La senatrice intervenendo all'incontro digitale 'Milano città europea'

Roma, 14 set. - "La ripartenza in totale sicurezza della scuola dimostra che il green pass è lo strumento per non essere più costretti a richiudere tutto. Bloccando lavoro, produzione, mobilità. L'estensione del green pass, sollecitata anche da Italia Viva, va quindi nella direzione giusta. Quella che garantisce il ritorno alla normalità. Dobbiamo voltare pagina rispetto alla didattica a distanza e alle limitazioni alla vita sociale e produttiva del Paese. L'unico modo per farlo, tutelando al contempo la salute pubblica, è l'impiego del green pass sui luoghi di lavoro e in tutti i contesti che prevedano un contatto con il pubblico". "Lo sanno bene anche quelle forze politiche che, in maniera colpevole, negano la necessità di questa misura. E che pretendono di ergersi a medici. Arrivando a dire che il green pass non sarebbe utile per limitare il contagio o che addirittura limiterebbe la libertà. In questo modo fanno propaganda sulla pelle dei cittadini. Specie di quelli più fragili. Che invece hanno bisogno di essere sostenuti e sensibilizzati alla vaccinazione". Lo ha dichiarato la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi, intervenendo all'incontro digitale 'Milano città europea' con la candidata IV al consiglio comunale Lisa Noja.

Roma, 11 set. - "L'11 settembre rappresenta una data spartiacque. Con l'attentato alle Torri Gemelle, l'Occidente veniva attaccato da un terrorismo intenzionato ad aggredirci nei nostri valori fondativi. Un fondamentalismo che veniva alimentato in Afghanistan. Per tutelarci dal quale abbiamo impiegato le donne e gli uomini delle nostre Forze Armate in una missione ventennale. Durante la quale ci siamo spesi per costruire un paese democratico e libero. Oggi, di fronte al ritorno dei talebani ed al rischio che Kabul torni ad essere un laboratorio di estremismi, dobbiamo compiere ogni sforzo, volto alla stabilizzazione dell'area. Affinché non ci sia più un altro 11 settembre. Parallelamente al processo di stabilizzazione, l'epilogo della parabola afghana ci mette di fronte un'altra urgenza. Quella di definire una politica di difesa comune europea finalmente definita e protagonista. Che ci tuteli di fronte al pericolo terrorismo. E che sappia fronteggiare i nuovi equilibri geostrategici, a seguito del mutato atteggiamento degli Stati Uniti e il ridimensionamento del ruolo della Nato. Solo in questo modo, l'Europa può Ambire ad essere forza di pace e stabilizzazione". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente della Commissione Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi.

Roma, 7 set. - "L'Europa è un'unione dove tutte le culture hanno pari dignità. A partire dalle lingue dei singoli Paesi. Che vanno adottate in modo paritetico, evitando la tendenza a favorire il trilinguismo inglese-francese-tedesco che si è imposto negli ultimi anni. Per questo ho presentato, insieme alla collega Ginetti, un'interrogazione in commissione Politiche Europee. Affinché l'italiano sia riconosciuto come lingua procedurale dell'Unione Europea. Una richiesta che è in linea con le ultime sentenze del Tribunale dell'Unione. Che é arrivata ad annullare dei bandi di concorso già emanati in una solo lingua, perché discriminatori dal punto di vista linguistico".

"Accogliamo con favore la risposta della Farnesina, che ha dato ragione alla nostra richiesta confermando la volontà di lavorare in questa direzione. L'auspicio è che si intensifichino gli sforzi per arrivare a un vero plurilinguismo europeo. L'italiano è la quarta lingua più studiata al mondo. E' la lingua della cultura e della bellezza. Ma soprattutto è una delle lingue ufficiali dell'Unione Europea. In quanto paese fondatore, dobbiamo difendere il nostro diritto ad affermare pienamente il suo utilizzo in tutti i documenti e le procedure ufficiali". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi.

Roma, 7 set. - "Solidarietà a Cecilia Sala. Una delle poche giornaliste occidentali presenti a Kabul. Fatta evacuare dal suo albergo, colpito da spari contro manifestanti. Chi fa informazione in Afghanistan rischia la vita. Solo pochi giorni fa, Cecilia ha portato la sua preziosa testimonianza alla nostra scuola di formazione politica, a Ponte di Legno. Italia Viva è con lei e con tutti i giornalisti e le giovani donne impegnate nella propria professione in Afghanistan". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi.

Roma, 7 set. - " Solidarietà ai giornalisti minacciati e arrestati a Kabul. Colpevoli solo di aver fatto il proprio lavoro: seguire la protesta contro le nuove autorità in Afghanistan e contro l'ingerenza del Pakistan. Prima la violenza. Poi l'esclusione delle donne dal governo. Ora la repressione della libertà di stampa. Senza un intervento coordinato per la stabilizzazione dell'area, i talebani riporteranno rapidamente l'Afghanistan al peggiore Medio Evo". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente Commissione Esteri.

Roma, 3 set. - "In prima linea contro ogni forma di aggressione allo Stato. Dal terrorismo estremista alla mafia. Nel Generale Dalla Chiesa un esempio senza tempo di dedizione allo Stato e promozione della legalità. Proprio ciò che spaventò i mandanti del suo assassinio. Proprio L’insegnamento del Generale Dalla Chiesa è quello che dobbiamo promuovere per onorare la sua memoria. E quella della moglie Emanuela Setti Carraro e dell'agente di scorta Domenico Russo". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente della Commissione Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi.

