Intervento di Laura Garavini alla Direzione Nazionale del PD  
  “PUNTIAMO SUL TERRITORIO E SULLA PARTECIPAZIONE DIRETTA”  
     
 

Apprezzo molto l´intervento d´apertura di Veltroni. Ha offerto tutta una serie di riflessioni importanti per affrontare l´attuale crisi. Adesso è necessario che tutti lavoriamo compatti affinchè questi spunti diventino realtà, sui territori, con il coinvolgimento delle tante donne e uomini che si identificano nel Partito Democratico.

Il fatto che oggi siamo qua, a discutere, in modo aperto e pacato è un segno di forza. Perché dimostra il nostro modo di fare politica, il nostro modo di affrontare e risolvere la crisi in cui ci troviamo. Non è una cultura politica in cui le decisioni vengono prese da pochissimi, magari a cena a casa del leader. Al contrario maturano in un grande dibattito fra tutte le anime di questo partito. Con questa giornata di discussione, stiamo dando una grande prova di democrazia, di confronto democratico; una prova che gli altri partiti parlamentari non si immaginano neppure e di questo possiamo essere fieri. E spero che da questa discussione, alla fine emerga la forza che ci permette uno scatto di reni in avanti: proprio ciò di cui il Pd ha bisogno.

Lasciatemi esporre qualche punto di analisi e qualche proposta.

È innegabile che con il Pd non abbiamo soddisfatto le aspettative che avevamo creato e per questo il nostro popolo ci sta punendo. La situazione in cui siamo adesso sembra lontana anni luce dall’euforia delle primarie, dalla fondazione di questo partito anche se in realtà è passato solo poco più di un anno.

In che cosa abbiamo deluso la nostra gente?

Agli occhi di tanti, dato i casi degli ultimi giorni, abbiamo deluso l’aspettativa di essere un partito diverso, più pulito, non inquinato dai vizi della sporca politica italiana. Mi trovo pienamente d’accordo con Veltroni quando dice che nel Pd non c’è spazio per i disonesti. Abbiamo fiducia nella magistratura, lasciamola serenamente lavorare per trovare la verità in tempi rapidi. E prendiamo questi casi come spunto per guardarci allo specchio chiedendoci come possiamo garantire, dal quartiere di periferia fino al nazionale, comportamenti morali consoni a ciò che i nostri elettori si aspettano giustamente da noi. Ma dico anche: nonostante i casi che adesso fanno clamore, il Pd rimane innanzittutto un partito di gente per bene! Voler fare un grande processo alla morale di questo partito e alle centinaia di persone oneste e impegnate sarebbe ridicolo e completamente fuori luogo.

E non vorrei che parlando di Napoli e Pescara perdessimo di vista una delusione forse ancora più grande, data ai nostri elettori. Il Pd è nato come grande progetto di unità del centro sinistra, progetto sognato da parecchi, da tanto tempo. Un´unità che doveva marcare l´inizio di una nuova fase politica, un cambio epocale per l’Italia e per il centrosinistra. Ma il nostro popolo, cosa vedeva negli ultimi mesi? Un partito con addirittura più contrasti, più spaccature, più liti rispetto ai tempi dei Ds e della Margherita. Anche fra di noi ho l’impressione che le distanze politiche in questo anno siano aumentate e non diminuite. E la gente nel paese se ne accorge ed è giustamente molto delusa. Rimprovera a tutti noi, che siamo in qualche modo il ceto dirigente, di aver tradito il sogno di un grande partito unito e riformista che potrebbe cambiare l´Italia in meglio.

Risolvere questo problema sta a noi. Il primo passo sarebbe essere meno autoreferenziali. Invece di curare le nostre vanità politiche quotidiane a Roma, riprendiamo il filo con il nostro popolo. Perché noi abbiamo una base sul territorio. Non siamo solo tv e media, come gli altri, da Berlusconi a Di Pietro. Il nostro popolo esiste nella vita reale. Puntiamo su questo, curiamo la base e il territorio! Non con eventi mediatici e simbolici, ma con umiltà e diligenza. Internet e media sono importanti, ma si vince e si convince la gente con il contatto diretto. Per questo dico: facciamo meno discussioni, meno seminari, meno avvenimenti a Roma per avere qualche riga su Europa, sull’Unità o su Repubblica. Questa autoreferenzialità non paga. Buttiamoci con forza nella vita vera perché questo in teoria è la nostra forza. E sono convinta che sia proprio questo il Pd che la gente vuole.

Un´altra delusione che stiamo procurando al nostro popolo: abbiamo il vizio di osannare un´idea in modo euforico per lasciarla cadere al primo problema che incontriamo. Vedo che stiamo facendo la stessa cosa con la nostra promessa di democrazia diretta, con il nuovo modo di scegliere i nostri dirigenti promesso dal Pd. E secondo me sbagliamo. Sbaglieremmo a lasciar cadere questo grande concetto di apertura e democrazia. Dobbiamo essere il partito Democratico con la D maiscola. Il Pd alla sua nascita ha avuto nel suo dna la democrazia diretta, la possibilità di partecipare – ed è questa la grande novità e la grande forza del Pd, la novità che ci distingue nettamente dai vari Berlusconi, Bossi e Di Pietro. Certo, ci sono delle difficoltà e vanno anche trovati dei meccanismi per dare alle assemblee, dai comuni fino al livello nazionale, la possibilità di scegliere. Ma la democrazia diretta rimane un’idea fondante del Pd, da non buttare alle ortiche quando si verificano le prime difficoltà.

Infine ci dobbiamo sempre ricordare che dobbiamo essere un partito riformista con la R maiuscola. Ma, e questo è importante, riformista non vuol dire essere morbido, soprattutto se si ha di fronte una destra con non ha eguali in Europa. Il fatto che in questo non siamo sempre stati chiari probabilmente ha aperto un varco a Di Pietro che sarebbe stato meglio lasciare chiuso. Ma attenzione: ciò che sto dicendo non è una critica rivolta a una persona. E´ rivolto a tutti noi, ceto dirigente di questo partito, perchè tutti noi insieme abbiamo la responsabilità del modo di fare opposizione e di come questo modo viene recepito. E non intendo copiare Di Pietro o Diliberto. Guai, grandi guai a farlo! Credo però che un po’ più di sana cattiveria politica (che contraddistingue da sempre anche le opposizioni in paesi come l’Inghilterra o la Germania) ci farebbe bene. È questo il modo giusto per portare avanti un programma realista e riformista con forza e fermezza – portare avanti una politica che ci consenta di riconquistare la fiducia e i cuori degli italiani.


Roma, 19 dicembre 2008

 
 

 
 
Laura Garavini info@garavini.de www.garavini.de www.garavini.eu