Presidenza della Commissione Antimafia
Intervento programmatico
On. Laura Garavini, Capogruppo PD
Roma, 9 dicembre 2008
Grazie presidente, a nome del mio gruppo vorrei esprimere apprezzamento per la sua scelta di aprire i lavori con una introduzione al dibattito e non con una relazione programmatica, sin dagli inizi giá definita e conclusa. Ci sembra proficuo un approccio che tenda a coinvolgere tutte le forze politiche, in particolare anche quelle dell´opposizione, tendente a portare avanti un lavoro condiviso, capace di perseguire successi concreti nella lotta alla criminalità organizzata.
Per noi del Pd l´obiettivo principale è quello di garantire una commissione di estremo rigore.
Una commissione che non sia e non diventi soltanto un palliativo per assegnare incarichi di lustro ai vari componenti, ma che sia strumento agile ed efficace nella lotta contro le mafie. Una commissione che non sia soltanto impegnata nel redigere quintali di carta in rapporti, relazioni e scritti, ma che sia nei fatti al fianco di chi quotidianamente, sul campo, vive il pericolo delle infiltrazioni mafiose e ha il coraggio di agire contro. Vogliamo una commissione che non effettua soltanto teoria dell´antimafia. Vogliamo invece diventare una commissione che, al contrario, con gli strumenti a nostra disposizione, siano essi indagini, missioni, audizioni o proposte legislative, incalza, indirizza, affronta le emergenze ed è essa stessa operante in prima linea per l´ottenimento di successi concreti contro le mafie.
Noi del PD riteniamo che la lotta alla criminalità organizzata debba essere una delle priorità assolute del Governo del nostro paese. Una priorità che deve coinvolgere, per grandi linee, almeno tre ambiti di intervento:
Una repressione efficace, che fornisca alle forze dell´ordine e ai magistrati gli strumenti di cui hanno bisogno per colpire le mafie,
lo sviluppo delle aree piú degradate del Sud Italia e il risveglio di una lotta culturale alla criminalità,
l´internazionalizzazione della lotta antimafia.
Innanzitutto bisogna potenziare la linea dura contro la criminalitá organizzata. E´ necessario un rafforzamento sia in termini quantitativi che qualitativi delle forze dell´ordine preposte alla individuazione e all´arresto di esponenti mafiosi. Siamo convinti che sia necessario puntare di più sul fronte delle indagini, investendo maggiormente sul personale, sui mezzi a disposizione e sulla formazione. Occorrono strumenti di analisi moderni e personale specializzato, che possa costantemente usufruire di corsi di riqualificazione ed aggiornamento. Viste le dimensioni dei fenomeni criminali presenti nel nostro paese, non è ipotizzabile un ridimensionamento delle misure di lotta repressiva finora adottate. Guardiamo con estrema preoccupazione ai tagli previsti in finanziaria sui capitoli destinati alle forze dell´ordine. Il nostro timore è che questi tagli, ben lungi dall´essere una semplice razionalizzazione dei costi, vadano invece a compromettere seriamente l´operatività delle forze anticrimine e quindi i loro risultati nella lotta alle mafie. Spronati da questa preoccupazione proponiamo alla commissione la realizzazione di un´indagine conoscitiva finalizzata a sondare l´impatto dei tagli sulle funzioni di lotta alla criminalità organizzata.
E però repressione da sola non basta. Non è ipotizzabile pensare di sconfiggere le mafie fino a quando queste ultime continueranno a presentarsi come gli unici “ammortizzatori sociali” presenti in ampie aree del nostro paese; come quelli che offrono posti di lavoro, entrate, reddito e “ordine” sul territorio, per quanto intrisi di sangue.
Per noi del Pd lotta alle mafie significa anche lotta alla povertà, lotta al degrado economico, sociale, ambientale del nostro mezzogiorno. Lotta alle mafie significa riportare nell´agenda del nostro paese la questione meridionale: promuovere il rilancio del nostro sud, creare opportunità di lavoro, di reddito, di benessere; recuperare l´ambiente, il valore paesaggistico del territorio. E significa pure essere al fianco dell`impegno civile di tutti coloro che hanno il coraggio di dire no e di opporsi alle pressioni malavitose; significa essere al loro fianco e spingere la società civile a fare altrettanto, perché solo attraverso un impegno congiunto di forze dell´ordine, magistratura, politica e semplici cittadini sarà finalmente possibile sconfiggere la criminalità organizzata.
Come commissione antimafia possiamo fare tanto in questo senso.
Attraverso le audizioni, attraverso proposte legislative possiamo essere determinanti per un nuovo approccio nella lotta alla criminalità organizzata non rivolta soltanto alla repressione ma anche alla creazione di tutte quelle condizioni economico sociali che strappino alla malavita l´humus su cui le mafie fondano le proprie fortune criminali.
