Laura Garavini informa il PD Berlin sull’Assemblea Costituene e l’inizio della campagna elettorale di Walter Veltroni  
  “UN’ITALIA MODERNA SI PUÓ FARE”  
     
  Domenica 24 febbraio 2008  
     
 

Siamo ormai in piena campagna elettorale. Abbiamo già conquistato un importante successo: nella destra di Berlusconi, Fini e Bossi si sta sgretolando la sicurezza che una loro vittoria sia giá una cosa sicura. Questa certezza si sta sgretolando perché hanno sottovalutato due cose: primo l’intelligenza degli italiani che si chiedono perché i nostri concorrenti dovrebbero realizzare alla terza occasione tutto ciò che non hanno fatto le prime due volte, per di più con lo stesso attore, le stesse promesse e quasi la stessa squadra che stanno offrendo agli italiani da più di dieci anni. E secondo hanno sottovaluto alla grande l’entusiasmo e l’energia politica che sta producendo questo nuovo Partito democratico con Walter Veltroni e il suo progretto di una stagione politica in Italia finalmente nuova.

Il weekend scorso abbiamo aperto con Walter Veltroni a Roma la campagna elettorale. Con un grande discorso ha fatto capire a tutti noi dell’assemblea costituente: Si può fare. Si può fare veramente un’Italia nuova, un’Italia moderna.

Dipende adesso da tutti noi far capire all’Italia e anche agli italiani nel mondo che dobbiamo sfruttare questa occasione di iniziare una stagione nuova, con una politica non di interesse personale ma nell’interesse dell’Italia e degli italiani nel mondo, con riforme vere e regole chiare, con un’Italia dinamica che punta sulla ricerca, sulla scuola, sui giovani, sulle nuove tecnologie, sulle donne che possono conciliare lavoro e famiglia, sulla creatività dei nostri lavoratori ed imprenditori, ma anche sulla lotta al precariato che toglie a tantissimi giovani e non più giovani la possibilità di crearsi un futuro. È una stagione nuova che punta su più crescita dell’economia italiana non per far più ricco qualcuno in borsa, ma per far guadagnare di più a tutti, per esempio tagliando l’Irpef e lasciando così più soldi nelle tasche di tutti gli italiani che lavorano e che durante i cinque anni di Berlusconi hanno sempre avuto problemi di arrivare a fine mese. Se lo Stato adesso ha alcuni milliardi a disposizione da dare alle famiglie ed ai lavoratori è solo grazie alla politica seria del governo Prodi.

Questo dobbiamo dirlo ad alta voce e l’abbiamo fatto nell’assemblea a Roma: il governo Prodi ha raggiunto tanto in neanche due anni, ci lascia una bella eredità! Prodi è un grande italiano ha detto Veltroni a Roma e io lo sottoscrivo in pieno. I nostri concorrenti fanno il loro lavoro nella campagna elettorale e cercano di diffamare il lavoro del governo Prodi. Ma i risultati positivi sono davanti agli occhi di tutti. L’Italia è diventata di nuovo un paese serio anche nella politica finanziaria. Abbiamo diminuito il debito pubblico, cioè viviamo un po` meno sulle spese delle prossime generazioni, abbiamo ridotto l’evasione fiscale facendo pagare finalmente tutti, colpendo i furbi e creando così una base finanziaria da cui può partire adesso la nostra politica: meno tasse per famiglie, lavoratori, imprese.

Abbiamo aumentato le pensioni minime, abbiamo fatto una riforma che consente alle giovani coppie di avere figli e non dover lasciare per questo il lavoro, abbiamo fatto una riforma delle pensioni che cancella le ingiustizie dello scalone voluto da Berlusconi e crea un giusto equilibrio fra le giovani e le vecchie generazioni. Abbiamo fatto finalmente sul serio nella lotta contro le mafie. Non si sono mai visti così tanti successi, così tanti boss importanti in manette come negli ultimi mesi. Il vento è cambiato, facciamo che non tiri di nuovo nell’altra direzione. Abbiamo finalmente dato di nuovo serietà alla politica estera dell’Italia. Ci siamo ritirati dall’inferno dell’Iraq, ponendo fine ad una politica voluta dai politici di ieri, da Bush fino a Berlusconi. L’Italia viene presa di nuovo sul serio. La prova è il fatto che l’Italia nel vertice finanziario a Londra è tornata al tavolo con gli altri tre grandi stati d’Europa.

