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Mi rendo conto che le priorità dell’agenda
del PD sono varie, importanti e complesse.
Ciò nonostante vorrei brevemente attirare l´attenzione
sulla questione PD nel mondo, ma non nel senso ‘Ah sì
gli italiani all´estero, poveretti’, quanto piuttosto
per cercare di ricordare come gli italiani nel mondo siano
importanti per questo partito, e quanto sia urgente inserire
tra le prioritá del partito anche l´organizzazione
del PD all’estero.
L’anno scorso, alle politiche, gli italiani nel mondo hanno
avuto un ruolo determinante nel cambiare l’Italia. È
grazie agli italiani nel mondo che ci è riuscito
di sconfiggere Berlusconi, di vincere e di diventare forza
di Governo. È grazie agli italiani nel mondo che
siamo qua oggi non come povero partito di opposizione ma stiamo
creando il più grande partito di Governo.
Con le primarie gli italiani nel mondo hanno contribuito in tutte
le parti della terra con entusiasmo e passione alla nascita del
nostro nuovo partito. E questo perché ci crediamo molto,
così come ci credono milioni e milioni di donne e di uomini
in Italia.
Ad oggi però in tutti i ragionamenti relativi all’
organizzazione del nuovo partito non si è ancora parlato
degli italiani all´estero e la mia richiesta è che
si inizi a farlo.
In giro per il mondo la nostra gente sta iniziando a fondare circoli
o forum del Partito Democratico. Questo è un bellissimo segno
di vivacità. Vogliamo un PD che spalanchi le porte,
accolga nuova gente e dia loro la possibilità di
far crescere il nostro nuovo partito con le proprio idee, la propria
storia, le proprie esperienze.
Ma questa nuova forza dal basso fra gli italiani nel mondo non deve
rimanere ai margini del partito. Il PD cresce meglio se diamo la
possibilità sin da subito anche agli italiani nel mondo di
far confluire le proprie idee e i propri talenti nel processo organizzativo
di tutto il partito. E cresciamo bene solo se questo processo è
trasparente ed aperto.
È necessario valorizzare la grande voglia di fare
fra gli italiani nel mondo, offrendo loro la possibilità
di contribuire alla creazione del partito su tutti i livelli anche
in questa fase transitoria. Per questo c’è bisogno
di alcuni paletti organizzativi anche provvisori che finora non
esistono.
In Italia, nelle Regioni, sono stati eletti con le primarie i segretari
regionali. Fra gli italiani nelle circoscrizioni nel mondo non c’è
stata una elezione analoga. In Italia si sono definite le regole
sia pur provvisorie per l’individuazione dei coordinatori
provinciali e comunali. All’estero invece no.
È ora di definire regole chiare e trasparenti,
anche per l’estero, per questa fase transitoria del PD.
Ci sono primi contatti per affiancare al gruppo ristretto di redazione
dello Statuto un gruppo di rappresentanti degli italiani nel mondo
per dare delle regole organizzative anche al Partito Democratico
all’estero. È importante che questo contatto avvenga
effettivamente e che lo Statuto preveda a tutti gli effetti
il coinvolgimento degli italiani all’estero nell’organizzazione
del PD.
È importante che queste regole - anche per la fase transitoria
- vengano create nel dialogo con tutte le realtá degli italiani
nel mondo che vogliono aiutare a far crescere un grande Partito
Democratico anche all’estero. Devono essere regole che danno
la possibilità a noi italiani nel mondo di scegliere democraticamente
e in autonomia i nostri coordinatori e le nostre coordinatrici su
tutti i livelli. Devono essere regole che danno ai nostri coordinatori
scelti anche la possibilità di far parte degli organi dirigenti
così com’è per i coordinatori regionali dall’Italia.
Chiedo che oggi parta dal Coordinamento Nazionale un chiaro
segnale affinché nel processo di fondazione del PD si dia
finalmente attenzione anche agli italiani nel mondo e si
acceleri il processo di organizzazione del Partito anche all’estero
con una opportuna dotazione di risorse.
Noi italiani nel mondo non vogliamo venire chiamati all’appello
soltanto al momento del voto. Vogliamo venire presi in considerazione
sempre, non ad intermittenza. E vogliamo fare parte del
nuovo partito, alla pari e con tutti i diritti ed oneri.
Vogliamo mettere la nostra passione, le nostre idee, i nostri talenti
al servizio di questo nuovo partito. Vogliamo far parte del cuore
del Partito Democratico. Non deve essere un’eccezione che
uno o una di noi italiani nel mondo faccia parte della squadra che
guida questo partito. Anzi, vogliamo che diventi una regola. Vogliamo
che nel Partito Democratico i nostri rappresantanti siano presenti
in tutti gli organi che contano.
Il tutto non per un’azione di carità nei confronti
dei “poveri italiani all’estero” ma perché
gli italiani nel mondo sono una parte importante di questo
partito e perché questo partito può vincere
solo se prende sul serio gli italiani nel mondo.
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