Discorso di Laura Garavini alla fondazione del PD Berlin  
  “GLI ALTRI SI SENTONO GIÀ VINCITORI. SI SBAGLIANO DI GROSSO”  
     
  Domenica 21 gennaio 2008  
     
  Sono contenta che oggi qua siamo in così tanti. Ne sono contenta perché diamo la risposta giusta a ciò che succede in questi giorni a Roma. Hanno fatto cadere un governo che stava mettendo in piedi l’Italia. Hanno fatto cadere un governo che dava speranza a milioni di italiani, in Italia e nel mondo. Che siamo oggi qua, è un bellissimo segnale. È il segnale che non ci arrendiamo, che non diamo a quelli che hanno fatto cadere questo nostro governo la soddisfazione di arrendersi, ma che siamo qua per far vedere anche nella nostra realtà italiana a Berlino che la rabbia e frustrazione si trasforma in rabbia e energia – che siamo qua per dire che non ci facciamo calpestare il nostro futuro, il nostro progetto politico dai voltagabbana di turno, dai vari Mastella, Dini, Fisichella, Turigliatto e company.

Hanno fatto fuori il governo per un preciso motivo: Avevano paura del referendum che avrebbe abolito i partiti piccoli, e adesso non vogliono neanche un governo di transizione perché cosí evitano il referendum. Per puro egoismo di bottega o ambizioni personali (nel caso di Dini) hanno fatto fuori un governo che ha fatto pagare la tasse a quelli che per decenni le evadevano, che ha risanato i conti dello stato, che ha dato di nuovo una faccia credibile all’Italia nel mondo, che ha aumentato le pensioni minime e realizzato una politica contro il precariato, un governo che ha combattuto la mafia con un successo come nessun altro governo prima. Un governo che sì ha chiesto anche dei sacrifici – ma dei sacrifici che erano necessari per mettere il paese a posto – e che stava per dare i soldi incassati dagli evasori, ai lavoratori, alle famiglie e ai bisognosi.

Prodi secondo me ha fatto benissimo a non risolvere il problema della crisi – come si fa di solito in Italia – trattando lungo i corridi, ma andando a viso aperto in aula. Sappiamo adesso nome e cognome dei risponsabili della crisi che non hanno soltanto tradito un programma di coalizione. Hanno tradito i sogni e le speranze di milioni di italiani.

Penso che questa crisi ci colpisce in un momento molto difficile. Siamo un pó come un esercito in fase di costruzione che lo stesso già domani probabilmente dovrá andare a combattere. È difficile ma non è impossibile. Conto sulla grandissima energia e voglia di fare che ho visto intorno alle primarie. Conto su ogni singolo di noi che dice: non mi faccio rubare le mie speranze politiche dai Mastella e Dini e Turigliatto di turno. Conto su ognuno di noi che non vuole che consegnamo di nuovo l’Italia nelle mani di Berlusconi, Fini, Bossi, Calderoli, della Mussolini e Storace. Il PD è nato proprio per evitare che loro tornassero a comandare in Italia.

Temo che ormai prossime elezioni siano inevitabili – o in aprile o prima dell’estate si vota. Ed è vero che adesso siamo indietro a Berlusoni e al centro-destra di quasi dieci punti. E ci spaventa? No, non ci spaventa affatto! Anche Berlusconi due anni fa era indietro di dieci punti quando ha cominciato la campagna elettorale. E alla fine eravamo quasi pari. Va bene, non abbiamo tre reti televisive, non abbiamo un capo che è milionario. Ma abbiamo qualcosa che Berlusconi si sogna. Abbiamo l´energia e l’enturisiamo di centinaia di migliaia di donne e uomini che hanno voglia di tirar fuori le unghie. E le tireremo fuori nella campagna elettorale che verrà.

Sono sicura che la gente capirà. Capirà e sta già capendo che solo noi facciamo una politica sincera, onesta, pacata, una politica per la gente, che non raccontiamo favole, che chiediamo anche sacrifici, ma che alla fine siamo noi che creiamo un’Italia più prospera, più giusta, più sociale. La gente capirà che noi ci impegnamo per il bene del paese e non per gli affari personali come altri.

Veltroni è stato criticato per il suo annuncio che il PD correrà da solo. Secondo me è stato criticato ingiustamente. E si vede proprio in questa situazione. Si vede che il PD é un partito che non nasce dalla frammentazione ma finalmente da una aggregazione, è la risposta giusta ad una sbagliata politica di partito finora diffusa in Italia che guarda sempre e dappertutto al proprio vantaggio di bottega. Il PD è la risposta necessaria a una frammentazione che – come vediamo in questi giorni – continua a far dei danni. Penso che dipenderà tanto con quale sistema andiamo a votare se andiamo veramente da soli o no. Ma io personalmente non ho paura di andare da soli.

Penso che dobbiamo sempre tenere il dialogo sia con la sinistra radicale che anche con i socialisti.Fanno parte della nostra famiglia politica. Ma ci sono delle differenze. Noi non pensiamo che sia più bravo quello che chiede sempre di più. Noi non pensiamo che bruciare bandiere americane sia un buon metodo di fare politica estera. Non pensiamo che andare ad organizzare della manifes¬tazioni contro il governo sia un buon metodo di governare. Non pensiamo che sia un metodo sensato di politica sociale di perdere un referendum dei lavoratori e due giorni dopo far pressione per cambiare il protocollo appena accettato dai lavoratori – tutto questo lanciando l’ennesima minaccia per il futuro del governo. Non pensiamo che sia una politica del buon senso dire di no ai termovalizzatori sempre e dovunque. Perché anche questo fa parte della caduta di questo governo. È vero che Mastella e Dini sono stati gli assassini. Ma prima ci sono stati i Giordano, i Diliberto, i Pecoraro Scanio che hanno logorato questo governo,hanno messo il governo a terra, aprendo così la strada al colpo finale dei voltagabbana di centro.

Noi del PD siamo stati invece dall’inizio alla fine LA garanzia e l’asse portanti di questo governo. I buon risultati conquistati da questo governo sono risultati raggiunti soprattutto grazie a noi. . E proprio così come forza di governo forte, sociale, di buon senso ci presentiamo agli elettori. E sono convinta, se spargiamo questo messaggio sicuro di noi, dei nostri successi e dei nostri progetti possiamo convincere la gente a darci di nuovo la loro fiducia. Ma se tutti ci crediamo, se tutti ci impegnamo per questo, sono sicura che ce la possiamo fare. Per il bene di tutti noi, per il bene dell’Italia, per il bene degli italiani nel mondo.

 

 
 

 
 
Laura Garavini info@garavini.de www.garavini.de www.garavini.eu