E poi crediamo che sia fondamentale approntare una lotta alla criminalità che tenga conto delle caratteristiche attuali delle presenze mafiose e delle ramificazioni a livello internazionale. Mafie che sono ormai diventate delle vere e proprie holding internazionali del crimine e che pertanto necessitano di strumenti di avversione al passo con i tempi. Ecco che è necessario innanzitutto che l´Italia ratifichi e dia attuazione ad una serie di delibere comunitarie e convenzioni internazionali in materia di lotta alla criminalità organizzata (ad esempio attraverso l´istituzione di squadre investigative comuni o interventi contro la corruzione). Inoltre ci auguriamo che l´Italia svolga un ruolo trainante nell´armonizzazione a livello europeo ed internazionale della legislazione antimafia e che vengano predisposti tutti i passi necessari volti a rendere più efficace ed operativa la cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità organizzata.
Ma come possiamo far sì che la commissione antimafia ottenga più risultati concreti nella lotta alle mafie rispetto al passato?
Innanzitutto potenziamo la nostra capacità di incidere a livello legislativo su tutte le materie che hanno a che vedere con la lotta alla criminalità organizzata e con la sicurezza del nostro paese, a partire dalle proposte più urgenti, giá attualmente all´esame del Parlamento. E qui riprendo una richiesta che avevo già avanzato nel corso della nostra prima riunione di commissione: entriamo subito nel merito della discussione. Occupiamoci dell´attualità. Non lasciamoci distrarre da obblighi formali, da audizioni rituali. Attualmente è fermo al Senato il pacchetto sicurezza. Portiamolo all´esame del nostro dibattito di Commissione, subito, prima ancora di passare alle varie audizioni. Le audizioni avverranno in seguito, senza fretta, dando priorità al procuratore nazionale antimafia e poi proseguendo con gli altri interlocutori su cui ci siamo trovati d´accordo. Intanto peró inseriamoci nel dibattito parlamentare a tutti gli effetti, diventiamone protagonisti. Rendiamoci autori di proposte emendative e di ordini del giorno condivisi, forti, in qualità di commissione antimafia. Così facendo potremo contribuire in modo sostanziale a definire le strategie di sicurezza del nostro paese.
In secondo luogo, non disperdiamo il lavoro fin qui fatto unitariamente dalla Commissione antimafia. Non ricominciamo da zero ad ogni legislatura. Capitalizziamo quanto già prodotto in modo bipartisan. Nella precedente legislatura attraverso relazioni unitarie di maggioranza e opposizione si è arrivati a valutazioni condivise in diversi ambiti: in materia di beni confiscati, in materia di requisiti necessari per candidarsi alle amministative e in materia di testimoni di giustizia . Ripartiamo da lí. Riprendiamo in mano i documenti già prodotti, le proposte avanzate all´unisono. Verifichiamo attraverso il dibattito al nostro interno la possibilità che la commissione si renda artefice di proposte legislative chiare, condivise, su alcuni nodi strategici e cioè su:
a) mafia ed economia
b) mafia e politica
c) mafia e territorio
Infine rendiamo la commissione uno strumento agile, mobile. Non lasciamo che diventi una istituzione burocratica monolitica, che va in missione raramente, nella sua interezza, ed in modo impacciato. Costruiamo invece delle mini missioni di 3/5 consiglieri, capaci di muoversi in relazione a determinate tematiche in modo produttivo e proficuo, sui territori nazionali ed internazionali. Missioni quindi volte a raggiungere risultati concreti: da un lato sostenendo chi sul territorio è esposto a rischi quotidiani, dall´altro prendendo posizioni di indirizzo e di indagine nella lotta alla criminalità organizzata.
Gentile Presidente, e mi avvio alla conclusione, noi del Pd abbiamo salutato positivamente la Sua nomina perché siamo certi che la Sua professionalità e la Sua serietà siano la migliore premessa per un lavoro costruttivo ed efficace nella lotta alla criminalità organizzata.
Per noi le parole chiave sono:
rafforzare e non indebolire le forze dell´ordine
rafforzare e non lasciare soli coloro che si oppongono alla criminalità organizzata
rafforzare e non disattendere le collaborazioni internazionali nella lotta alle mafie
combattere l´humus su cui proliferano le mafie.
A noi preme che questa commissione si distingua per fatti e risultati concreti. Ci auguriamo che anche lei condivida le nostre finalitá e che queste diventino le prioritá di tutta la commissione. In questo senso esprimiamo a Lei e a noi tutti i migliori auguri di buon lavoro.
Roma, 9 dicembre 2008 |