La Vicepresidente commissione Esteri intervenendo in Senato per la relazione del presidente Draghi

Roma, 23 giu. - "Affrontare le questioni migratorie tutti insieme, come fossero questioni di politica estera europea e non più solo di politica interna. La proposta dell’Italia al Consiglio Europeo può essere strategica. Perché ci consente di spostare il baricentro. Investendo per creare le condizioni affinché si smetta di emigrare in massa e si evitino le troppe stragi nel Mediterraneo". Lo ha dichiarato la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi, intervenendo in Senato per la relazione del presidente Draghi sul Consiglio Europeo di domani.

"Sostenere lo sviluppo del continente africano, al tempo stesso, non deve diventare la scusante di alcuni Stati per sottrarsi ai propri obblighi di accoglienza. Per questo a Bruxelles bisogna continuare a chiedere una riforma del trattato di Dublino per una gestione condivisa dei profughi in arrivo. Imponendo una nuova direzione a Paesi come l’Ungheria, che da tempo snobbano il dossier migrazione. Parallelamente, bisogna prevedere una strategia europea a sostegno dei rimpatri volontari. Con adeguati incentivi alla riammissione, anche alla luce di partenariati ed intese specifiche siglate con vari paesi. A partire da Tunisia, Libia, Sahel e Corno d’Africa.

È il momento che si realizzi un’azione coordinata da parte di tutta l’Unione Europea. Rimettendo lo sviluppo del continente africano all’ordine del giorno dell’agenda europea. Così come l’Italia aveva già cominciato a fare con i Governi Renzi e Gentiloni. Un cambio di visione, che impegni tutti i paesi europei, può segnare una svolta importante nella gestione del fenomeno migratorio" ha concluso la senatrice.

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