Ma la prova è anche ciò che noi italiani nel mondo viviamo nelle esperienze quotidiane. Non c’è più un primo ministro che con le sue improvvisazioni e le sue gaffe ci mette in imbarazzo. Questo è per noi una piccola spinta in più per le elezioni in aprile. Impegnarci al massimo così che dopo il 14 aprile non dobbiamo spiegare agli increduli tedeschi, svizzeri, belgi, francesi, inglesi ecc. come mai gli italiani si scelgono di nuovo un primo ministro di cui tutto il mondo per cinque anni ha scosso la testa. Impegniamoci al massimo affinché gli italiani nel mondo dicano no ad un ritorno al passato poco felice e dicano invece sí ad una nuova stagione, con un nuovo leader, Walter Veltroni, di cui giustamente si fida la grande maggioranza degli italiani in Italia e nel mondo.

Anche se i successi del governo Prodi sono davanti agli occhi di tutti, i nostri concorrenti cercano di infangare questi successi. La parola chiave da loro spesso usata è Napoli. È vero, la situazione di Napoli è un disastro. Ma come fanno i Berlusconi, i Fini e i Casini ad alzare adesso la voce che il problema a Napoli esiste da 15 anni, che ci sono stati i commissari straordinari del governo Berlusconi che hanno fallito come tutti gli altri. Ma soprattutto come si fa ad alzare la voce dato che le discariche necessiarie e soprattutto gli inceneritori necessari intorno a Napoli sono stati bloccati per anni da sindaci e capipopolo da AN, dall´UDC e da altri gruppi della destra, che sono ancora oggi quelli che lavorano contro il piano del commissario De Gennaro e sono per questo i primi responsabili del fatto che le strade di Napoli non si puliscono.

Ma una bella responsabilità per questa situazione difficile ce l´ha anche la sinistra radicale ed in primo luogo un partito dei verdi e un ministro per l’Ambiente che in Campania per troppi anni hanno creato la loro fortuna politica su un no a termovalorizzatori moderni, su un no ad una politica del buon senso. Napoli forse fa vedere in modo esemplare perché noi del Pd abbiamo deciso di andare da soli. Per far vedere ciò che per esempio i verdi in Germania hanno capito da anni: Che una buona politica per l’ambiente non può dire solo no ma deve dire sì alla raccolta differenziata e anche a termovalorizzatori che trasformano rifiuti in energia preziosa, ma dire per esempio sì anche alla Tav che fa viaggiare più persone in treno e meno in macchina o in aereo.

La decisione di andare da soli è stata una decisione coraggiosa e giusta. È importante che teniamo il dialogo con la sinistra radicale, ma è altrettanto importante far vedere che la nostra politica, il nostro profilo politico è diverso. Noi non pensiamo che sia una buona politica di governo andare in piazza contro il governo di cui si fa parte, come ha fatto la sinistra radicale. Non ci possiamo identificare in manifestazioni in cui vengono bruciate bandiere israeliane e degli Stati uniti. Anzi, pensiamo che con un’America guidata da Barak Obama o Hillary Clinton è possibile creare un nuovo rapporto d’amicizia. E non possiamo accettare una politica massimalista in campo sociale come l’abbiamo vista nella riforma del welfare da parte della sinistra radicale. Le riforme sono state accettate dalla stragrande maggioranza dei lavoratori e dai sindacati. Se si continua lo stesso in una politica del di più , di più, di più è chiaro che si contribuisce in modo grave a logorare il governo. Questo è una politica populista e non una politica seria che punta sulla crescita e sulla distribuzione giusta della ricchezza e delle risorse sociali come fa il Partito democratico.

Il Partito democratico, da come è nato e come l´abbiamo costruito negli ultimi mesi, fa vedere che la nostra voglia di iniziare una stagione nuova nella politica italiana non è fatta solo di belle parole. Con le primarie abbiamo introdotto un elemento di democrazia finora sconosciuto nella politica italiana. In questa occasione abbiamo fatto vedere con oltre 3.500.000 partecipanti che hanno aderito al progetto di questo nuovo partito quanta energia, quanto entusiasmo abbiamo suscitato intorno a questo progetto politico. Era un gradissimo esempio di democrazia di base. Per la prima volta in Italia nasceva un partito non da una scissione ma da una fusione dei due più importanti partiti di governo, da due partiti con una storia diversa ma con l’idea comune di creare un’Italia più moderna, più prospera, più giusta. È un progetto entusiasmante e storico.