Roma, 1 set. – "I Talebani si stanno già confermando per come li abbiamo sempre conosciuti. Non c’è spazio per le donne nella loro idea di società. Dichiarando apertamente che il nuovo governo probabilmente non vedrà la presenza di ministre, smentiscono le loro rassicurazioni sulla tutela dei diritti femminili. In linea con quanto già denunciato dalle testimonianze delle attiviste e della popolazione afghana. Secondo cui sarebbero già ricominciate le azioni sistematiche volte a cancellare la presenza femminile sui luoghi di lavoro. Così come in qualsiasi altro luogo pubblico. Abbiamo investito venti anni nella formazione di una classe di donne moderne e libere. Abbiamo reso possibile l’educazione scolastica delle ragazze. La loro affermazione professionale e sociale. Evitare che la loro voce venga di nuovo soffocata dal burqa è un dovere morale per tutto l’Occidente". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri.

La senatrice intervenendo all'incontro del Cantiere Esteri di Italia Viva

Roma, 31 ago. - "Le immagini della presa dell’aeroporto da parte dei talebani fanno particolarmente male. Anche alla luce del fatto che restano ancora in Afghanistan almeno 300mila collaboratori delle forze occidentali che non sono riusciti ad essere evacuati. È necessario continuare lo sforzo di mettere in sicurezza queste persone, nonostante la decisione delle Nazioni Unite di non prevedere una Safe zone all’aeroporto di Kabul. Ecco che è ancora più importante l’impegno italiano per un G20 straordinario per un coordinamento internazionale per la messa in sicurezza di queste persone e per la stabilizzazione dell’area". Lo ha dichiarato la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri, intervenendo al dibattito da lei promosso in qualità di coordinatrice del Cantiere Esteri di Italia Viva. "La convocazione del G20 straordinario sull'Afghanistan voluto dall'Italia è un tassello importante nella costruzione di una strategia comune, necessaria per uscire dall’impasse. E conferma il respiro internazionale dell’operato del premier Draghi, che mira ad avere voce in capitolo nelle questioni dirimenti per i futuri equilibri mondiali. Per il nostro Paese, che ha trascorso venti anni a Herat e ha dedicato la dedizione delle sue donne e dei suoi uomini alla costruzione di una moderna democrazia in Afghanistan, veder ripiombare il Paese nel caos è una ferita".

Roma, 30 ago. - "Il mio pensiero alle vittime della tragedia di Mattmark e ai loro cari. Il 30 agosto 1965, 88 lavoratori, di cui 56 italiani, morirono nel crollo della diga che stavano costruendo nel Vallese, in Svizzera. Nostri connazionali che erano partiti in cerca di lavoro e prospettive. Un dramma che ha ferito profondamente la storia della nostra emigrazione. E che abbiamo il dovere di ricordare promuovendo attivamente il rispetto delle regole di sicurezza sul lavoro. È il miglior ricordo che possiamo portare alla memoria delle vittime". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente della Commissione Esteri.

Roma, 23 ago. - "La drammatica escalation afghana impone una risposta da parte dell'Unione Europea. Soprattutto in termini di sicurezza e di protezione. Ecco perché bisogna prevedere dei corridoi umanitari europei, senza lasciarsi intimorire da posizioni contrarie da parte di singoli Paesi come Austria, Ungheria e Slovenia". "È altrettanto necessario organizzarsi sin da ora per prevedere aiuti anche per i rifugiati che troveranno riparo in paesi vicini all'Afghanistan. Per evitare che si verifichi una catastrofe umanitaria nelle prossime settimane". Dal punto di vista della sicurezza, bisogna evitare che l'Afghanistan torni ad essere meta per terroristi da tutto il mondo. Come Italia, forti di una nuova leadership autorevole in Europa nello scenario internazionale, dobbiamo insistere sulla via seguita proficuamente dal governo. Continuando a lavorare affinché il G20 sia occasione per rafforzare le politiche globali di contrasto e prevenzione del terrorismo e sia strumento per la stabilizzazione dell’Afghanistan". Lo ha dichiarato la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente della Commissione Esteri, intervenendo in audizione con i ministri Di Maio e Guerini.

Roma, 18 ago. - "La strage di Vergarolla rappresenta una pagina dolorosa del nostro dopoguerra, sia italiano che europeo. Un dramma ancora troppo poco conosciuto dall’opinione pubblica. Ma la cui consapevolezza deve essere invece promossa come monito contro divisioni etniche e culturali. Se oggi, a settantacinque anni di distanza, rendiamo onore alla memoria delle vittime di Vergarolla lo dobbiamo anche al prezioso impegno per la memoria portato avanti dall’Associazione Italiani di Pola e Istria – Libero Comune di Pola in Esilio, in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Pola. A loro va il mio profondo ringraziamento". "L'esplosione dolosa sulla spiaggia di Pola quel 18 agosto 1946 costò la vita a oltre 100 persone. Per un terzo minori e bambini. Vittime innocenti dell'odio. Dilaniate da alcune mine accatastate dagli alleati e utilizzate, secondo gli storici, dai servizi segreti jugoslavi in un’azione pianificata. Con l'obiettivo di terrorizzare la comunità italiana residente a Pola. Colpevole solo di aver raccolto le firme contro l’assegnazione della città alla Yugoslavia, discussa in quei giorni alla Conferenza di pace di Parigi".
"Tutto questo ci ricorda che cosa fosse l'Europa prima di diventare l'Unione. Un continente dilaniato da guerre e violenza. Esattamente l'opposto di quello che rappresenta oggi. Ossia il più grande spazio di tutela dei diritti e rispetto della pace. Un risultato che abbiamo ottenuto proprio unendo le nostre culture. E mettendo da parte odio e divisioni. Anche per non ripetere drammi come quello di Vergarolla, dobbiamo contrastare quei movimenti populisti e di estrema destra che cercano di fomentare intolleranza e nazionalismi. Perfino all'interno dello stesso territorio europeo". Lo dichiara la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente della Commissione Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi.

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