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Sono contenta che oggi qua siamo in così
tanti. Ne sono contenta perché diamo la risposta giusta a ciò
che succede in questi giorni a Roma. Hanno fatto cadere un governo
che stava mettendo in piedi l’Italia. Hanno
fatto cadere un governo che dava speranza a milioni di italiani, in
Italia e nel mondo. Che siamo oggi qua, è un
bellissimo segnale. È il segnale che non ci arrendiamo, che
non diamo a quelli che hanno fatto cadere questo nostro governo la
soddisfazione di arrendersi, ma che siamo qua per far vedere anche
nella nostra realtà italiana a Berlino che la rabbia e frustrazione
si trasforma in rabbia e energia – che siamo qua per dire che
non ci facciamo calpestare il nostro futuro, il nostro progetto politico
dai voltagabbana di turno, dai vari Mastella, Dini, Fisichella, Turigliatto
e company. Hanno fatto fuori il governo per
un preciso motivo: Avevano paura del referendum che avrebbe abolito
i partiti piccoli, e adesso non vogliono neanche un governo di transizione
perché cosí evitano il referendum. Per puro egoismo
di bottega o ambizioni personali (nel caso di Dini) hanno fatto
fuori un governo che ha fatto pagare la tasse a quelli che per decenni
le evadevano, che ha risanato i conti dello stato,
che ha dato di nuovo una faccia credibile all’Italia nel mondo,
che ha aumentato le pensioni minime e realizzato una politica contro
il precariato, un governo che ha combattuto la mafia con un successo
come nessun altro governo prima. Un governo che sì ha chiesto
anche dei sacrifici – ma dei sacrifici che erano necessari
per mettere il paese a posto – e che stava per dare i soldi
incassati dagli evasori, ai lavoratori, alle famiglie e ai bisognosi.
Prodi secondo me ha fatto benissimo a non risolvere
il problema della crisi – come si fa di solito in Italia –
trattando lungo i corridi, ma andando a viso aperto in aula. Sappiamo
adesso nome e cognome dei risponsabili della crisi che non hanno
soltanto tradito un programma di coalizione. Hanno
tradito i sogni e le speranze di milioni di italiani.
Penso che questa crisi ci colpisce in un momento
molto difficile. Siamo un pó come un esercito in fase di
costruzione che lo stesso già domani probabilmente dovrá
andare a combattere. È difficile ma non è impossibile.
Conto sulla grandissima energia e
voglia di fare che ho visto intorno alle primarie.
Conto su ogni singolo di noi che dice: non mi faccio rubare le mie
speranze politiche dai Mastella e Dini e Turigliatto di turno. Conto
su ognuno di noi che non vuole che consegnamo di nuovo l’Italia
nelle mani di Berlusconi, Fini, Bossi, Calderoli, della Mussolini
e Storace. Il PD è nato proprio per evitare che loro tornassero
a comandare in Italia.
Temo che ormai prossime elezioni siano inevitabili
– o in aprile o prima dell’estate si vota. Ed è
vero che adesso siamo indietro a Berlusoni e al centro-destra di
quasi dieci punti. E ci spaventa? No, non ci spaventa affatto! Anche
Berlusconi due anni fa era indietro di dieci punti quando ha cominciato
la campagna elettorale. E alla fine eravamo quasi pari. Va bene,
non abbiamo tre reti televisive, non abbiamo un capo che è
milionario. Ma abbiamo qualcosa che Berlusconi si sogna. Abbiamo
l´energia e l’enturisiamo di centinaia di migliaia di
donne e uomini che hanno voglia di tirar fuori le
unghie. E le tireremo fuori nella campagna elettorale che verrà.
Sono sicura che la gente capirà. Capirà
e sta già capendo che solo noi facciamo una politica sincera,
onesta, pacata, una politica per la gente, che non raccontiamo favole,
che chiediamo anche sacrifici, ma che alla fine siamo noi che creiamo
un’Italia più prospera, più giusta, più
sociale. La gente capirà che noi ci impegnamo
per il bene del paese e non per gli affari personali come altri.
Veltroni è stato criticato per il suo annuncio
che il PD correrà da solo. Secondo me è stato criticato
ingiustamente. E si vede proprio in questa situazione. Si vede che
il PD é un partito che non nasce dalla frammentazione ma
finalmente da una aggregazione, è la risposta giusta ad una
sbagliata politica di partito finora diffusa in Italia che guarda
sempre e dappertutto al proprio vantaggio di bottega. Il
PD è la risposta necessaria a una frammentazione che –
come vediamo in questi giorni – continua a far dei danni.
Penso che dipenderà tanto con quale sistema andiamo a votare
se andiamo veramente da soli o no. Ma io personalmente non ho paura
di andare da soli.
Penso che dobbiamo sempre tenere il dialogo sia con
la sinistra radicale
che anche con i socialisti.Fanno parte della nostra famiglia politica.
Ma ci sono delle differenze. Noi non pensiamo che sia più
bravo quello che chiede sempre di più. Noi non pensiamo che
bruciare bandiere americane sia un buon metodo di fare politica
estera. Non pensiamo che andare ad
organizzare della manifes¬tazioni contro il governo sia un buon
metodo di governare. Non pensiamo che sia un metodo
sensato di politica sociale di perdere un referendum dei lavoratori
e due giorni dopo far pressione per cambiare il protocollo appena
accettato dai lavoratori – tutto questo lanciando l’ennesima
minaccia per il futuro del governo. Non pensiamo che sia una politica
del buon senso dire di no ai termovalizzatori sempre e dovunque.
Perché anche questo fa parte della caduta di questo governo.
È vero che Mastella e Dini sono stati gli assassini. Ma prima
ci sono stati i Giordano, i Diliberto,
i Pecoraro Scanio che hanno logorato questo governo,hanno
messo il governo a terra, aprendo così la strada al colpo
finale dei voltagabbana di centro.
Noi del PD siamo stati invece dall’inizio alla
fine LA garanzia e l’asse portanti di questo governo. I
buon risultati conquistati da questo governo sono risultati raggiunti
soprattutto grazie a noi. . E proprio così come
forza di governo forte, sociale, di buon senso ci presentiamo agli
elettori. E sono convinta, se spargiamo questo messaggio sicuro
di noi, dei nostri successi e dei nostri progetti possiamo convincere
la gente a darci di nuovo la loro fiducia. Ma se tutti ci crediamo,
se tutti ci impegnamo per questo, sono sicura che ce la
possiamo fare. Per il bene di tutti noi, per il bene dell’Italia,
per il bene degli italiani nel mondo.
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