Abbiamo avuto il coraggio di fare qualcosa di nuovo. Viste le diverse storie che sono confluite in questo nuovo partito era chiaro che abbiamo anche avuto delle discussioni non facili. Io avevo il privilegio, essendo stata membro della commissione per il Manifesto dei valori, di seguire queste discussioni da vicino. Soprattutto la discussione sulla laicità ha fatto tanto clamore sui media. Ma facendo parte della commissione vi posso assicurare che sui media è arrivato un´immagine distorta. I media hanno interesse di ingrandire le discussioni e farne un grande conflitto. La verità è che abbiamo sì discusso della laicità ma è stata una discussione pacata, rispettosa, su un alto livello intellettuale. Una discussione in cui il principio di laicità non è mai stato messo in discussione: il principio che lo stato è indipendente dalla chiesa e che lo stato prende le sue decisioni in piena autonomia rispetto alla chiesa. La Binetti e le sue posizioni ultracattoliche vengono spesso e volentieri citate nei giornali. Ma in realtà lei è in una posizione di assoluta minoranza, non è in grado di dare una sua impronta alla posizione del Pd su questo argomento. Il Pd, questo è il chiaro risultato del lavoro della commissione sul Manifesto dei valori, è un partito fermamente laico e ogni tentativo di mettere questo in discussione è destinato a fallire miseramente. Come pure, ad esempio il tentativo della Binetti di inserire un capitolo sulla protezione della vita ispirato alla posizione del vaticano è stato archiviato in commissione in due minuti.

Ma anche se la Binetti è stata in estrema minoranza tutta la discussione sulla laicità ha fatto vedere la cultura del nostro nuovo partito. Siamo nati per sopportare divergenze nel nostro interno, risolvendole discutendone e non scappando o espellendo e costituendo l’ennesimo nuovo partito nato da una scissione. Abbiamo chiuso con una cultura del centro-sinistra (e non solo) in cui ognuno che la pensa in modo diverso subita alza la sua propria bandiera fondando il suo proprio partito. La cultura del Pd è diversa: Abbiamo la forza di stare insieme, di rispettarci nelle nostre storie diverse, di discutere qual è la linea migliore e di batterci poi in-sie-me per creare un futuro migliore per l’Italia e gli italiani. In questo processo saremmo molto felici se anche gli amici della Sinistra democratica ci potessero dare una mano. Olga D’Antona ed alcuni altri, che hanno fondato Sinistra democratica, sono tornati negli ultimi giorni nel Pd. Speriamo che facciano da battistrada per altri, anche qua a Berlino.

Che il Partito democratico abbia la forza di dar veramente vita ad una stagione nuova nella politica italiana lo fa vedere anche un´altra cosa. La scelta coraggiosa di Walter Veltroni di andare da soli alle elezioni ha già messo in moto una piccola rivoluzione in Italia. Da più di dieci anni si discuteva invano di una riforma del sistema politico italiano che riducesse drasticamente il numero dei partiti. La politica del “io-alzo-la-mia-bandiera-e-faccio-il-mio-partito” ha portato a 20 partiti nell´attuale parlamento. È da anni che la gente non ne può più e chiede un cambiamento. Walter Veltroni è il primo politico ad avere il coraggio di non parlare solo di questo cambiamento ma di farlo veramente – con tutti i rischi ma anche con tutte le opportunità che questo comporta. E in due, tre settimane ha cambiato l’Italia. Ha già dato una grande prova di leadership, ha dato la prova che vuole e può dar veramente vita ad una nuova stagione per la politica italiana.

Noi possiamo essere fieri di far parte di questo processo. Le prossime settimane di campagna elettorale non saranno facili. Solo stando insieme, dimenticando vecchie divergenze, solo facendo nostro lo spirito nuovo che ha fatto nascere il Partito democratico, solo battendoci uno al fianco dell’altro riusciremo a vincere. Proprio in Germania negli ultimi anni c’è stato fra di noi qualche incomprensione diroppo. Dobbiamo trovare e ritrovare in questa campagna elettorale la capacità di fare squadra indipendentemente dalle nostre storiepersonali e radici politiche. Il PD anche in Germania è forte solo se facciamo nostro lo spirito di unità, lo spirito di far insieme nonostante tutte le differenze che è lo spirito vero del Partito democratico. Facciamo vedere che il Partito democratico è nato anche in Germania. Diamo vita ad una stagione nuova anche qua. Facciamo vincere il Partito democratico alle elezioni in aprile, anche in Germania!

 

 
 

 
 
Laura Garavini info@garavini.de www.garavini.de www.garavini.eu