie divergenze, solo
facendo nostro lo spirito nuovo che ha fatto nascere il Partito
democratico, solo battendoci uno al fianco dell’altro riusciremo
a vincere. Proprio in Germania negli ultimi anni c’è
stato fra di noi qualche incomprensione diroppo. Dobbiamo trovare
e ritrovare in questa campagna elettorale la capacità di
fare squadra indipendentemente dalle nostre storiepersonali e radici
politiche. Il PD anche in Germania è forte solo se
facciamo nostro lo spirito di unità, lo spirito di far insieme
nonostante tutte le differenze che è lo spirito vero del
Partito democratico. Facciamo vedere che il Partito democratico
è nato anche in Germania. Diamo vita ad una stagione nuova
anche qua. Facciamo vincere il Partito democratico alle elezioni
in aprile, anche in Germania!
|
|